La manifestazione
il personaggio: Robert Kirkman
«C’è speranza nel mondo zombie»
L’autore del fumetto “The walking dead” all’incontro con la stampa
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LUCCA. Tra apocalissi zombie e nuove imprese fumettistiche, Robert Kirkman si è raccontato ieri a Lucca Comics, dove il suo fumetto “The Walking Dead” e l'omonima fortunatissima serie televisiva per Amc (trasmessa in Italia da Fox) saranno celebrati oggi dalla proiezione dello speciale tv in esclusiva “The Walking Dead: The Journey So Far” (ore 12.30, Cinema Astra). Show e fumetto tuttavia si muovono ormai su binari paralleli: «Penso che nonostante le licenze poetiche stiamo comunque rispettando la fonte, aderire in modo rigido sarebbe stato noioso - dice Kirkman durante la conferenza stampa – Allo show partecipano almeno 5 sceneggiatori per stagione, ciascuno con il proprio punto di vista, perciò è inevitabile che arrivino dei cambiamenti. Ma sono cambiamenti che trovo geniali: un esempio perfetto è il personaggio di Daryl Dixon!». Il rapporto tra materiale originale e trasposizione è sempre davanti agli occhi di Kirkman, che della serie è anche produttore esecutivo e autore di alcuni episodi: «Tutti gli attori mi hanno sorpreso con le sfumature che hanno apportato ai personaggi, ma soprattutto Jeffrey Dean Morgan con Negan, che è forse quello che pronuncia più parole tratte integralmente dal fumetto». La figura di Negan ha spiazzato anche il pubblico, specie per l'inizio violento della settima stagione: «Cerchiamo sempre di non superare il limite del buon gusto: la violenza deve essere funzionale alla narrazione. Quando Negan uccide Glenn e Abraham c'è stato il nostro picco di violenza, ma per introdurre quel cattivo era essenziale che eliminasse due personaggi amati, dovevamo destabilizzare tutti i personaggi in un momento in cui si sentivano a loro agio: se avessimo protetto il pubblico da tutto ciò, non avremmo ottenuto quel risultato». Kirkman ha annunciato un nuovo fumetto intitolato 'Oblivion Song' (Image Comics - Skybound) illustrato dall'italiano Lorenzo De Felici ('Orfanì), una storia definita «adiacente all'apocalisse» in cui il protagonista Nathan Cole tenta di salvare 300mila persone catapultate da Philadelphia in un'altra dimensione piena di mostri e abbandonate da un governo disinteressato dopo anni di ricerche.
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