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Lucca

Nuova mappa delle farmacie Il Comune vince al Tar

Nuova mappa delle farmacie Il Comune vince al Tar

Bocciato il ricorso della Martinelli contro la possibilità di uscire dalle Mura Per i giudici gli enti locali hanno il diritto di redistribuire le attività

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LUCCA. Sembra una storia senza fine quella dello spostamento di alcune farmacie dal centro storico alla periferia. Ancora una volta la questione è approdata nelle aule di un tribunale e ancora una volta i giudici hanno dato ragione al Comune e agli esercizi che avevano fatto richiesta di trasferimento fuori dalle Mura. Questa volta a presentare ricorso sono stati i titolari della farmacia Martinelli di Sant’Anna, che chiedevano l’annullamento della delibera di giunta del 2014 che prevedeva la revisione territoriale delle farmacie, compresa la possibilità per al massimo quattro del centro di spostarsi in periferia.

I giudici del Tar di Firenze hanno dichiarato “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse” il ricorso. I magistrati hanno infatti fatto notare come, nel frattempo, la delibera del Comune si sia concretizzata con il trasferimento della Baldi a San Concordio e della Masoni all’Arancio. E il fatto che la Martinelli non abbia impugnato gli atti di trasferimento determina la cessazione dell’interesse. Detto questo, il Tar scende comunque nel merito della questione, ricordando innanzitutto le precedenti decisioni sul tema, sempre favorevoli all’amministrazione.

Il punto centrale è il cambiamento a livello legislativo (anche su impulso europeo) fra le vecchie sedi farmaceutiche e le nuove zone territoriali.

Mentre le prime stabilivano «un’esatta ripartizione del territorio comunale in ambiti perimetrati, ciascuno assegnato in via esclusiva a una sede farmaceutica», ora le normative richiedono solo «che sia rispettato il criterio dell’equa distribuzione delle farmacie sul territorio, in particolare a beneficio dei cittadini residenti in aree scarsamente abitate. Ne consegue che i provvedimenti di revisione delle piante organiche possono intervenire con maggiore libertà sulle zone già assegnate alle sedi farmaceutiche, anche al fine di consentire lo spostamento dei locali in posizioni commercialmente più favorevoli, purché sia garantita la copertura omogenea dell’intero territorio comunale». Quello che si proponeva anche la delibera del 2014, nel notare che il numero delle farmacie in centro storico era ormai sproporzionato rispetto all’effettiva popolazione residente, anche considerando le attività commerciali e i turisti. Dall’altra parte, ci sono quartieri periferici nei quali la copertura non è sufficiente.

La farmacia è stata anche condannata a pagare 3.000 euro al Comune per le spese di giudizio.



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