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Lucca

TRIBUNALE 

Falsifica firma, condannata una postina

Falsifica firma, condannata una postina

LUCCA. Stavolta il postino, in questo caso la portalettere, non ha suonato nemmeno una volta alla porta di casa di un abitante di Pieve Santo Stefano. L’uomo doveva ricevere una raccomandata...

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LUCCA. Stavolta il postino, in questo caso la portalettere, non ha suonato nemmeno una volta alla porta di casa di un abitante di Pieve Santo Stefano. L’uomo doveva ricevere una raccomandata probabilmente per una multa o una contravvenzione. Ma la postina - una donna originaria dell’Abetone di poco meno di cinquant’anni assunta a tempo determinato - quella missiva non gliel’ha mai recapitata. Per un semplice motivo: l’aveva perduta. In preda al panico, anziché tornare all’ufficio postale dove prestava servizio e raccontare la verità ai superiori compilando il verbale di smarrimento, ha deciso di apporre la sua firma alla ricevuta della raccomandata. Ma diversi mesi dopo l’uomo di Pieve Santo Stefano si è visto recapitare - da un’altra impiegata delle Poste - una missiva che faceva riferimento a quella precedente, che lui non aveva mai ricevuto, e che comportava un aggravio di costi e di spese. Da lì la denuncia all’ufficio postale che invia l’esposto alla procura della Repubblica. Le indagini portano alla postina dell’Abetone che, messa alle strette, ammette subito l’addebito. «Ho falsificato la firma di quella raccomandata per paura delle conseguenze visto che l’avevo perduta». La donna è stata condannata dal giudice Gerardo Boragine per la falsificazione della firma a otto mesi di reclusione con i benefici di legge.

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