Sicurezza
«Ok all’intitolazione a Erno Erbstein»
di Federica Scintu
Il sindaco: tempi veloci per dare il nome dell’allenatore ungherese alla Curva Ovest. E c’è chi pensa a tutto lo stadio
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LUCCA. Intitolare la curva Ovest dello stadio porta Elisa a Erno Erbstein? Per il sindaco Alessandro Tambellini non ci sono dubbi: va fatto e il prima possibile, perché di tempo se n’è già perso abbastanza. «Per me va bene – ha dichiarato il primo cittadino accogliendo di fatto la proposta avanzata dall’associazione Volontari della libertà Lucca (Avl) all’indomani di quanto avvenuto domenica sera in occasione della premiazione del deportato Dante Unti – anche perché Erbstein è stato un grande personaggio, che merita di essere ricordato. Se ne parlò già due anni fa in più occasioni ma ora i tempi sono maturi per procedere con l’intitolazione anche perché su certi aspetti non ci sono dubbi: noi siamo convinti che alcuni fatti debbano essere considerati e rimarcati».
Se l’iter per l’intitolazione verrà intrapreso, per concludersi positivamente avrà bisogno prima del consenso della commissione e poi di quello della prefettura; durata prevista della procedura, se non ci sono intoppi, 60 giorni. La prima proposta di intitolazione della curva Ovest a Erbstein risale al 2015, e ad avanzarla era stato proprio Il Tirreno.
Intanto ieri mattina è stato protocollato un ordine del giorno, rivolto al sindaco e alla giunta, del capogruppo di Lucca Civica, Claudio Cantini, firmato anche da molti consiglieri di maggioranza, fra i quali il presidente del consiglio comunale, Francesco Battistini e dal capogruppo di Sinistra per Tambellini, Daniele Bianucci i quali propongono di intitolare all’allenatore ungherese di origine ebraica che negli anni Trenta portò la Lucchese dalla Serie C ai vertici della Serie A e che nel 1944 venne rinchiuso dai nazisti in un campo di lavoro, non solo la curva ma l’intero stadio. «Valutiamo la possibilità di intitolare lo stadio Porta Elisa – si legge nel testo della proposta - a Erno Egri Erbstein, l'allenatore che ha dato maggior lustro alla Lucchese. Nel 1938, però, dovette lasciare la nostra città a causa delle leggi razziali – spiegano i firmatari – Così, proprio in questi giorni, dopo anche gli ultimi atti razzisti che hanno visto protagoniste alcune tifoserie di calcio, avvenuti a livello nazionale, ma anche locale, abbiamo deciso di recuperare, di fare nostra e di rilanciare una proposta che, in alcuni ambienti culturali, sportivi e giornalistici cittadini, circola già da tempo: intitolare il nostro stadio, dato che è senza nome, a questa personalità così importante e suggestiva, che sintetizza in sé l'amore per lo sport e per la bellezza, forte anche di una determinazione e di un attaccamento alla vita da cui possiamo solo prendere esempio. La memoria passa anche da simboli e atti concreti – concludono - che possono sembrare piccoli, ma che sono invece fondamentali nell'indirizzare le politiche culturali verso una riscoperta e un'attualizzazione dei valori e dei principi che costituiscono l'ossatura della nostra società».
E da parte dell’associazione Volontari della libertà Lucca non arriva solo la richiesta dell’intitolazione della curva ma anche quella di organizzare tutta una serie di iniziative legate alla memoria che coinvolgano le scuole e le società sportive. «Non è solo una questione di mettere una targa – spiega l’editore Andrea Giannasi, membro dell’Avl – Il nostro obiettivo è quello di far conoscere ai ragazzi la storia, quanto è accaduto durante il fascismo e il periodo della Resistenza. Ci sono adolescenti che non sanno chi è Anna Frank e non è una questione di negazionismo come accadeva negli anni ’80 ma proprio di ignoranza, e questo è devastante. Noi come Avl – spiega ancora l’editore – abbiamo ripreso le attività da qualche anno e andiamo nelle scuole per colmare questo vuoto. Quello che dobbiamo fare – conclude – è vaccinare i ragazzi al male: è difficile ma ci dobbiamo provare». Secondo Giannasi inoltre, l’intitolazione a Erbstein potrebbe trovare in disaccordo proprio i tifosi che “abitano” la curva. «Alcuni supporter la prenderanno come un’offesa o come un tentativo di prevaricazione ma noi continueremo ad andare avanti anche con altre iniziative sulla storia della Resistenza da proporre allo stadio. Ora speriamo che il Comune prenda in carico la nostra proposta anche perché sono due anni che se ne parla. Ai ritardi comunque si è sempre in tempo per rimediare».
