La manifestazione
Gianfranco, la storia dentro un garage
A Bagni le straordinarie auto d’epoca di Nannetti, prima licenza di noleggio con conducente del Comune
BAGNI DI LUCCA. Pochi lo sanno, ma a Bagni c’è un piccolo “tempio” per gli appassionati di auto d’epoca. In un garage di via Roma, alla Villa, si possono trovare, per citare qualche esempio, una Fiat 1400 del 1950, una Fiat 1900 B Gran Luce di poco più giovane o un Transit a 9 posti degli l anni Settanta. Fanno parte della collezione dello scomparso Gianfranco Nannetti, prima licenza di “noleggio con conducente” del comune di Bagni di Lucca, presa nel 1949.
Oggi di quei gioielli a 4 ruote si occupa il nipote Fabrizio Giambastiani, che vive a Saltocchio e che, appena può, corre a Bagni per rimettere le auto in moto, in modo che la tradizione e la passione della famiglia continuino vive più che mai. E prosegue anche, in modo diverso, la storia di Nannetti, deceduto nel 2003 a 78 anni, grazie alla passione per i motori che ha saputo trasmettere al nipote Fabrizio.
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Mentre guarda con orgoglio la sua ultima creatura, una MGB acquistata nel 1979, Giambastiani commenta: «Le pare che uno di Bagni di Lucca che ama così tanto le macchine possa non avere una vettura britannica, vista la storia di tanti inglesi che hanno vissuto qui? ». Le auto di Nannetti hanno fatto non solo tantissimi chilometri quando le autostrade erano rare, ma sono state anche testimoni silenziose di vicende di varia umanità, trasportando centinaia di persone con “storie” diverse: dagli emigranti che partivano in cerca di fortuna con le loro famiglie a coloro che venivano soccorsi in caso di incidenti, quando non c’erano ancora le ambulanze, fino ai viaggi effettuati per trasportare la contessa De Cayes da Firenze a Villa Ada dove trascorreva ogni anno quattro mesi di villeggiatura. Tutto inizio con dei mobili da spostare poco dopo la seconda guerra: il padre di Gianfranco, Elia, che aveva un laboratorio di falegnameria con operai in via Umberto I alla Villa (dove si aggiustavano infissi, riparavano mobili e costruivano anche le casse mortuarie), acquistò una Fiat Ardita da un ingegnere romano arrivato in Garfagnana. La prese per trasformarla in un vero camion. Il giovane Gianfranco andava in negozio per aiutare il padre e apprendere il mestiere, ma nel frattempo il Comune cominciò a chiedere ai Nannetti il camioncino per spostamenti e trasferimenti. Via via che le richieste da parte del Comune aumentvano nacque l’idea del noleggio e Gianfranco, allontanandosi dal lavoro di falegname, ebbe la prima licenza “di noleggio con conduttore” . Era il 1949 e per farlo acquisto una Fiat Balilla. Poi, nel 1970, arrivo anche e la licenza di taxi numero 4.
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Per Nannetti e le sue auto 50 anni di attività senza sosta, dal 1949 al 1999, percorrendo chilometri su chilometri e conoscendo tante storie di vita, disperate e allegre. Gianfranco rappresenta senza dubbio un pezzo della storia di Bagni di Lucca, e Giambastiani è il suo erede. Perito industriale, Fabrizio è capo movimento coordinatore esercizio all’ex Lazzi, oggi Ctt Nord. Ha 62 anni, abita a Saltocchio con la famiglia, ma appena può torna a Bagni per dare vita alle sette auto in garage che considera come creature con un’anima. Si emoziona mentre racconta le avventure dello zio Gianfranco, che non si è mai sposato ed è stato per lui un secondo padre: «La prima macchina, la Fiat 1400 del 1950 che ora sto ripristinando, ha portato tantissimi emigranti disperati al porto di Genova. Da lì partivano, spinti dalla fame, insieme alle famiglie in cerca di fortuna per il Brasile o l’Argentina. In falegnameria fu costruito anche un carrettino per trasportare i bauli». Col trascorrere del tempo fu necessaria una seconda vettura, e fu acquistata la Fiat 1900 B Gran Luce nel 1960. Una macchina signorile, elegante: «Questa che io conservo gelosamente – spiega non senza emozioni Giambastiani – è una delle poche rimaste in circolazione, ne furono fabbricate solo 723. Credo ne siano rimaste solo 4 o 5. Lo zio l’acquistò alla concessionaria di Lunatici dopo che un signore di Crasciana se ne era sbarazzato, a 6 mesi dall’acquisto, per tornarsene in America. Su questa macchina ha viaggiato tante volte anche la contessa De Cayes. Lo zio andava a prenderla in via Guicciardini a Firenze. Nel camioncino dietro la macchina una seconda persona portava tutta l’argenteria».
Giambastiani da giovane cercò di prendere velocemente la patente e, pur cercando un lavoro, appena possibile correva dallo zio per ascoltare le sue avventure e per aiutarlo. Nel frattempo arrivarono altri mezzi. Nella ditta arrivò anche una donna, Linda Puppa di Bagni di Lucca, che ha aiutato Nannetti per anni nel trasporto. Sono stati davvero tantissimi i servizi svolti: dal trasporto dei bambini appartenenti a famiglie in difficoltà ai servizi per il patronato scolastico insieme alla maestra Alma Taddei, fino al rifornimento delle cucine delle scuole più lontane (come San Cassiano di Controne e Lugliano) andando a prendere le provviste al mercato a Lucca.
Negli anni più lontani Nannetti era stato chiamato anche per soccorrere le persone ferite negli incidenti, da qui la necessità di cambiare la copertura dei sedili dal panno con lo ski, per poter pulire con facilità le macchie di sangue. Dai racconti dello zio Giambastiani ha cominciato fin da piccolo a conoscere la storia del paese. Nei primi anni’90 a Nannetti era stato offerto dal Comune il servizio di scuolabus, ma Gianfranco si era trovato costretto a rifiutare perché era solo. Ora le vetture del garage in via Roma sono iscritte all’Asi e Giambastiani è presidente della Scuola Auto d’Epoca Pantera Lucca, che al compimento del decimo anno conta più di 100 iscritti. Con l’iniziativa Arti e Motori segue in questi giorni la mostra che si protrarrà fino al 9 novembre nei locali della Fondazione Cassa di Risparmio, in San Micheletto. Una mostra che ha unito l’esposizione delle macchine ai lavori dei pittori, il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Don Baroni.
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