Proteste
A Lucca due “osterie” con la chiocciola
L’inconfondibile “etichetta” di Slow Food è andata a Il Mecenate e ai Diavoletti
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LUCCA. C’era il gotha di Slow Food nella sala dell’Affresco del complesso San Micheletto, per presentare la guida 2018 di “Osterie d’Italia”. A partire dalla presidente della Toscana Raffaella Grana fino a Marco Bolasco, coordinatore nazionale e curatore della stessa, passando per il coordinatore per la regione Toscana Gian Marco Mazzanti. E poi David Pieroni, fiduciario e coordinatore territoriale di Slow Food Lucca Compitese e Orti Lucchesi che ha introdotto una serata molto partecipata. Un volume elegante e facilmente consultabile che quest’anno comprende 1.616 locali italiani consigliati da Slow Food, 275 dei quali premiati con la chiocciola, simbolo del movimento culturale associativo internazionale no profit che opera per valorizzare il cibo genuino nel rispetto dei produttori e della tradizione.
Due i locali del nostro territorio ritenuti meritevoli della chiocciola: il ristorante Mecenate di via del Fosso e i Diavoletti di Camigliano. Ma sulla guida sono elencati altri luoghi di buon ristoro, come l’osteria Meati, Buatino e l’osteria “Da mì pà” a Gragnano, segnalati tra le migliori proposte e forse in pole position per la chiocciola. Che per essere assegnata, richiede particolari requisiti che vanno dall’utilizzo di prodotti del territorio, non necessariamente a chilometro zero, all’impiego di ricette della tradizione, fino alla presenza, nel locale, di una cantina con eccellenze vinicole. La guida si presenta come un lungo elenco di locali di ristorazione che si differenziano dai soliti ristoranti, in quanto ritenuti luoghi di incontro e socializzazione, dove è l’oste a farla da padrona, non con il savoir faire dei camerieri stellati, bensì con un’accoglienza calorosa che mette a proprio agio l’avventore, tanto da farlo sentire in famiglia in un ambiente popolare in cui si possono consumare gustosi piatti tipici locali e a buon mercato. Caratteristiche che negli ultimi anni hanno determinato il proliferarsi di osterie, sempre più scelte per la cucina semplice e genuina, capace di soddisfare ogni palato e, appunto, anche le tasche. Lo hanno capito gli addetti del settore della nostra regione, una delle più rappresentate sulla guida, con 143 locali, 26 dei quali si fregiano dell’ambita chiocciola. E anche quelli del nostro territorio che, come dice il sindaco Alessandro Tambellini intervenuto all’iniziativa, hanno deciso di rispolverare vecchie ricette e riscoprire varietà come il fagiolo rosso di Lucca e il pomodoro canestrino che erano a rischio estinzione. Forse anche per questo motivo che quest’anno, per la prima volta dall’edizione numero uno del 1991, è stata scelta Lucca per la presentazione della guida in anteprima nazionale, cui ha fatto seguito un’ottima cena al Mecenate, realizzata dagli “Osti” lucchesi dei locali recensiti nella stessa guida (Mecenate e Diavoletti dotati di chiocciola d’ordinanza e osteria Da Mì Pà, il cui ricavato sarà devoluto al progetto “Menù for change” scegli il cibo per cambiare il clima).
Rossella Lucchesi
Due i locali del nostro territorio ritenuti meritevoli della chiocciola: il ristorante Mecenate di via del Fosso e i Diavoletti di Camigliano. Ma sulla guida sono elencati altri luoghi di buon ristoro, come l’osteria Meati, Buatino e l’osteria “Da mì pà” a Gragnano, segnalati tra le migliori proposte e forse in pole position per la chiocciola. Che per essere assegnata, richiede particolari requisiti che vanno dall’utilizzo di prodotti del territorio, non necessariamente a chilometro zero, all’impiego di ricette della tradizione, fino alla presenza, nel locale, di una cantina con eccellenze vinicole. La guida si presenta come un lungo elenco di locali di ristorazione che si differenziano dai soliti ristoranti, in quanto ritenuti luoghi di incontro e socializzazione, dove è l’oste a farla da padrona, non con il savoir faire dei camerieri stellati, bensì con un’accoglienza calorosa che mette a proprio agio l’avventore, tanto da farlo sentire in famiglia in un ambiente popolare in cui si possono consumare gustosi piatti tipici locali e a buon mercato. Caratteristiche che negli ultimi anni hanno determinato il proliferarsi di osterie, sempre più scelte per la cucina semplice e genuina, capace di soddisfare ogni palato e, appunto, anche le tasche. Lo hanno capito gli addetti del settore della nostra regione, una delle più rappresentate sulla guida, con 143 locali, 26 dei quali si fregiano dell’ambita chiocciola. E anche quelli del nostro territorio che, come dice il sindaco Alessandro Tambellini intervenuto all’iniziativa, hanno deciso di rispolverare vecchie ricette e riscoprire varietà come il fagiolo rosso di Lucca e il pomodoro canestrino che erano a rischio estinzione. Forse anche per questo motivo che quest’anno, per la prima volta dall’edizione numero uno del 1991, è stata scelta Lucca per la presentazione della guida in anteprima nazionale, cui ha fatto seguito un’ottima cena al Mecenate, realizzata dagli “Osti” lucchesi dei locali recensiti nella stessa guida (Mecenate e Diavoletti dotati di chiocciola d’ordinanza e osteria Da Mì Pà, il cui ricavato sarà devoluto al progetto “Menù for change” scegli il cibo per cambiare il clima).
Rossella Lucchesi
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