Il Tirreno

Lucca

Condannato l’avvocato Pancetti

di Donatella Francesconio
Condannato l’avvocato Pancetti

Era accusato di peculato e omissione di atti d’ufficio, la replica: «Ho una mia verità documentata»

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LUCCA. Quando il Comune di Viareggio si è accorto che la persona ricoverata in una casa di riposo avrebbe potuto pagare la retta con la propria pensione sono state avviate delle verifiche «e da lì è emerso che i soldi non c’erano più». Sono le parole dell’avvocato Alessio Menconi (Foro di Massa), legale del collega Massimo Corrotti (Foro di Lucca) tutore della parte lesa, dopo la sentenza del Tribunale di Lucca che ieri ha condannato un altro avvocato, Graziano Pancetti, 64 anni, primo tutore della parte lesa. Cinque anni e sei mesi, così la decisione del Collegio giudicante per i reati di peculato e omissione di atti d’ufficio, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e una provvisionale di 100.000 euro. «Quanto ci è stato chiesto», sottolinea Menconi, «ci è stato riconosciuto dal Tribunale». «Una condanna esemplare – ha aggiunto – ma è sempre un dolore quando un collega viene condannato».

Pancetti - così la sintetica ricostruzione della vicenda - era il tutore della persona ospite nella Rsa, al momento in cui il Comune avvia la verifica. «Nonostante fosse stato sollecitato dal giudice - ricostruisce Menconi - Pancetti non ha consegnato la rendicontazione di quanto amministrato». Fatti relativi agli anni 2006-2013.La Procura (pm Piero Capizzoto) si è avvalsa dell’opera del consulente tecnico Luca Maria Conoscenti e in aula la richiesta è stata di 7 anni, con un giudizio duro sulla mancata presenza alle udienze dell’avvocato Pancetti, difeso dalla consorte, l’avvocato Paola Mannolini. «La mia linea difensiva era cercare di risarcire e restituire. Cosa andavo a dire in aula?», sono le parole dell’avvocato Pancetti, al telefono col “Tirreno”. «Stiamo cercando di risarcire e abbiamo già fatto un accordo di 100.000 euro, e oltre 20.000 vanno al curatore. Si doveva chiedere un rinvio per fare uscire la parte civile dal processo: purtroppo il tutore non si è trovato e non si è arrivati a formalizzare». Linea difensiva che Pancetti perseguiva, sono ancora le sue parole, per arrivare a ottenere «l’attenuante relativa al risarcimento». Così, però, non è andata.

Sull’interdizione perpetua dai pubblici uffici, Pancetti - candidato sindaco per Il Psi nel 2012 a Camaiore e nel 1998 a Viareggio - ci tiene a ribadire: «È solo il primo grado, e dunque non la condanna definitiva. Per quanto mi riguarda sto lavorando regolarmente. E se lavoro posso risarcire». Della sua posizione si sta occupando il Distretto giudiziario di Firenze: «Ho una mia verità personale e ho provveduto a motivarla con la documentazione che ho prodotto».

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