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Verso la fine dell’esperienza di Luccaport

Verso la fine dell’esperienza di Luccaport

Il Comune: non servono più mezzi elettrici, ma bisogna razionalizzare gli ingressi nel centro

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LUCCA. Ridurre il numero dei veicoli merci circolanti in centro. E rivedere completamente la gestione di Luccaport, la piattaforma di distribuzione ecologica ora affidata a Metro. Questi gli obiettivi messi sul tavolo dal Comune, che punta anche a mappare, insieme con una società di telefonia attraverso l'utilizzo dei big data, la mobilità lucchese, e utilizzare i risultati prodotti per costruire una politica della mobilità cittadina, anche delle merci, tarata sul reale fabbisogno di mobilità. Infine, si vuole dare seguito e sostanza al progetto europeo Life Aspire, avviato ufficialmente proprio nei giorni scorsi, uno dei tre finanziati dalla Commissione europea sul tema dei trasporti. Il tutto coordinato attraverso un lavoro a tre, che vede seduti intorno allo stesso tavolo l'assessore alla mobilità, Gabriele Bove, quello all'ambiente, Francesco Raspini e l'assessore allo sviluppo economico, Valentina Mercanti, con il supporto di Lucense.

Lo scenario rispetto ai tempi della nascita di Lucca Port - spiegano Bove e Raspini - sono cambiati. Non si tratta più di affidare la consegna a mezzi elettrici. «Questi mezzi sono molti di più, ma, contestualmente, sono cresciuti i veicoli che circolano in centro storico. E questo ci pone di fronte a un ulteriore scalino da superare: non più quindi intervenire sulla tipologia del singolo mezzo, ma regolare il trasporto merci esistente, rendendolo sostenibile soprattutto dal punto di vista della quantità».

Ecco quindi che l'amministrazione comunale ha deciso di chiudere la manifestazione d'interesse (alla quale erano arrivate due risposte giudicate però non idonee) e revocare l'affidamento della piattaforma a Metro srl, essendo scaduto il termine . «Adesso si apre la fase di studio su LuccaPort – aggiungono Bove e Raspini – Partendo, prima di ogni altra cosa, dalla base. La domanda è questa: ha senso, allo stato attuale, continuare ad investire su una piattaforma in perdita che muove due mezzi, quando la maggior parte della merce trasportata in centro si sposta su tanti altri veicoli che sfuggono dal nostro controllo? Ecco: l'obiettivo ora è dare regole certe per tutti, prevedere un controllo non solo sugli accessi, ma anche sull'uscita dei mezzi, per gestire il traffico cittadino in modo sensato, razionale e soprattutto migliore di quanto non avvenga oggi. Siamo nella fase due di LuccaPort, quella che ci ha permesso di vincere il bando Life Aspire». Questo progetto prevede una serie di operazioni (dal controllo con i sensori alla prenotazione del posto per scaricare le merci) con “premi” per gli operatori più virtuosi dal punto di vista ambientale.

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