Attenzione
S’insedia il colonnello-redattore
Giuseppe Arcidiacono, nuovo comandante, è stato responsabile della Rassegna Arma dei carabinieri
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LUCCA. Ha girato l’Italia in lungo e in largo con la divisa della Benemerita come bandiera ed ideale di vita. Si è insediato il 23 ottobre scorso e ieri si è presentato ufficialmente ai cronisti il nuovo comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Giuseppe Arcidiacono, 57 anni, originario di Messina e laureato in giurisprudenza e scienza della sicurezza e in servizio dal 1982. Da Aosta a Gorizia sino ad ufficiale di collegamento in Montenegro quando era ancora una regione della Serbia passando per le esperienze di Palermo, Acireale, Messina, Napoli, Catanzaro sino a Capo di Stato Maggiore e vice comandante della Legione Calabria. Trentacinque anni nei carabinieri e gli ultimi trascorsi nel settore editoria dell’Arma a Roma. Redattore capo della storica rivista Rassegna Arma dei carabinieri, istituita per informare e aggiornare la preparazione specifica dei quadri dell'Arma e chi presta il servizio d'istituto. La rivista è inserita tra i periodici dell'Arma dei quali fanno parte Il Carabiniere e il Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri. A Lucca sostituisce il colonnello Marco Rosi che in questi due anni e mezzo si era fatto ben volere e apprezzare.
Fatti non parole. Un militare che dovrebbe capire meglio di altri le esigenze della carta stampata e in generale dei media. Uno che alle parole preferisce l’azione: «Prima i fatti e poi le dichiarazioni d’intenti» dice il colonnello Arcidiacono nella conferenza di presentazione. E aggiunge: «Proseguirò nel solco dei colleghi che mi hanno preceduto. Le problematiche della Lucchesia non sono diverse da quelle di altri territori. I cittadini hanno bisogno di maggiore sicurezza. E questa percezione nella popolazione dev’essere il mantra delle forze dell’ordine. A Lucca nel mio lungo pellegrinare non ero mai stato. Quando avevo i figli piccoli sono stato al Carnevale di Viareggio. Con l’aiuto dei miei collaboratori imparerò presto a conoscere la realtà cittadina».
Curriculum. Da Napoli al nucleo operativo di Roma Trionfale sino alle esperienze del nucleo operativo antidroga di Palermo e di capitano della Compagnia di Acireale. Lì fu sottoposto a minacce da parte dell’allora sindaco di Aci Catena, comune sciolto per mafia nel 1993 (il primo cittadino si era rifiutato di coprire i manifesti listati a lutto del mafioso ammazzato in una faida). Poi la Compagnia Aosta, il comando del reparto operativo di Catanzaro e gli alti incarichi già citati
Carabinieri Forestali. Nella circostanza è stata presentata anche il nuovo comandante del corpo dei carabinieri Forestali, divenuto una sezione dell’Arma. Al posto del colonnello Maurizio Folliero, figura storica della Forestale e attuale comandante regionale, arriva il colonnello Raffaella Pettinà che per 8 anni comandante provinciale a Pistoia e per altri 10 alla guida dell’ufficio Biodiversità. Nata a Lucca - madre lucchese e padre veneto - dal 20 settembre è già al lavoro. «Sono molto contenta di lavorare a Lucca: c'è un territorio straordinario da preservare». I carabinieri forestali, oltre al comando di Piazzale Verdi, hanno altre 7 caserme sul territorio: «Abbiamo un problema di organico, ma contiamo di rafforzare il personale. La nostra attività va dal taglio dei boschi, ai reati di natura ambientale, ai rifiuti e alla tutela di aree protette e degli animali».
Luca Tronchetti
Fatti non parole. Un militare che dovrebbe capire meglio di altri le esigenze della carta stampata e in generale dei media. Uno che alle parole preferisce l’azione: «Prima i fatti e poi le dichiarazioni d’intenti» dice il colonnello Arcidiacono nella conferenza di presentazione. E aggiunge: «Proseguirò nel solco dei colleghi che mi hanno preceduto. Le problematiche della Lucchesia non sono diverse da quelle di altri territori. I cittadini hanno bisogno di maggiore sicurezza. E questa percezione nella popolazione dev’essere il mantra delle forze dell’ordine. A Lucca nel mio lungo pellegrinare non ero mai stato. Quando avevo i figli piccoli sono stato al Carnevale di Viareggio. Con l’aiuto dei miei collaboratori imparerò presto a conoscere la realtà cittadina».
Curriculum. Da Napoli al nucleo operativo di Roma Trionfale sino alle esperienze del nucleo operativo antidroga di Palermo e di capitano della Compagnia di Acireale. Lì fu sottoposto a minacce da parte dell’allora sindaco di Aci Catena, comune sciolto per mafia nel 1993 (il primo cittadino si era rifiutato di coprire i manifesti listati a lutto del mafioso ammazzato in una faida). Poi la Compagnia Aosta, il comando del reparto operativo di Catanzaro e gli alti incarichi già citati
Carabinieri Forestali. Nella circostanza è stata presentata anche il nuovo comandante del corpo dei carabinieri Forestali, divenuto una sezione dell’Arma. Al posto del colonnello Maurizio Folliero, figura storica della Forestale e attuale comandante regionale, arriva il colonnello Raffaella Pettinà che per 8 anni comandante provinciale a Pistoia e per altri 10 alla guida dell’ufficio Biodiversità. Nata a Lucca - madre lucchese e padre veneto - dal 20 settembre è già al lavoro. «Sono molto contenta di lavorare a Lucca: c'è un territorio straordinario da preservare». I carabinieri forestali, oltre al comando di Piazzale Verdi, hanno altre 7 caserme sul territorio: «Abbiamo un problema di organico, ma contiamo di rafforzare il personale. La nostra attività va dal taglio dei boschi, ai reati di natura ambientale, ai rifiuti e alla tutela di aree protette e degli animali».
Luca Tronchetti
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