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Snai, donne e bambini in presidio ai cancelli

Snai, donne e bambini in presidio ai cancelli

Sgomento e sconcerto tra i lavoratori sui criteri adottati dall'azienda. I sindacati: «Andremo avanti»

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PORCARI . La procedura di mobilità non è stata ancora aperta, ma sarà attivata all'inizio della prossima settimana. Da lì partiranno 45 giorni di trattativa, più altri 30 a livello ministeriale, per scongiurare gli 11 licenziamenti annunciati dall'azienda. Una procedura già nota per gli altri lavoratori che erano in esubero e hanno accettato gli incentivi per l'uscita volontaria. Adesso ci sono altri 11 lavoratori (e le loro famiglie) con il fiato sospeso. E così ieri si è tornati a scioperare alla Snaitech a Porcari.

Il primo di due giorni di mobilitazione, un pacchetto di 16 ore, per protestare contro la decisione dell'azienda. Certo, i numeri non sono quelli dei precedenti scioperi, ma la rabbia e le motivazioni sono le stesse. Tra i manifestanti che ieri mattina si sono ritrovati davanti ai cancelli dello stabilimento molte donne con bambini (e una in dolce attesa). Lavoratori che attualmente beneficiano del fondo integrazione salariale, una sorta di cassa integrazione: quattro a rotazione e sette a casa. Si sentono abbandonati anche daquei colleghi che ieri mattina hanno lavorato regolarmente. Quasi tutti i lavoratori in bilico erano presenti e con loro le sigle delle Rsu e dei sidnacati, da Narcisa Pellegrini, coordinatrice nazionale Fim Cisl al tavolo Snaitech, Massimo Braccini e Maurizio Rossi della Fiom Cgil.

C'è sgomento e sconcerto tra i lavoratori. Anche sui criteri della scelta adottati dall'azienda e sul fatto che si sarebbero aspettati più solidarietà dai colleghi che hanno varcato i cancelli per lavorare. «Anche se questo doveva essere un presidio simbolico, non una manifestazione - dice Maurizio Rossi della Cgil - la battaglia è sentita e andremo avanti». I lavoratori evidenziano come l'azienda prima ha proposto la riduzione dell'orario per salvare i posti di lavoro in esubero e poi questi lavoratori che avevano chiesto il contratto part time sono finiti nel limbo della Fis, che una volta terminato a gennaio lascerà queste persone a casa senza un nuovo accordo sindacale per rinnovare l'ammortizzatore di altri sei mesi e posticipare i licenziamenti. «Non vogliamo nessun licenziamento e chiederemo con forza che siano date le risposte – sottolinea Narcisa Pellegrini di Fim Cisl – l'azienda non può continuare con questo atteggiamento unilaterale. Le strade alternative da percorrere ci sono, come una ricognizione aziendale per capire se riorganizzando il lavoro queste persone possano essere reinserite a pieno titolo in attività». Il prossimo tavolo aziendale il 20 novembre. Entro la fine dell'anno, comunque vada, una scelta andrà presa. Perché il prossimo 31 dicembre scadono i sei mesi della Fis. Oggi intanto si torna a incrociare le braccia per altre 8 ore davanti alla sede Snai e sarà presente anche il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari.

Nicola Nucci

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