Il Tirreno

Lucca

Polveri sottilissime, un’impennata Scatta il rischio aria

di Barbara Antoni
Polveri sottilissime, un’impennata Scatta il rischio aria

Picchi fino a quasi il doppio del limite massimo tollerato Il professor Roggi: «Le pm 25 arrivano fino al livello cerebrale»

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LUCCA. Lucca. Preoccupa il dato delle polveri finissime (Pm 2,5) nella Piana di Lucca. Dal 15 ottobre all’8 novembre (un periodo di circa venti giorni quindi) quasi ininterrottamente, i valori registrati dalla centralina in via Carlo Piaggia a Capannori, valida per le rilevazioni regionali, hanno superato il limite massimo consentito di 25 microgrammi al metro cubo. Anche nelle giornate di pioggia il dato raramente è sceso sotto quota 22, identificata dall’Arpat nei grafici di rilevazione con il colore arancio, che contrassegna le situazioni a rischio. In cinque giornate invece si è attestato fra 31 e 37 microgrammi, in una è arrivato fino a 43 (situazione di pericolosità, evidenziata nel bollettino di Arpat dal colore rosso).

Le polveri sottili (Pm 10) invece si attestano alla data dell’8 novembre a 26 sforamenti (picchi oltre i 50 microgrammi per metro cubo), dall’inizio dell’anno a oggi: un dato ancora nei limiti dal momento che il massimo di superamenti “consentiti” in un anno, che è pari a 35. Spesso, un aumento delle polveri finissime ha portato dietro anche una crescita del dato delle Pm10, come nel caso del 2 novembre, quando a fronte di un consistente sforamento delle polveri sottilissime (37 microgrammi), le polveri sottili hanno sfiorato il limite massimo (arrivando a 48 microgrammi). E così il giorno 3 novembre, quando ci sono stati superamenti del limite sia delle polveri fini (52) che finissime (43).

La pericolosità del particolato fine è altissima. Prodotte da sorgenti varie quali tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti che producono energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali, le particelle, una volta inalate, possono arrivare ad altri organi oltre i polmoni, i più immediati. Per prime le malattie respiratorie, le più direttamente riconducibili alla scarsa salubrità dell’aria infatti sono in aumento, come spiega il professor Guido Roggi, primario di pneumologia al San Luca. «Le malattie respiratorie sono in netto aumento, dall’asma ai tumori polmonari e altre malattie. In parte l’aumento è dovuto all’inquinamento, in parte al fumo, in parte alla diagnosi sempre più precoce. Inoltre c’è una maggiore sensibilizzazione dei medici di famiglia rispetto al passato. Le malattie respiratorie – continua – sono la terza causa di morte dopo l’infarto e l’ictus. Bisogna puntare sul miglioramento ambientale, sull’uso dei pannelli solari e sul ricorso alle energie alternative». Le fonti maggiori della produzione di particolato sono «motori diesel e riscaldamenti: poco quelli a gas, molto quelli a legna – è ancora il professor Roggi che parla -. Ma a Lucca – sottolinea – il problema è prevalentemente la circolazione dei veicoli: si calcola che intorno alle Mura circolino anche 800 camion al giorno. Le pietre dei palazzi si cominciano a sgretolare, e così i polmoni. Le Pm 10 vanno a danneggiare i polmoni; le Pm 2,5 possono inoltrarsi fino a livello cerebrale. Per quanto riguarda la nostra città, la battaglia che dobbiamo portare avanti è quella della grande viabilità, sono cinquant’anni che tutti nel parlano e ancora non è stata realizzata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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