La manifestazione
Scoppia la guerra del panino
di Barbara Antoni
Nel mirino i banchetti collocati all’esterno da diverse attività del centro
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LUCCA. Banchetti con panini piazzati all’esterno e poi “ritirati”. O, meglio, fatti rientrare nel perimetro del locale, anche perché in diverse occasioni sono stati controllati. E tra qualche giorno l’esito dei controlli si tradurrà in una multa. Per alcuni è già successo: sanzioni a tre zeri, spesso anche superiori a tremila euro.
Parliamo dei pubblici esercizi che vendono panini in questi cinque giorni di Lucca Comics & Games.
Notoriamente una manna, il festival del fumetto, per le attività del centro storico che a vario titolo preparano, vendono, servono cibi e bevande. Anche se il panino - in questi giorni potrebbe essere scritto anche con la P maiuscola considerando il valore economico che acquisisce - è l’elemento principe del menu da consumare “in strada”.
La corsa nasce da qui. Panini ovunque. Li vendono tutti e in una amplissima varietà, in qualche caso coniati ad hoc per il pubblico di Lucca Comics. Per un prezzo da due a cinque euro se ne possono trovare in quantità industriali. Oltre ai bar e alle paninoteche tradizionali, oltre ai temporary store alimentari (quelli che avevano presentato domanda erano tre, in realtà se ne vedono in giro un po’ di più) li vendono anche le gelaterie, le macellerie, le pizzerie, i panifici, i ristoranti. Chi non ha un banco strutturato, ne improvvisa uno. E magari, per dare più nell’occhio e colpire per primi il visitatore che passa, apre una vetrata chiusa del suo locale e piazza il banchetto in modo che sporga. Lo piazza sulla strada, consapevole che si sta allargando su uno spazio non privato. Ma ci prova.
Le “invasioni di campo” però non sono passate inosservate. Né dal personale preposto al controllo, né da quelli - tra i titolari di pubblici esercizi lucchesi attivi in pianta stabile - che invece hanno continuato a vendere panini all’interno del proprio locale, nelle vetrine a norma di legge, osservando la normativa vigente nel suo complesso.
Nei primi due giorni del festival del fumetto di banchetti improvvisati per la vendita di panini se ne sono visti in quantità. Molti meno ieri, dopo le prime raffiche di controlli operati dalla polizia municipale e dopo le prime multe che ne sono inevitabilmente scaturite.
Da ieri invece è molto più frequente vedere sempre i banchetti aggiuntivi allestiti con la vendita di panini, ma piazzati all’interno dei locali e con i panini riparati, non solo avvolti in tovaglioli di carta ma protetti anche da schermi di plexiglas, o racchiusi in apposite teche o vetrinette che si vogliano definire.
Sostanzialmente, secondo quanto si apprende, le multe sono state elevate partendo da due contestazioni: quella del suolo pubblico indebitamente occupato piazzandovi il banchetto e quella sulla normativa dell’igiene, che il banchetto improvvisato e scoperto evidentemente non rispettava. Secondo la normativa vigente, un locale che per definizione non prevede un punto di distribuzione esterno, non può improvvisarlo a suo piacere. Tutto qua. Qualcuno, seppure multato, sembra che abbia continuato a praticare la sua vendita extra sempre sulla pubblica via.
Tra gli esercenti rimasti nei ranghi però questi comportamenti “spregiudicati” hanno destato non poca amarezza. «Non bastavano i temporary store alimentari a farci concorrenza che siamo arrivati a farcela scorrettamente anche tra noi, che siamo coinvolti tutti allo stesso modo dalla manifestazione e che tutti allo stesso modo ci puntiamo», è il commento che abbiamo raccolto in più di una occasione.
Da lunedì, quando il super lavoro sul campo che ha impegnato in questi giorni i corpi preposti, i verbali originati dai controlli verranno esaminati, ed è probabile che dalla verifica scaturiscano ulteriori sanzioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Parliamo dei pubblici esercizi che vendono panini in questi cinque giorni di Lucca Comics & Games.
Notoriamente una manna, il festival del fumetto, per le attività del centro storico che a vario titolo preparano, vendono, servono cibi e bevande. Anche se il panino - in questi giorni potrebbe essere scritto anche con la P maiuscola considerando il valore economico che acquisisce - è l’elemento principe del menu da consumare “in strada”.
La corsa nasce da qui. Panini ovunque. Li vendono tutti e in una amplissima varietà, in qualche caso coniati ad hoc per il pubblico di Lucca Comics. Per un prezzo da due a cinque euro se ne possono trovare in quantità industriali. Oltre ai bar e alle paninoteche tradizionali, oltre ai temporary store alimentari (quelli che avevano presentato domanda erano tre, in realtà se ne vedono in giro un po’ di più) li vendono anche le gelaterie, le macellerie, le pizzerie, i panifici, i ristoranti. Chi non ha un banco strutturato, ne improvvisa uno. E magari, per dare più nell’occhio e colpire per primi il visitatore che passa, apre una vetrata chiusa del suo locale e piazza il banchetto in modo che sporga. Lo piazza sulla strada, consapevole che si sta allargando su uno spazio non privato. Ma ci prova.
Le “invasioni di campo” però non sono passate inosservate. Né dal personale preposto al controllo, né da quelli - tra i titolari di pubblici esercizi lucchesi attivi in pianta stabile - che invece hanno continuato a vendere panini all’interno del proprio locale, nelle vetrine a norma di legge, osservando la normativa vigente nel suo complesso.
Nei primi due giorni del festival del fumetto di banchetti improvvisati per la vendita di panini se ne sono visti in quantità. Molti meno ieri, dopo le prime raffiche di controlli operati dalla polizia municipale e dopo le prime multe che ne sono inevitabilmente scaturite.
Da ieri invece è molto più frequente vedere sempre i banchetti aggiuntivi allestiti con la vendita di panini, ma piazzati all’interno dei locali e con i panini riparati, non solo avvolti in tovaglioli di carta ma protetti anche da schermi di plexiglas, o racchiusi in apposite teche o vetrinette che si vogliano definire.
Sostanzialmente, secondo quanto si apprende, le multe sono state elevate partendo da due contestazioni: quella del suolo pubblico indebitamente occupato piazzandovi il banchetto e quella sulla normativa dell’igiene, che il banchetto improvvisato e scoperto evidentemente non rispettava. Secondo la normativa vigente, un locale che per definizione non prevede un punto di distribuzione esterno, non può improvvisarlo a suo piacere. Tutto qua. Qualcuno, seppure multato, sembra che abbia continuato a praticare la sua vendita extra sempre sulla pubblica via.
Tra gli esercenti rimasti nei ranghi però questi comportamenti “spregiudicati” hanno destato non poca amarezza. «Non bastavano i temporary store alimentari a farci concorrenza che siamo arrivati a farcela scorrettamente anche tra noi, che siamo coinvolti tutti allo stesso modo dalla manifestazione e che tutti allo stesso modo ci puntiamo», è il commento che abbiamo raccolto in più di una occasione.
Da lunedì, quando il super lavoro sul campo che ha impegnato in questi giorni i corpi preposti, i verbali originati dai controlli verranno esaminati, ed è probabile che dalla verifica scaturiscano ulteriori sanzioni.
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