Il dolore
E in via Carrara si smonta la giostra
«Non ci sono spazi», e per 20 giorni il titolare costretto a restare senza lavoro
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LUCCA. E niente, alla fine, nonostante gli appelli e gli incontri in Comune Virgilio Bonanni è stato costretto a smontare la sua giostra anche per questa edizione dei Comics, e senza nemmeno l’opportunità di montarla altrove, per permettere anche a lui di cogliere l’opportunità offerta dall’arrivo di tante persone in città. No, dovrà stare fermo per 20 giorni. Pare infatti che in tutta Lucca non ci siano 8 metri di superficie per ospitare il suo carosello. Invece niente incassi, opportunità mancata e spese di smontaggio e rimontaggio.
«Sono rimasto molto deluso – spiega Bonanni – anche quest’anno per i Comics devo stare fermo con la mia giostra, mentre in questo periodo di crisi (mentre le spese ci sono sempre) in questi 5 giorni di festa avrei potuto lavorare. Saranno 20 giorni di stop di cui ne risentirà la mia famiglia. Io sono di Lucca, qui ho la mia casa, qui voto e qui pago le tasse. Con la mia giostra storica sono qua dal 2000 e vorrei continuare a lavorare qua, perché per me è la città più bella che c’è e i lucchesi sono molto ospitali ed educati. Mi farebbe piacere che Amministrazione comunale e Soprintendenza prendessero l’impegno di farmi lavorare tutto l’anno, come fanno i miei colleghi in altre città della Toscana, da Firenze a Montecatini, da Arezzo a Siena, dove le giostre sono considerate un elemento di arricchimento. Invece a me tocca smontarla quattro volte l’anno (e ogni volta che la sposto le spese sono molte) e per il periodo dei Comics addirittura sono costretto a restare fermo».
Bonanni più che arrabbiato appare amareggiato, e mantiene i toni calmi di chi, nonostante il danno subito, spera sempre in una soluzione positiva: «Nonostante tutto ringrazio l’Amministrazione comunale che fino a oggi in qualche modo mi ha fatto lavorare, e spero che per il futuro si riesca a trovare una soluzione che possa andar bene per tutti, per me e per loro. Anche perché la mia giostra è un divertimento per tutti i bambini e un ritrovo per tutti i genitori, che sono contenti di avere un punto di ritrovo».
Certo però che vista dall’esterno la vicenda appare assurda. La giostra era rimasta in via Carrara anche per il concerto dei Rolling Stones, per i Comics no. Ok, ma visto che a Palazzo Orsetti si parla tanto di tutelare imprese e lavoro, possibile che non si sia trovata una soluzione per questo caso?
Luigi Spinosi
«Sono rimasto molto deluso – spiega Bonanni – anche quest’anno per i Comics devo stare fermo con la mia giostra, mentre in questo periodo di crisi (mentre le spese ci sono sempre) in questi 5 giorni di festa avrei potuto lavorare. Saranno 20 giorni di stop di cui ne risentirà la mia famiglia. Io sono di Lucca, qui ho la mia casa, qui voto e qui pago le tasse. Con la mia giostra storica sono qua dal 2000 e vorrei continuare a lavorare qua, perché per me è la città più bella che c’è e i lucchesi sono molto ospitali ed educati. Mi farebbe piacere che Amministrazione comunale e Soprintendenza prendessero l’impegno di farmi lavorare tutto l’anno, come fanno i miei colleghi in altre città della Toscana, da Firenze a Montecatini, da Arezzo a Siena, dove le giostre sono considerate un elemento di arricchimento. Invece a me tocca smontarla quattro volte l’anno (e ogni volta che la sposto le spese sono molte) e per il periodo dei Comics addirittura sono costretto a restare fermo».
Bonanni più che arrabbiato appare amareggiato, e mantiene i toni calmi di chi, nonostante il danno subito, spera sempre in una soluzione positiva: «Nonostante tutto ringrazio l’Amministrazione comunale che fino a oggi in qualche modo mi ha fatto lavorare, e spero che per il futuro si riesca a trovare una soluzione che possa andar bene per tutti, per me e per loro. Anche perché la mia giostra è un divertimento per tutti i bambini e un ritrovo per tutti i genitori, che sono contenti di avere un punto di ritrovo».
Certo però che vista dall’esterno la vicenda appare assurda. La giostra era rimasta in via Carrara anche per il concerto dei Rolling Stones, per i Comics no. Ok, ma visto che a Palazzo Orsetti si parla tanto di tutelare imprese e lavoro, possibile che non si sia trovata una soluzione per questo caso?
Luigi Spinosi
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