Il Tirreno

Lucca

Geal, 8.000 lucchesi non pagano l’acqua

di Gianni Parrini

Il credito sarà spalmato sulle bollette dei prossimi anni

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Bollette dell’acqua non pagate, sono circa 8.000 i morosi lucchesi: nei loro confronti Geal vanta un credito di oltre due milioni di euro. Soldi che a breve rischiano di essere spalmati sulla tariffa, con aumenti generalizzati per tutti i cittadini, buoni e cattivi.

In un film del 1999 intitolato “La guerra degli Antò” un sedicente intellettuale profetizzava che la prossima guerra mondiale sarebbe scoppiata per il controllo dell’acqua. Come era ovvio, non siamo mai arrivati a quel livello, ma una piccola guerra per ottenere il pagamento delle bollette, i gestori del servizio idrico in Toscana sono costretti a combatterla ogni giorno. Anche a Lucca l’esercito dei morosi sta ingrossando le sue fila, nonostante le tariffe di Geal siano le meno care del Granducato.

La percentuale dei crediti vantati dall’azienda e scaduti da oltre 2 anni è progressivamente cresciuta nell’ultimo quinquennio: 1,2% nel 2012, 1,3% nel 2013, 1,5% nel 2014, 1,7% nel 2015 e nel 2016. «E quest’anno – commentano da Geal – rischiamo di toccare l’1,8%. Il motivo? La crisi economica ha inciso su questo trend, sia per ciò che riguarda le utenze domestiche sia per quelle legate alle attività economiche». È bene chiarire subito un punto: si tratta di percentuali di morosità al di sotto della media regionale e inferiori a quelle di città vicine. A Viareggio, per esempio, dove il gestore è Gaia, la percentuale di morosità è superiore al 5% e in tutta la Versilia si aggira attorno al 4%.

L’immagine della Lucca felix, dunque si riflette anche nelle acque di Geal, ma le tante piccole morosità di cui stiamo parlando, sommandosi l’una all’altra, creano comunque un danno economico importante. «Il totale delle utenze servite da Geal nel Comune di Lucca – spiegano dall’azienda partecipata al 52% da Lucca Holding – è di 44.686, di cui le utenze di sola fognatura sono 4.343. L’ammontare del credito verso gli utenti scaduto a fine dicembre è di 2.099.119 euro, di cui 839mila scaduti da oltre 24 mesi. In totale le utenze complessive morose coinvolte sono circa 8.000, comprese le bollette appena scadute».

Un piccolo danno economico che rischia di ricadere sulle spalle di tutti gli utenti di Geal. Una norma contenuta nel decreto “enti locali” del 2015 impone che i crediti divenuti inesigibili vengano spalmati in bolletta. Il gettito, infatti, deve coprire tutte le “componenti di costo fisse”, tra cui anche le imposte non riscosse negli anni precedenti per i mancati pagamenti degli utenti inadempienti. Il ricarico, però, riguarderà solo i crediti ormai divenuti inesigibili, quelli per cui non c’è più alcuna speranza di riscossione.

La stessa cosa avviene con Sistema ambiente e la tariffa dei rifiuti: la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dell’immondizia vanta nei confronti degli utenti morosi un credito di oltre 11 milioni di euro. Tra l’altro, proprio l’azienda dei rifiuti fa una precisazione sui presunti errori di calcolo della Tari: «In merito alle notizie di stampa relative alla non corretta applicazione della parte variabile della Tari sulle pertinenze – spiega la nota – Sistema ambiente informa che in tutti i Comuni gestiti dalla società la tassa rifiuti è sempre stata applicata correttamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa