Toscana
IN TRIBUNALE
Porto abusivo di pistola Condannato impresario
LUCCA. La suggestiva ipotesi di una rapina all’ufficio postale di S. Alessio resta soltanto sulla carta. Perché di prove certe la polizia non ne trova. Così Paolo Princi, 48 anni, incensurato...
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LUCCA. La suggestiva ipotesi di una rapina all’ufficio postale di S. Alessio resta soltanto sulla carta. Perché di prove certe la polizia non ne trova. Così Paolo Princi, 48 anni, incensurato imprenditore del pontederese che il 30 settembre 2016 venne arrestato mentre in auto seguiva la direttrice delle poste, ieri mattina è stato condannato in abbreviato a 10 mesi di reclusione davanti al gup Antonia Aracri per il reato di porto abusivo di pistola, caricatore e munizioni.
I fatti. Nel pomeriggio di venerdì 30 settembre 2016 a bordo della sua Mercedes l’imprenditore viene fermato da una pattuglia della polizia. Il motivo? La direttrice dell’ufficio postale di S. Alessio si era insospettita di quella berlina che la stava seguendo dall’uscita dello sportello sino alla sua abitazione e aveva telefonato alla centrale operativa del 113. Gli agenti, sotto il sedile dell’auto tedesca, avevano trovato una pistola Ruger calibro 22 con il colpo in canna. Nell’abitacolo poi c’era uno zaino con munizioni, pezzi di corde, guanti, cacciavite, cappellino, nastro adesivo di tipo americano, due dissuasori elettrici e una bomboletta spray con effetto narcotizzante. L’imprenditore pontederese almeno inizialmente si era avvalso della facoltà di non rispondere negando però ogni coinvolgimento legato ad un’ipotesi di rapina alle Poste. La pistola? Princi aveva un regolare porto d’armi recandosi spesso al poligono di tiro. E il materiale rinvenuto all’interno della vettura era di facile commercializzazione e non riferibile per forza ad un’ipotesi di rapina o ad altri reati contro il patrimonio.
Le indagini. Interrogato in carcere subito dopo l’arresto non aveva spiegato se seguiva la direttrice da alcuni giorni senza che lei se ne accorgesse e se soprattutto stesse meditando un piano per compiere una rapina allo sportello visto che il lunedì successivo era il 3 ottobre, giorno di pagamento delle pensioni a centinaia di persone e nelle casse ci sono cifre importanti. La polizia aveva compiuto accertamenti sulle condizioni economiche e sulla situazione patrimoniale dell’azienda di costruzioni con sede a Lucca. Qualche problema di natura economica sarebbe emerso, ma non tale da giustificare l’idea di mettere a segno una rapina. Nel corso delle indagini invece sarebbero emerse condizioni precarie di salute da parte dell’impresario.
I fatti. Nel pomeriggio di venerdì 30 settembre 2016 a bordo della sua Mercedes l’imprenditore viene fermato da una pattuglia della polizia. Il motivo? La direttrice dell’ufficio postale di S. Alessio si era insospettita di quella berlina che la stava seguendo dall’uscita dello sportello sino alla sua abitazione e aveva telefonato alla centrale operativa del 113. Gli agenti, sotto il sedile dell’auto tedesca, avevano trovato una pistola Ruger calibro 22 con il colpo in canna. Nell’abitacolo poi c’era uno zaino con munizioni, pezzi di corde, guanti, cacciavite, cappellino, nastro adesivo di tipo americano, due dissuasori elettrici e una bomboletta spray con effetto narcotizzante. L’imprenditore pontederese almeno inizialmente si era avvalso della facoltà di non rispondere negando però ogni coinvolgimento legato ad un’ipotesi di rapina alle Poste. La pistola? Princi aveva un regolare porto d’armi recandosi spesso al poligono di tiro. E il materiale rinvenuto all’interno della vettura era di facile commercializzazione e non riferibile per forza ad un’ipotesi di rapina o ad altri reati contro il patrimonio.
Le indagini. Interrogato in carcere subito dopo l’arresto non aveva spiegato se seguiva la direttrice da alcuni giorni senza che lei se ne accorgesse e se soprattutto stesse meditando un piano per compiere una rapina allo sportello visto che il lunedì successivo era il 3 ottobre, giorno di pagamento delle pensioni a centinaia di persone e nelle casse ci sono cifre importanti. La polizia aveva compiuto accertamenti sulle condizioni economiche e sulla situazione patrimoniale dell’azienda di costruzioni con sede a Lucca. Qualche problema di natura economica sarebbe emerso, ma non tale da giustificare l’idea di mettere a segno una rapina. Nel corso delle indagini invece sarebbero emerse condizioni precarie di salute da parte dell’impresario.
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