Sicurezza
«Ho applicato la legge, ma non sono felice»
Parla il dirigente Marco Orsi: «Decisione presa anche da altri presidi. Incontrerò i genitori»
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LUCCA. «C’è una normativa e ne tengo conto ma questo non significa che sia felice e contento di dover applicare questo provvedimento».
A dirlo è il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 5, Marco Orsi, in riferimento alla circolare numero dodici da lui firmata che prevede l’obbligo da parte dei genitori (o di persone da loro delegate con tanto di modulo presentato in segreteria) degli alunni delle scuole medie di Ponte a Moriano, a partire da ieri, di andare a prenderli al termine delle lezioni. Senza la presenza di un adulto autorizzato all’uscita non sarà consentito all’alunno di andare via dall’istituto. Una decisione che è stata ampiamente contestata dalle famiglie, in difficoltà stando a quanto hanno dichiarato, soprattutto per via dei loro impegni lavorativi, ma che il dirigente scolastico difende appellandosi appunto a quanto previsto dalla legge in materia di uscita autonoma da scuola.
«Come è riportato nella circolare – dichiara – l’obbligo per i minori di quattordici anni di essere portati via da scuola da un adulto deriva dall’articolo 2048 del codice civile e dall’articolo 591 del codice penale. Ci sono anche altri dirigenti scolastici italiani che hanno preso questo tipo di provvedimento dopo la sentenza della Cassazione. Io sostengo che questa norma vada modificata ma fino a che questo non accadrà sono costretto ad attenermi a quanto previsto».
Il dirigente scolastico Orsi precisa comunque che cercherà un modo per «facilitare i genitori» i quali sono venuti a conoscenza del provvedimento solo dalla circolare datata 25 ottobre.
Circolare piuttosto rigida che non ammette nemmeno «la presa in considerazione di liberatorie dei genitori per l’uscita autonoma degli alunni» e che prevede, nel caso in cui nessuno si presenti al termine delle lezioni e i genitori non siano rintracciabili, di contattare l’autorità di pubblica sicurezza per affidargli l’alunno. Il dirigente però, dopo il primo giorno di “uscita accompagnati” sembra comunque disposto a un’apertura nei confronti delle famiglie. «Con i genitori ci incontreremo – afferma – e cercheremo, per quel che possiamo, di favorirli». (f.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A dirlo è il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 5, Marco Orsi, in riferimento alla circolare numero dodici da lui firmata che prevede l’obbligo da parte dei genitori (o di persone da loro delegate con tanto di modulo presentato in segreteria) degli alunni delle scuole medie di Ponte a Moriano, a partire da ieri, di andare a prenderli al termine delle lezioni. Senza la presenza di un adulto autorizzato all’uscita non sarà consentito all’alunno di andare via dall’istituto. Una decisione che è stata ampiamente contestata dalle famiglie, in difficoltà stando a quanto hanno dichiarato, soprattutto per via dei loro impegni lavorativi, ma che il dirigente scolastico difende appellandosi appunto a quanto previsto dalla legge in materia di uscita autonoma da scuola.
«Come è riportato nella circolare – dichiara – l’obbligo per i minori di quattordici anni di essere portati via da scuola da un adulto deriva dall’articolo 2048 del codice civile e dall’articolo 591 del codice penale. Ci sono anche altri dirigenti scolastici italiani che hanno preso questo tipo di provvedimento dopo la sentenza della Cassazione. Io sostengo che questa norma vada modificata ma fino a che questo non accadrà sono costretto ad attenermi a quanto previsto».
Il dirigente scolastico Orsi precisa comunque che cercherà un modo per «facilitare i genitori» i quali sono venuti a conoscenza del provvedimento solo dalla circolare datata 25 ottobre.
Circolare piuttosto rigida che non ammette nemmeno «la presa in considerazione di liberatorie dei genitori per l’uscita autonoma degli alunni» e che prevede, nel caso in cui nessuno si presenti al termine delle lezioni e i genitori non siano rintracciabili, di contattare l’autorità di pubblica sicurezza per affidargli l’alunno. Il dirigente però, dopo il primo giorno di “uscita accompagnati” sembra comunque disposto a un’apertura nei confronti delle famiglie. «Con i genitori ci incontreremo – afferma – e cercheremo, per quel che possiamo, di favorirli». (f.s.)
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