Il dolore
Gli operatori minacciano la serrata
Sessanta titolari di pubblici esercizi all’accesa riunione di Confcommercio. Una delegazione parlerà con il Comune
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LUCCA. Alcuni hanno minacciato la serrata, altri di non pagare il suolo pubblico alle tariffe raddoppiate o anche più che il Comune imporrà dal primo gennaio 2018. È stata molto accesa la riunione che si è svolta ieri pomeriggio in Palazzo Sani, sede di Confcommercio Lucca, indetta dalle sigle sindacali Fipe ristoratori e Fipe baristi a seguito della annunciata decisione da parte del Comune di rincarare la tariffa Cosap per i pubblici esercizi del centro storico che scelgano di usufruire del suolo pubblico.
In tutto una sessantina circa gli operatori che hanno partecipato all’appuntamento, a riprova ulteriore, spiega Confcommercio, «di quanto l’argomento sia particolarmente sentito dalle due categorie sindacali oggetto della decisione dell’amministrazione. In un clima piuttosto teso, dovuto in buona parte alle modalità scelte dal Comune di comunicare questi rincari, decisi senza concertazione con le associazioni di categoria, baristi e ristoratori presenti hanno esposto le loro posizioni e proposte da adottare».
Ne è venuta fuori una vasta gamma di proposte, in certi casi anche “eclatanti”, non lesina Confcommercio, «che spazia dal mancato pagamento del suolo pubblico per il periodo invernale per arrivare addirittura a una serrata dei locali». Tutte le ipotesi al momento, rimangono in ballo, ma nessuna è stata confermata. I due sindacati Fipe le hanno raccolte e se ne faranno interpreti con l’amministrazione comunale «al fine di aprire un confronto su una misura giudicata unanimemente penalizzante e oltremodo gravosa per la categoria, con risvolti anche di natura occupazionale». Sì, perché tra i tanti interventi degli operatori che si sono succeduti qualcuno non ha escluso di dover rinunciare a un numero di dipendenti per fare fronte alle maggiori spese che saranno rappresentate dalla tassa.
In tutta la discussione sugli aumenti del suolo pubblico nel suo complesso, un aspetto “brucia” in modo particolare per gli operatori, ed è quello della mancata concertazione. «Auspichiamo d’ora in avanti di non trovarci davanti a decisioni prese dall’amministrazione senza prima un confronto con le categorie - dice Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Confcommercio ed esponente della categoria dei baristi dopo la fine dell’assemblea -. Ci auguriamo davvero che questa sia l’ultima volta. Vogliamo dialogare in democrazia».
Intanto, «per rendere sempre più costante, immediato e diretto il dialogo sul tema, è stata decisa la creazione di un gruppo di lavoro ristretto - annuncia Confcommercio - che si farà interprete delle istanze provenienti dalla base, che a sua volta, assieme ai vertici dell’associazione, dialogherà con l’amministrazione comunale». Del gruppo fanno parte il presidente di Confcommercio Ademaro Cordoni, il presidente provinciale di Fipe Confcommercio Benedetto Stefani, Giovanni Martini, il ristoratore Giuliano Pacini, gli operatori Sandra Bianchi, Michele Tambellini, Enrico Ragghianti, Riccardo Isola, Antonio Leto e Iacopo Di Bugno, accompagnati dal direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara Rodolfo Pasquini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In tutto una sessantina circa gli operatori che hanno partecipato all’appuntamento, a riprova ulteriore, spiega Confcommercio, «di quanto l’argomento sia particolarmente sentito dalle due categorie sindacali oggetto della decisione dell’amministrazione. In un clima piuttosto teso, dovuto in buona parte alle modalità scelte dal Comune di comunicare questi rincari, decisi senza concertazione con le associazioni di categoria, baristi e ristoratori presenti hanno esposto le loro posizioni e proposte da adottare».
Ne è venuta fuori una vasta gamma di proposte, in certi casi anche “eclatanti”, non lesina Confcommercio, «che spazia dal mancato pagamento del suolo pubblico per il periodo invernale per arrivare addirittura a una serrata dei locali». Tutte le ipotesi al momento, rimangono in ballo, ma nessuna è stata confermata. I due sindacati Fipe le hanno raccolte e se ne faranno interpreti con l’amministrazione comunale «al fine di aprire un confronto su una misura giudicata unanimemente penalizzante e oltremodo gravosa per la categoria, con risvolti anche di natura occupazionale». Sì, perché tra i tanti interventi degli operatori che si sono succeduti qualcuno non ha escluso di dover rinunciare a un numero di dipendenti per fare fronte alle maggiori spese che saranno rappresentate dalla tassa.
In tutta la discussione sugli aumenti del suolo pubblico nel suo complesso, un aspetto “brucia” in modo particolare per gli operatori, ed è quello della mancata concertazione. «Auspichiamo d’ora in avanti di non trovarci davanti a decisioni prese dall’amministrazione senza prima un confronto con le categorie - dice Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Confcommercio ed esponente della categoria dei baristi dopo la fine dell’assemblea -. Ci auguriamo davvero che questa sia l’ultima volta. Vogliamo dialogare in democrazia».
Intanto, «per rendere sempre più costante, immediato e diretto il dialogo sul tema, è stata decisa la creazione di un gruppo di lavoro ristretto - annuncia Confcommercio - che si farà interprete delle istanze provenienti dalla base, che a sua volta, assieme ai vertici dell’associazione, dialogherà con l’amministrazione comunale». Del gruppo fanno parte il presidente di Confcommercio Ademaro Cordoni, il presidente provinciale di Fipe Confcommercio Benedetto Stefani, Giovanni Martini, il ristoratore Giuliano Pacini, gli operatori Sandra Bianchi, Michele Tambellini, Enrico Ragghianti, Riccardo Isola, Antonio Leto e Iacopo Di Bugno, accompagnati dal direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara Rodolfo Pasquini.
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