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Maxi rissa in carcere: coinvolti 16 detenuti

Maxi rissa in carcere: coinvolti 16 detenuti

LUCCA. Maxi-rissa giovedì pomeriggio nel carcere di San Giorgio. «La situazione è stata davvero pericolosa», denuncia il Segretario nazionale per la Toscana del Sappe (sindacato autonomo polizia...

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LUCCA. Maxi-rissa giovedì pomeriggio nel carcere di San Giorgio. «La situazione è stata davvero pericolosa», denuncia il Segretario nazionale per la Toscana del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) Pasquale Salemme. «Tutto si è svolto nel turno pomeridiano durante la permanenza all’aria dei detenuti della III Sezione. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che si è scatenata una rissa tra marocchini, albanesi e sinti. A scatenare il tutto, sembra ancora una volta un detenuto marocchino già responsabile di aggressioni contro poliziotti penitenziari a Pisa e Lucca e contro un altro detenuto, sempre a Lucca. Il detenuto marocchino, durante i passeggi, ha colpito con un calcio al petto un albanese e da lì la rissa che ha coinvolto tutti i detenuti. Soltanto grazie all'intervento del personale di polizia penitenziaria, si è riusciti ad evitare il peggio. L’amministrazione penitenziaria regionale adotti con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dall’assumere seri provvedimenti disciplinari e penali verso i detenuti responsabili dei gravi fatti accaduti ieri nel carcere di Lucca».

Solidarietà e vicinanza al personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Lucca arrivano anche da Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Questi sono i problemi veri e reali, determinati dalla costante tensione e del crescente sovraffollamento, con i quali i poliziotti penitenziari devono fare i conti tutti i giorni. E il ministero della Giustizia, anziché intervenire concretamente con adeguati stanziamenti, pensa ad altro. Allo stato, infatti, sembrerebbe essere in atto una riforma dell’ordinamento penitenziario che, tra le altre, si caratterizza per l’introduzione dell’affettività e del sesso in cella per i detenuti. Insomma, mentre le carceri scoppiano con quasi 58 mila detenuti presenti a sancire il fallimento di tutte le leggi svuota carceri, con continue risse come quella di ieri (ndr: giovedì) a Lucca, aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro gli agenti, con le evasioni e i penitenziari senza direttori, educatori, assistenti sociali, non può essere l’affettività in carcere per i detenuti la priorità».

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