Il Tirreno

Lucca

S. Luca, collaudi in due mesi poi la vendita delle quote

di Gianni Parrini
S. Luca, collaudi in due mesi poi la vendita delle quote

Trovato l’accordo per concludere l’iter: previste prescrizioni per il costruttore Poi i soci di Sat potranno cedere le concessioni sui servizi non-sanitari

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. In un paio di mesi si completeranno i collaudi tecnico-amministrativi sull’ospedale San Luca. Dopodiché i soci di Sat intenzionati a cedere le concessioni sui servizi commerciali e non-sanitari dei quattro nuovi ospedali toscani avranno mano libera.

La notizia relativa alla prossima conclusione dell’iter, che di fatto chiude i rapporti tra il privato che ha realizzato gli ospedali (Sat) e l’azienda sanitaria (e quindi la Regione), trapela dalle stanze dei bottoni anche se al momento non c’è niente di ufficiale. Il collaudo tecnico-amministrativo rappresenta la conditio sine qua non per considerare ultimato a tutti gli effetti il monoblocco di San Filippo e consentire ad Astaldi di vendere (come annunciato) le proprie quote in Sat.

L’intenzione fu annunciata nel maggio del 2016 e suscitò un certo clamore perché da alcuni organi di informazione fu interpretata come una messa in vendita dei quattro nuovi ospedali toscani. In realtà le cose stanno diversamente. Il San Luca e gli altri tre nuovi nosocomi (Pistoia, Prato e Apuane) sono e resteranno pubblici. Sat, la società formata da Astaldi (35%), Techint Engineering (35%) e Pizzarotti (30%) li ha costruiti con la formula del project financing: ha aggiunto ai capitali pubblici risorse proprie e in cambio si è assicurata un cosiddetto diritto d’uso, ovvero una concessione ventennale sui servizi non-sanitari (manutenzione, pulizie, verde, trasporti, ristorazione) e commerciali (parcheggi, bar, negozi, edicola, etc) che esercita attraverso la controllata Gesat. Astaldi vorrebbe cedere le proprie quote, una scelta forse motivata anche dallo scarso rendimento dei nuovi ospedali, soprattutto del San Luca, che secondo Gesat è penalizzato dal mantenimento di alcuni servizi al Campo di Marte. Fatto sta che finora i tre soci di Sat non hanno potuto cedere: manca il parere della Commissione collaudi. L’organismo avrebbe dovuto completare i lavori da tempo ma sono sorti dei contenziosi tra concessionario e Regione. Il principale riguarda il caso dell’eliporto del San Luca. La superficie realizzata per consentire l’atterraggio del Pegaso è troppa vicina alle case e risulta pertanto inutilizzabile. Asl ha contestato l’opera a Sat detraendone il valore dal conto finale del concessionario. Il contenzioso è finito davanti al consiglio di Stato di cui si attende il pronunciamento. Gli altri due nodi riguardavano l’impianto di ozzonizzazione dei reflui ospedalieri e le vasche volano. Per quanto riguarda il primo punto, giova ricordare che il San Luca non ha mai ottenuto l’autorizzazione ambientale e a tutt’oggi continua a operare in deroga: negli scarichi ospedalieri vi sono concentrazioni troppo elevate di azoto ammoniacale (niente altro che “pipì”) e tensoattivi. C’è necessità di adeguare l’impianto: nel dicembre 2016 il concessionario (Sat) ha presentato un piano di intervento da 500mila euro. Geal e Arpat hanno chiesto ulteriori chiarimenti e la documentazione è stata fornita nel giugno scorso. Ora si attende il via libera della Regione, atteso a breve. I lavori dureranno almeno dieci mesi. L’altro nodo riguarda le vasche volano realizzate per raccogliere l’acqua piovana che però ristagna formando una sorta di palude. Gesat ha risagomato le vasche per favorire il deflusso ma il problema persiste.

Nonostante queste problematiche persistenti, per chiudere la partita dei collaudi si è trovato un accordo: ovvero concedere l’ok con delle prescrizioni, talvolta pesanti, a cui il concessionario avrà l’obbligo di ottemperare. L’iter si concluderà in un paio di mesi, poi i soci di Sat potranno vendere le quote.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa