La manifestazione
Costi alle stelle per gli allevatori
Per Coldiretti si fanno sentire gli effetti della siccità estiva tra pascoli a secco e foraggi fatti pagare a prezzi altissimi
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GARFAGNANA. Pascoli a secco e costi alle stelle nelle stalle garfagnine. La siccità si fa ancora sentire, soprattutto in Garfagnana, dove la zootecnia sta facendo ancora i conti con gli effetti delle temperature record dell’estate passata e con lo stress idrico che ha provocato ingenti danni all’agricoltura. Una situaziione che preoccupa Coldiretti. Il monitoraggio nelle stalle della provincia di Lucca ha infatti evidenziato una riduzione dei foraggi del 50%, che sta obbligando gli allevatori ad approvvigionarsi di fieno e mais fuori provincia, se non fuori regione, per assicurare un’alimentazione corretta ed equilibrata a mucche e greggi, ma con costi fuori controllo che hanno portato il prezzo dei foraggi fino a 20-25 euro il quintale.
«Per l’agricoltura non è stata una buona annata. La siccità ha avuto un impatto molto pesante sulla produzione e sull’economia aziendale. Con il caldo le mucche mangiano di meno e questo ha portato a una produzione minore di latte – spiega Maurizio Fantini, direttore di Coldiretti Lucca – a cui dobbiamo purtroppo aggiungere un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua, e di energia per la ventilazione. I pascoli nel momento di produzione delle foraggere erano disidratati e le aziende zootecniche non hanno così potuto fare le scorte necessarie per l’inverno. Ci ritroviamo con stalle con i magazzini quasi vuoti e con un bilancio preoccupante per il loro futuro. La zootecnia è uno dei comparti agricoli più in difficoltà con un equilibrio finanziario spesso fragile dove incidono burocrazia e normative restringenti, concorrenza, costi di produzione e non ultimo il meteo. Motivazioni che hanno portato a un dimezzamento, negli ultimi dieci anni, nelle stalle della provincia».
Coldiretti ha stimato in 200milioni di euro i danni della siccità in Toscana solo nell’ultima estate. «L’acqua – chiude Fantini – è una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo che richiede una tutela più accorta da parte di tutti i soggetti. Una risorsa che i sempre più frequenti cambiamenti climatici ci impongono di preservare e gestire nel migliore dei modi evitando ogni spreco. Serve un piano anche a livello locale per garantire l’irrigazione di soccorso attraverso invasi e incentivi per realizzarli. Auspichiamo un celere riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione di alcuni provvedimenti come l’anticipazione e l’accelerazione del pagamento dei contributo Pac e Psr e di altre misure specifiche a sostegno del settore per le prolungate difficoltà che sta vivendo».
«Per l’agricoltura non è stata una buona annata. La siccità ha avuto un impatto molto pesante sulla produzione e sull’economia aziendale. Con il caldo le mucche mangiano di meno e questo ha portato a una produzione minore di latte – spiega Maurizio Fantini, direttore di Coldiretti Lucca – a cui dobbiamo purtroppo aggiungere un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua, e di energia per la ventilazione. I pascoli nel momento di produzione delle foraggere erano disidratati e le aziende zootecniche non hanno così potuto fare le scorte necessarie per l’inverno. Ci ritroviamo con stalle con i magazzini quasi vuoti e con un bilancio preoccupante per il loro futuro. La zootecnia è uno dei comparti agricoli più in difficoltà con un equilibrio finanziario spesso fragile dove incidono burocrazia e normative restringenti, concorrenza, costi di produzione e non ultimo il meteo. Motivazioni che hanno portato a un dimezzamento, negli ultimi dieci anni, nelle stalle della provincia».
Coldiretti ha stimato in 200milioni di euro i danni della siccità in Toscana solo nell’ultima estate. «L’acqua – chiude Fantini – è una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo che richiede una tutela più accorta da parte di tutti i soggetti. Una risorsa che i sempre più frequenti cambiamenti climatici ci impongono di preservare e gestire nel migliore dei modi evitando ogni spreco. Serve un piano anche a livello locale per garantire l’irrigazione di soccorso attraverso invasi e incentivi per realizzarli. Auspichiamo un celere riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione di alcuni provvedimenti come l’anticipazione e l’accelerazione del pagamento dei contributo Pac e Psr e di altre misure specifiche a sostegno del settore per le prolungate difficoltà che sta vivendo».
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