Il Tirreno

Lucca

«Vi racconto il festival che verrà»

di Gianni Parrini
«Vi racconto il festival che verrà»

L’ex direttore Genovese riflette sul futuro della manifestazione: expo, spazi e introiti

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LUCCA. L’anno scorso ce n’erano due, quest’anno neppure uno. Parliamo dei direttori dei Comics: dopo la diarchia Vietina-Genovese, in questa edizione la carica è vacante. Colpa dell’addio inaspettato del 42enne Emanuele Vietina, erede designato (e già nominato) di Renato Genovese, attratto dalle sirene di Amazon. In assenza di un vertice per capire quali sono le magnifiche sorti e progressive della manifestazione abbiamo interpellato il grande vecchio dei Comics, quel Genovese (oggi consulente) che ha portato la sua creatura a una fama planetaria. Gli argomenti non mancano (expo del fumetto, Vivai Testi, ricambio generazionale, introiti, ecc). E le risposte dell’ex direttore come sempre non sono scontate.

Evoluzione dei Comics. Nel corso degli anni l’evento ha cambiato pelle: da fiera di nicchia è diventato un evento di massa. «È successo sulla base di un progetto ben preciso – spiega Genovese – Non volevamo più una manifestazione di fumetti e giochi ma un evento trasversale di cultura pop, rivolto ai giovani e non solo. La stessa cosa successe nel ’93, quando ci allargammo ai games. Allora come adesso siamo partiti da un’immagine e da una domanda: “Cosa troviamo nella camera di un ragazzo appassionato di fumetti?” Non ci sono solo gli albi della Marvel, ma anche i videogiochi, un certo tipo di cinema e di serie tv. E poi il giallo, il western, l’avventura, il mistery. L’immaginario di riferimento si è ampliato ma è analogo, è solo la declinazione che è diversa. Non prediamo cose a caso buttandole dentro la manifestazione solo perché sono di moda. Quello che trovate ai Comics afferisce a un unico grande immaginario, un universo complesso che Lucca ha avuto la capacità di decifrare e probabilmente anche di indirizzare. Questo l’ha resa un autorità nel settore». Come una sorta di sismografo i Comics intercettano ciò che si muove nell’iperuranio giovanile. Quella che un vecchio claim definiva “l’isola che c’è”, divenuta realtà ontologica dentro le Mura.

Stop all’espansione. Da questo osservatorio privilegiato viene naturale chiedersi quali saranno le prossime tendenze e le conseguenti novità nelle future edizioni: «Parlo da osservatore perché non spetta a me dire in quale direzione dovranno muoversi i Comics. La dimensioni contano, Godzilla ce lo insegna, ma quest’anno abbiamo raggiunto il massimo: in futuro non possiamo pensare di espandere ulteriormente i confini (fisici e non solo, ndr) dell’evento. Dovremo lavorare sull’approfondimento, sfruttando i personaggi che popolano questo mondo. E in più dovremo dimostrare di sapere produrre direttamente quella cultura e quelle idee che ci hanno reso un riferimento».

I Comics trovano casa. Sarà fondamentale il nuovo expo del fumetto, di cui Genovese sarà chiamato ad occuparsi in prima persona. Ci sono 7 milioni di euro per sistemare la struttura di piazza San Romano ma non sarà pronta prima del 2018. «Non avremo più bisogno di spremerci per concentrare decine di eventi ed incontri con autori ed editori nei cinque giorni della manifestazione – spiega – Queste iniziative le organizzeremo lungo tutto l’arco dell’anno all’interno dell’Expo, che sarà la nostra casa. Cambierà anche l’approccio alla manifestazione: potremo selezionare, curare e valorizzare maggiormente gli eventi dei Comics».

Soldi e ricambio generazionale. C’è poi da parlare di entrate: nonostante l’accresciuta visibilità il fatturato di Lucca Comics resta legato ai biglietti: «Le sponsorizzazioni non arrivano nella misura che la manifestazione meriterebbe – spiega Genovese – Offriamo una possibilità di marketing non convenzionale ma le aziende che non operano nel settore faticano a capirlo. I grandi nomi presenti all’evento, ad esempio Netflix, non danno soldi ma portano contenuti altrimenti costosissimi. Le nostre principali fonti sostentamento continuano a essere i biglietti per 60-70% del fatturato e gli standisti per circa il 25%». Una battuta anche sulle misure di sicurezza inasprite: «Alcune le trovo inutili – dice Genovese, a titolo personale e non della società – Il pubblico è affezionato e fortunatamente viene a Lucca anche se lo stiamo massacrando. Negli anni sono arrivate migliaia di persone e non è successo mai niente: chi gestisce la sicurezza e la logistica lo deve capire». C’è poi il nodo del nuovo direttore: «Credo che ci sarà un concorso – dice – Potrebbe arrivare qualcuno da fuori e sarà sicuramente un punto di svolta, nel bene o nel male. Ci sarebbe un po’ di frustrazione da parte di chi si è fatto le ossa qua dentro ma i tempi sono cambiati». Il Comune ha ottenuto i soldi per acquisire i Vivai Testi e completare l’anello verde intorno alle Mura. Anni fa quell’area era finita nel mirino dei Comics per trasferirvi il padiglione che oggi occupa il Balilla. Genovese è lapidario: «Le cose sono come lo yogurt: scadono rapidamente. L’area per noi non è più appetibile».

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