Il Tirreno

Lucca

A casa solo se accompagnati Malumori a Ponte a Moriano

di Federica Scintu
A casa solo se accompagnati Malumori a Ponte a Moriano

La circolare firmata dal dirigente è valida da domani e non ammette deroghe Fra i genitori c’è chi chiede che venga revocata. «Vediamo come funzionerà»

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LUCCA. Da domani scatta l’obbligo per i genitori degli alunni della scuola media di Ponte a Moriano di andare a prendere i loro figli all’uscita. Nessuno dei ragazzi infatti, potrà più lasciare l’istituto al termine delle lezioni senza essere “prelevato” da mamma, papà o persone da loro delegate, nemmeno se la sua abitazione è a cento metri dalla scuola. La circolare firmata dal dirigente scolastico Marco Orsi, datata 25 ottobre 2017 infatti, è molto chiara e lascia poco spazio alle interpretazioni: non ammette alcun tipo di liberatoria e, nel caso nessuno dei genitori sia rintracciabile, prevede che il personale scolastico si prenda la briga di contattare le autorità di pubblica sicurezza per affidare loro l’alunno.

Un provvedimento che arriva immediatamente dopo la pronuncia della Cassazione la quale, per il coinvolgimento di un minore in un incidente avvenuto fuori dalla scuola, ha ritenuto comunque responsabile l’istituto. Pronuncia che ha fatto parecchio discutere inserendosi con prepotenza all’interno del dibattito politico nazionale, con tanto di intervento della ministra all’istruzione Valeria Fedeli che ha sollevato il problema in consiglio dei ministri. E il dibattito si è acceso subito anche tra i genitori degli alunni che frequentano la scuola media di Ponte a Moriano, molti dei quali non nascondono il loro disappunto per la decisione «rigida» del dirigente. Alcuni infatti, definiscono il provvedimento «assurdo» e ritengono che la responsabilità, quando i ragazzi escono da scuola, non debba essere del personale scolastico ma delle famiglie. In più, secondo una parte dei genitori, si tratta di una decisione «non rispettosa dell’età dei ragazzi», ritenuti abbastanza grandi per poter tornare a casa da soli.

«Mi è arrivata una comunicazione – spiega una mamma – nella quale mi veniva chiesto di depositare una delega in segreteria entro l’11 novembre per dire chi, a parte i genitori, poteva portare via mio figlio da scuola e che l’obbligo di andare a prenderlo sarebbe scattato dal 13 novembre. Ma io ad esempio non l’ho consegnata e penso di non essere la sola. Noi abitiamo vicinissimo all’istituto e per noi è un problema perché a quell’ora lavoriamo. Non so come riusciremo a organizzarci». Un problema, la mancata consegna di una parte delle deleghe, che domani potrebbe rendere ancora più caotica la prima “uscita accompagnata”. Anche perché, oltre a questo problema di tipo “burocratico” se ne pone uno logistico: come organizzare, e quindi “smistare” i ragazzi al suono della campanella? «Non so come si organizzeranno per “consegnare” 200 studenti alle loro famiglie – spiega un’altra mamma – sappiamo che a noi è stato chiesto di dividerci in gruppi a seconda della classe perché il dirigente ha stabilito, per ogni classe, un’uscita dedicata ma ancora l’organizzazione non è molto chiara. All’insegnante spetterà poi di verificare che effettivamente chi si presenta sia il padre o la madre dello studente che intende portare via. Secondo me far tornare a casa da soli i ragazzi non significa abbandonarli e al termine dell’orario scolastico la responsabilità dovrebbe essere dei genitori e non più della scuola. In più penso che per gli insegnanti questa sia una responsabilità aggiuntiva e non penso sia giusto dargliela. Quindi spero chela decisione venga revocata».

Per ora, da parte dei genitori scontenti, non c’è stata alcuna protesta strutturata ma nemmeno un dialogo con il dirigente scolastico che, nella sua circolare, motiva il provvedimento citando l’articolo 2048 del codice civile e l’articolo 591 del codice penale che stabilisce che «chiunque abbandona una persona minore di anni quattordici e della quale abbia custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni». In più aggiunge anche che «legalmente non c’è alcuna differenza tra un alunno di cinque anni e uno di tredici, invece dai quattordici anni in poi l’uscita autonoma dalla scuola è legale». Nella circolare inoltre, si spiega anche che «l’accesso al cortile ai genitori è consentito alle 13.10, alle 14.10 alle 16.40 cioè cinque minuti prima del suono della campanella che preannuncia l’uscita». Il documento poi definisce il comportamento del personale scolastico qualora nessuno si presentasse a prendere un alunno. «Nel caso di ritardo da parte del genitore (o delegato) – si legge – il docente della classe affida lo studente al collaboratore scolastico che, con l’aiuto del personale di segreteria, provvede a rintracciare il genitore. Nel caso in cui nessuno dei genitori – prosegue la circolare – sia rintracciabile, il personale di segreteria provvederà a contattare le autorità di pubblica sicurezza per affidare loro l’alunno. Una volta fuori dall’edificio nessun alunno può rientrare, per nessun motivo». Al momento l’idea delle famiglie in disaccordo con questa decisione è quella di temporeggiare per vedere come si evolve la situazione. «I rappresentanti d’istituto – spiegano – non sono ancora stati eletti altrimenti avremmo potuto segnalare la nostra contrarietà e fare in modo che questa venisse manifestata al dirigente ma per ora ci sono solo quelli di classe che comunque lunedì monitoreranno questa nuova organizzazione. Vediamo come va e poi decideremo come muoverci per far sentire la nostra voce».



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