Il Tirreno

Lucca

Caldaie non in regola 100 euro di “multa”

Gli ispettori di Sevas al lavoro: 6.000 i controlli in Lucchesia

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LUCCA. Arriva il freddo e i lucchesi accendono il riscaldamento. Ma non tutti gli impianti sono in regola: si stima che circa il 10% delle 130.000 caldaie presenti tra Lucca e Valle non abbiano l’ormai famoso “bollino”. E gli ispettori di Sevas sono al lavoro: sono circa 6.000 i controlli previsti in Lucchesia. Chi non ha il contrassegno rischia di dover pagare da 100 a 240 euro di contributo, più il costo delle eventuali prescrizioni.

I controllori. Da oltre un anno la Regione ha affidato l’attività ispettiva in provincia di Lucca e a Massa alla società pubblica Sevas. I controlli sono previsti sia nel caso in cui ci sia la documentazione richiesta per legge, a partire dal bollino, sia nel caso contrario. La Sevas, infatti, ha l’obbligo di monitorare tutti gli impianti: anche quelli già ritenuti a norma in base alla documentazione sottoscritta dal tecnico dopo l’ispezione annuale a domicilio. In questo caso si prevede che solo il 5% degli impianti di riscaldamento considerati a norma debbano essere sottoposti a test. Che è gratis: il proprietario non paga nulla, proprio perché si tratta di un ulteriore accertamento a carico dell’amministrazione pubblica.

Gli irregolari pagano. Diverso è il discorso se la caldaia non ha la documentazione richiesta. In particolare se non ha il bollino, che è obbligatorio e va pagato ogni due anni. Da qualche mese è stato rincarato: oggi costa 20 euro, il doppio per un utente di Lucca che fino a ieri ne sborsava solo 10. Fatto sta che è su queste caldaie che si concentra Sevas. Ed è qui che sono previste il maggior numero di ispezioni. La visita del tecnico Sevas costa da 100 a 240 euro al proprietario (dipende dalla potenza dell’impianto) che non ha provveduto in maniera autonoma a fare la certificazione. Più le eventuali prescrizioni che il tecnico fornisce, dato che è poco probabile che la caldaia sia in ottime condizioni se non è stata sottoposta ad alcuna verifica. Il proprietario dell’impianto ha un periodo minimo per rimediare: nel caso in cui non si provveda a fare neppure questo, si rischiano ulteriori sanzioni (non quantificate dal punto di vista economico) e soprattutto la possibile chiusura del gas.

La mappa. Secondo Sevas, che ha fatto la mappa delle caldaie, in provincia di Lucca ci sono 190.000 impianti domestici. Circa 60.000 si trovano in Versilia, gli altri 130.000 tra Lucca e Valle. Quelli non certificati, cioè irregolari perché senza bollino, sono circa il 10%: quindi si stima che sul nostro territorio siano 13.000. Non pochi, anche perché stiamo parlando di caldaie che non sono state monitorate da un tecnico specializzato. Buona parte di queste vengono sottoposte ad accertamento da parte di Sevas, che ha l’obiettivo di portare a termine 8.000 controlli all’anno nell’intera provincia. Controlli che sono in corso anche in questi giorni.

Vecchi impianti. C’è poi il problema delle seconde case o degli immobili che vengono affittati ai turisti. Anche a Lucca, soprattutto in centro storico, questa tipologia di abitazioni sta crescendo. E spesso i proprietari non si curano degli impianti che quindi risultano vecchi e inadeguati. Chi usa la casa solo d’estate e pertanto non intende più sobbarcarsi gli impegni di manutenzione, può farlo: basta compilare alcuni moduli e presentarli a Sevas e la caldaia sarà considerata “non funzionante”. Ma guai a dichiarare il falso.

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