Sicurezza
«Un danno la chiusura dell’aeroporto»
Il presidente dell’Aero Club replica anche al professor Frediani: «Solo lui sorpreso dell’acaduto»
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CAPANNORI. «Siamo a fianco del curatore fallimentare, il quale ha dichiarato, per scritto, il proprio appoggio e la propria disponibilità a collaborare alla riapertura dello scalo»: così l’Aero Club interviene per precisare la sua posizione sull’aeroporto di Tassignano.
«Abbiamo due dipendenti e uno stagista – scrive il presidente del Club Alfredo Vannini – 80 soci e ben 30 allievi piloti desiderosi di terminate i corsi per poter proseguire la loro carriera, sia nell’aviazione civile che militare. È facile intuire quale danno ci stia procurando questa chiusura forzata che si protrae da venticinque giorni».
L’associazione dichiara poi di essere «al fianco dei lavoratori della società Aeroporto di Capannori per i quali auspichiamo un pronto rientro in attività, mentre siamo a disposizione di tutti per accelerare la riapertura dello scalo».
Aero Club replica anche al professor Frediani e al suo intervento di ieri sul Tirreno: «Parla di “una scelta sorprendente”, ma credo che sia l’unico “sorpreso”, perché tutti, da anni, conoscevano la situazione economica in cui versava la società Aeroporto Capannori. Sulla decisione del tribunale non intendiamo entrare ma siamo favorevoli a una concessione provvisoria alla vecchia società. Il professor Frediani parla di “sfida strategica” e “capacità di attrarre competenze”, di “proposizione di idee avanzate concrete”. Tutto ciò, per quanto abbiamo avuto modo di vedere, si è tradotto nel “famoso” idrovolante Idintos che si trova in un sottopasso dello scalo praticamente abbandonato a sé stesso, niente a che vedere con l’azione di vandali che all’aeroporto di Capannori non esistono. Noi che giornalmente lo frequentiamo non abbiamo visto niente di tutto quello che Frediani ha dichiarato, a meno che tutti questi accordi o esperimenti vengano effettuati lontano dai nostri occhi. Saremmo i primi a essere felici se l’aeroporto diventasse veramente un centro di eccellenza per l’aerospazio ma, ad oggi, di tutto ciò non si è visto niente. Oggi l’aeroporto è, più o meno, quello di 5 o 10 anni fa, salvo i lavori di riqualificazione voluti e pagati da Enac. A meno che, non si voglia considerare un’eccellenza, la scuola di aeromobili a pilotaggio remoto, un tipo di scuole che troviamo in ogni parte d’Italia».
Intanto si attendono sviluppi sul fronte della domanda di esercizio provvisorio per la gestione dello scalo presentata dal curatore fallimentare.
«Abbiamo due dipendenti e uno stagista – scrive il presidente del Club Alfredo Vannini – 80 soci e ben 30 allievi piloti desiderosi di terminate i corsi per poter proseguire la loro carriera, sia nell’aviazione civile che militare. È facile intuire quale danno ci stia procurando questa chiusura forzata che si protrae da venticinque giorni».
L’associazione dichiara poi di essere «al fianco dei lavoratori della società Aeroporto di Capannori per i quali auspichiamo un pronto rientro in attività, mentre siamo a disposizione di tutti per accelerare la riapertura dello scalo».
Aero Club replica anche al professor Frediani e al suo intervento di ieri sul Tirreno: «Parla di “una scelta sorprendente”, ma credo che sia l’unico “sorpreso”, perché tutti, da anni, conoscevano la situazione economica in cui versava la società Aeroporto Capannori. Sulla decisione del tribunale non intendiamo entrare ma siamo favorevoli a una concessione provvisoria alla vecchia società. Il professor Frediani parla di “sfida strategica” e “capacità di attrarre competenze”, di “proposizione di idee avanzate concrete”. Tutto ciò, per quanto abbiamo avuto modo di vedere, si è tradotto nel “famoso” idrovolante Idintos che si trova in un sottopasso dello scalo praticamente abbandonato a sé stesso, niente a che vedere con l’azione di vandali che all’aeroporto di Capannori non esistono. Noi che giornalmente lo frequentiamo non abbiamo visto niente di tutto quello che Frediani ha dichiarato, a meno che tutti questi accordi o esperimenti vengano effettuati lontano dai nostri occhi. Saremmo i primi a essere felici se l’aeroporto diventasse veramente un centro di eccellenza per l’aerospazio ma, ad oggi, di tutto ciò non si è visto niente. Oggi l’aeroporto è, più o meno, quello di 5 o 10 anni fa, salvo i lavori di riqualificazione voluti e pagati da Enac. A meno che, non si voglia considerare un’eccellenza, la scuola di aeromobili a pilotaggio remoto, un tipo di scuole che troviamo in ogni parte d’Italia».
Intanto si attendono sviluppi sul fronte della domanda di esercizio provvisorio per la gestione dello scalo presentata dal curatore fallimentare.
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