Proteste
l’appello
Ancora tanti problemi per la provinciale 56
GARFAGNANA. La strada provinciale 56 si appresta a compiere duecento anni e li dimostra davvero tutti. Se qualche intervento è stato fatto durante il periodo estivo rimangono moltissime criticità,...
2 MINUTI DI LETTURA
GARFAGNANA. La strada provinciale 56 si appresta a compiere duecento anni e li dimostra davvero tutti. Se qualche intervento è stato fatto durante il periodo estivo rimangono moltissime criticità, che il comitato di cittadini, nato per tutelare l’asse viario, non manca di segnalare alle autorità.
Dopo le proteste, le petizioni, le lettere e le riunioni, gli abitanti di tutta la zona (che dalla Val Fegana si estende fino all’Orrido di Botri per raggiungere poi il Rifugio Casentini e Foce a Giovo) vorrebbero opere risolutive.
«Nel 2019 la strada ducale festeggerà due secoli dall’inizio della sua costruzione e noi residenti – spiega la portavoce del comitato Anna Maria Togneri – avremmo intenzione di festeggiare questa ricorrenza. La strada però non può presentarsi in queste condizioni, non lo accettiamo e non è giusto».
I cittadini che sono molto legati alla via di comunicazione e si battono, da anni, per una sua riqualificazione, sperano che almeno un anniversario tanto importante riesca a smuovere qualcosa: «Nel 1818 – dice Anna Togneri – Maria Luisa di Borbone decise di realizzare un collegamento viario con il ducato di Modena governato da Francesco IV. La strada, varcando l’Appennino, avrebbe messo in comunicazione i due territori senza bisogno di attraversare il Granducato di Toscana che imponeva esosi tributi doganali. Nel 1819 presero così avvio i lavori che si conclusero un decennio dopo. Crediamo che questo asse meriti di essere festeggiato degnamente e chiediamo alle istituzioni di fare finalmente la loro parte».
Se la carreggiata in prossimità dell’antica dogana è stata ripristinata rimangono però ancora tante questioni aperte: il decoro e la pulizia, la rimozioni degli alberi pericolosi, le frane come quella presente in località il Pero che minacciano la circolazione, l’ostruzione delle zanelle, l’asfalto dissestato: «Tutti i nostri appelli sono rimasti inascoltati e da anni le istituzioni promettono di occuparsi della sp56 senza mai mantenere la parola data. Chiediamo un sopralluogo urgente della Provincia; vogliamo che dopo tante chiacchiere i responsabili fissino una data e vengano a vedere con loro occhi in che condizioni versa la via. Non accettiamo più promesse, vogliamo vedere i fatti».
Chiara Lammari
Dopo le proteste, le petizioni, le lettere e le riunioni, gli abitanti di tutta la zona (che dalla Val Fegana si estende fino all’Orrido di Botri per raggiungere poi il Rifugio Casentini e Foce a Giovo) vorrebbero opere risolutive.
«Nel 2019 la strada ducale festeggerà due secoli dall’inizio della sua costruzione e noi residenti – spiega la portavoce del comitato Anna Maria Togneri – avremmo intenzione di festeggiare questa ricorrenza. La strada però non può presentarsi in queste condizioni, non lo accettiamo e non è giusto».
I cittadini che sono molto legati alla via di comunicazione e si battono, da anni, per una sua riqualificazione, sperano che almeno un anniversario tanto importante riesca a smuovere qualcosa: «Nel 1818 – dice Anna Togneri – Maria Luisa di Borbone decise di realizzare un collegamento viario con il ducato di Modena governato da Francesco IV. La strada, varcando l’Appennino, avrebbe messo in comunicazione i due territori senza bisogno di attraversare il Granducato di Toscana che imponeva esosi tributi doganali. Nel 1819 presero così avvio i lavori che si conclusero un decennio dopo. Crediamo che questo asse meriti di essere festeggiato degnamente e chiediamo alle istituzioni di fare finalmente la loro parte».
Se la carreggiata in prossimità dell’antica dogana è stata ripristinata rimangono però ancora tante questioni aperte: il decoro e la pulizia, la rimozioni degli alberi pericolosi, le frane come quella presente in località il Pero che minacciano la circolazione, l’ostruzione delle zanelle, l’asfalto dissestato: «Tutti i nostri appelli sono rimasti inascoltati e da anni le istituzioni promettono di occuparsi della sp56 senza mai mantenere la parola data. Chiediamo un sopralluogo urgente della Provincia; vogliamo che dopo tante chiacchiere i responsabili fissino una data e vengano a vedere con loro occhi in che condizioni versa la via. Non accettiamo più promesse, vogliamo vedere i fatti».
Chiara Lammari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google