Se l’iter per l’intitolazione verrà intrapreso, per concludersi positivamente avrà bisogno prima del consenso della commissione e poi di quello della prefettura; durata prevista della procedura, se non ci sono intoppi, 60 giorni. La prima proposta di intitolazione della curva Ovest a Erbstein risale al 2015, e ad avanzarla era stato proprio Il Tirreno.
Intanto ieri mattina è stato protocollato un ordine del giorno, rivolto al sindaco e alla giunta, del capogruppo di Lucca Civica, Claudio Cantini, firmato anche da molti consiglieri di maggioranza, fra i quali il presidente del consiglio comunale, Francesco Battistini e dal capogruppo di Sinistra per Tambellini, Daniele Bianucci i quali propongono di intitolare all’allenatore ungherese di origine ebraica che negli anni Trenta portò la Lucchese dalla Serie C ai vertici della Serie A e che nel 1944 venne rinchiuso dai nazisti in un campo di lavoro, non solo la curva ma l’intero stadio. «Valutiamo la possibilità di intitolare lo stadio Porta Elisa – si legge nel testo della proposta - a Erno Egri Erbstein, l'allenatore che ha dato maggior lustro alla Lucchese. Nel 1938, però, dovette lasciare la nostra città a causa delle leggi razziali – spiegano i firmatari – Così, proprio in questi giorni, dopo anche gli ultimi atti razzisti che hanno visto protagoniste alcune tifoserie di calcio, avvenuti a livello nazionale, ma anche locale, abbiamo deciso di recuperare, di fare nostra e di rilanciare una proposta che, in alcuni ambienti culturali, sportivi e giornalistici cittadini, circola già da tempo: intitolare il nostro stadio, dato che è senza nome, a questa personalità così importante e suggestiva, che sintetizza in sé l'amore per lo sport e per la bellezza, forte anche di una determinazione e di un attaccamento alla vita da cui possiamo solo prendere esempio. La memoria passa anche da simboli e atti concreti – concludono - che possono sembrare piccoli, ma che sono invece fondamentali nell'indirizzare le politiche culturali verso una riscoperta e un'attualizzazione dei valori e dei principi che costituiscono l'ossatura della nostra società».
E da parte dell’associazione Volontari della libertà Lucca non arriva solo la richiesta dell’intitolazione della curva ma anche quella di organizzare tutta una serie di iniziative legate alla memoria che coinvolgano le scuole e le società sportive. «Non è solo una questione di mettere una targa – spiega l’editore Andrea Giannasi, membro dell’Avl – Il nostro obiettivo è quello di far conoscere ai ragazzi la storia, quanto è accaduto durante il fascismo e il periodo della Resistenza. Ci sono adolescenti che non sanno chi è Anna Frank e non è una questione di negazionismo come accadeva negli anni ’80 ma proprio di ignoranza, e questo è devastante. Noi come Avl – spiega ancora l’editore – abbiamo ripreso le attività da qualche anno e andiamo nelle scuole per colmare questo vuoto. Quello che dobbiamo fare – conclude – è vaccinare i ragazzi al male: è difficile ma ci dobbiamo provare». Secondo Giannasi inoltre, l’intitolazione a Erbstein potrebbe trovare in disaccordo proprio i tifosi che “abitano” la curva. «Alcuni supporter la prenderanno come un’offesa o come un tentativo di prevaricazione ma noi continueremo ad andare avanti anche con altre iniziative sulla storia della Resistenza da proporre allo stadio. Ora speriamo che il Comune prenda in carico la nostra proposta anche perché sono due anni che se ne parla. Ai ritardi comunque si è sempre in tempo per rimediare».
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