Sicurezza
Le vetrine esclusive firmate da Del Fante
La Banca Toscana incaricò l’artigiano fiorentino di realizzare le “mostre” su due affacci. Una terza, eseguita dal lucchese Enzo Bachi, fu poi rimossa
LUCCA. Non tutte le insegne e le “mostre” storiche lucchesi sono state realizzate dagli artigiani della nostra città – che pure sono stati tanti, e di grande valore. In qualche caso i committenti hanno scelto, per i motivi più vari, di rivolgersi altrove. Proprio quanto accaduto con la magnifica vetrina della Banca Toscana in via Roma, a due passi da piazza San Michele e dall’incrocio con via Beccheria. Ricca, ricchissima realizzazione di epoca liberty con pannelli di vetro, motivi floreali e dorature. E con la particolarità di due piccoli bow-window nella parte superiore.
A immaginare e creare tutto questo furono gli artigiani fiorentini della bottega di Luigi Del Fante. Nata a fine dell’Ottocento, dal suo laboratorio uscirono alcune delle più rinomate vetrine e insegne, come quella del ristornate “Queen Victoria” e di “Taf”, in centro a Firenze. E poi, per l’appunto, l’incarico ricevuto dalla Banca Toscana che prima di essere acquistata e poi inglobata all’interno del Monte dei Paschi di Siena aveva la sua sede nel capoluogo di regione.Le vetrine di Del Fante “coprono” due degli affacci della filiale e sono tutelate fra gli arredi storici del centro.
Ci sono poi anche altri due ingressi, più ordinari. E ce ne sarebbe anche un terzo, quello che oggi ospita i locali della confinante gioielleria Marchi, dopo che alla fine degli anni Novanta proprio i titolari dell’oreficeria acquistarono l’immobile di via Roma dal Comune per 625 milioni delle vecchie lire. C’è un altro particolare legato a questa banca. Un pizzico di artigianato lucchese che, purtroppo, è scomparso da tempo. Proprio l’ingresso più vicino a via Beccheria, infatti, era sormontato dall’inizio degli anni Cinquanta da una lunetta realizzata da Enzo Bachi, l’uomo che fino al 1990 nella sua bottega di piazzetta della Cervia ha dato vita ad alcune delle più belle insegne lucchesi: le lettere in oro zecchino componevano la scritta “Banca e cambio”. Fu rimossa negli anni Settanta.
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