Sicurezza
«Voglio rilanciare il Pd, appassionare e ricucire fili»
di Barbara Antoni
Parla il neosegretario Bonturi. «Ho votato Renzi al congresso ma sono oltre qualsiasi divisione»
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LUCCA. Finisce la fase del commissariamento: il Pd comunale di Lucca riprende in proprio le redini del partito. Il passaggio di testimone tra il commissario fiorentino Stefano Bruzzesi e il neosegretario Renato Bonturi, eletto durante i congressi di circolo, è avvenuta giovedì sera nella sala Tobino di Palazzo Ducale. «Mi ha fatto piacere anche quest’ultima accoglienza calorosa - dice congedandosi il commissario -. È finita una bella esperienza». Nella stessa sede sono stati eletti per acclamazione dall’assemblea comunale, con 52 componenti, Stefano Baccelli quale presidente dell’assemblea e Alessandro Nieri in qualità di tesoriere.
Bruzzesi fu inviato dal Pd regionale nella città murata circa un anno fa per gestire la delicata fase preelettorale in un partito così dilaniato da scontri interni da rendere impossibile l’elezione di un segretario. Oggi lo scenario è molto cambiato, con il candidato del Pd, Alessandro Tambellini, riconfermato sindaco. Ma l’eredità che Bonturi si troverà a gestire non sarà delle più facili, anche alla luce delle recenti uscite dal Pd (il gruppo guidato da Cecilia Carmassi).
«Sono soddisfatto per l’incarico ricevuto - dice Bonturi, allo stato attuale anche capogruppo Pd in consiglio e consigliere uscente in Provincia -: un impegno che accolgo di buon grado. Chiaramente, dopo il commissariamento, nonostante il lavoro fatto da Bruzzesi, il suo ruolo di collante e di portatore di equilibrio, nel partito c’è molto da ricostruire e in questi ultimi mesi l’attività ha un po’ languito. C’è bisogno di rimotivare le persone, di rilanciare. I presupposti ci sono, i presidenti di circolo neoeletti o riconfermati sono molto motivati. L’eredità da gestire? Il congresso è stato moto difficile, con qualche strascico della nostra vita interna».
Le linee guida del “nuovo” Pd lucchese saranno, secondo Bonturi, di portare avanti «un’iniziativa politica in parte legata all’amministrazione comunale, in modo da essere di supporto e stimolo alla sua attività. Ma il partito dovrà anche andare oltre, discutere di temi che ci sovrastano come l’Europa. Vedo un doppio ambito di azione».
Un impegno sulla comunicazione verso l’esterno è tra le priorità dell’agenda del neosegretario comunale. «Su comunicazione e social è tutto da riprendere in mano - dice -. Il mio primo atto da segretario sarà una lettera agli iscritti per presentarmi. Poi subito affronterò il tema del web e nominerò un responsabile della comunicazione. Un tema che mi sta molto a cuore sono le sedi. Al momento il Pd lucchese ne ha solo tre: via Barbantini, quella storica di San Francesco, e San Concordio. Ma la parte ovest e nord della città è scoperta. Possibilità finanziarie permettendo, vorrei trovare qui una nuova sede. Un progetto che nasce anche dalla volontà di coinvolgere le persone nell’attività politica, mi piacerebbe organizzare gruppi di lavoro. Coinvolgere, far sentire la politica come qualcosa di utile, un patrimonio da usare, credo che sia la sfida più difficile che mi aspetta».
Renziano? «All’ultimo congresso ho votato per Matteo Renzi - risponde Bonturi -. E credo che il suo governo verrà rivalutato: l’esito del referendum vi ha gettato un’ombra negativa. Sono nel Pd quasi dalla fondazione e mi sento informato di diverse storie del partito, ma senza essere inquadrato in nessuna. Sono per l’inclusione e l’ascolto e ritengo questa mia caratteristica un valore. Mi sento oltre le divisioni e dialogherò anche con i fuoriusciti, cercando di riannodare i fili».
Segretario, capogruppo, consigliere provinciale: la sovrapposizione di cariche per Bonturi potrebbe essere agli sgoccioli. «Da valutare» la ricandidatura alle provinciali del 17 dicembre. E anche sulla leadership del gruppo consiliare Pd si tornerà presto tornare a discutere per un possibile avvicendamento.
Intanto il Pd si avvicina all’ultimo atto del percorso congressuale: la riunione dell’assemblea territoriale di domani alle 10 sempre nella sala Tobino di Palazzo Ducale che, oltre alla nomina ufficiale del nuovo segretario Mario Puppa, impegnerà i delegati dei circoli nell’elezione del presidente dell’assemblea territoriale, del tesoriere e della direzione.
Bruzzesi fu inviato dal Pd regionale nella città murata circa un anno fa per gestire la delicata fase preelettorale in un partito così dilaniato da scontri interni da rendere impossibile l’elezione di un segretario. Oggi lo scenario è molto cambiato, con il candidato del Pd, Alessandro Tambellini, riconfermato sindaco. Ma l’eredità che Bonturi si troverà a gestire non sarà delle più facili, anche alla luce delle recenti uscite dal Pd (il gruppo guidato da Cecilia Carmassi).
«Sono soddisfatto per l’incarico ricevuto - dice Bonturi, allo stato attuale anche capogruppo Pd in consiglio e consigliere uscente in Provincia -: un impegno che accolgo di buon grado. Chiaramente, dopo il commissariamento, nonostante il lavoro fatto da Bruzzesi, il suo ruolo di collante e di portatore di equilibrio, nel partito c’è molto da ricostruire e in questi ultimi mesi l’attività ha un po’ languito. C’è bisogno di rimotivare le persone, di rilanciare. I presupposti ci sono, i presidenti di circolo neoeletti o riconfermati sono molto motivati. L’eredità da gestire? Il congresso è stato moto difficile, con qualche strascico della nostra vita interna».
Le linee guida del “nuovo” Pd lucchese saranno, secondo Bonturi, di portare avanti «un’iniziativa politica in parte legata all’amministrazione comunale, in modo da essere di supporto e stimolo alla sua attività. Ma il partito dovrà anche andare oltre, discutere di temi che ci sovrastano come l’Europa. Vedo un doppio ambito di azione».
Un impegno sulla comunicazione verso l’esterno è tra le priorità dell’agenda del neosegretario comunale. «Su comunicazione e social è tutto da riprendere in mano - dice -. Il mio primo atto da segretario sarà una lettera agli iscritti per presentarmi. Poi subito affronterò il tema del web e nominerò un responsabile della comunicazione. Un tema che mi sta molto a cuore sono le sedi. Al momento il Pd lucchese ne ha solo tre: via Barbantini, quella storica di San Francesco, e San Concordio. Ma la parte ovest e nord della città è scoperta. Possibilità finanziarie permettendo, vorrei trovare qui una nuova sede. Un progetto che nasce anche dalla volontà di coinvolgere le persone nell’attività politica, mi piacerebbe organizzare gruppi di lavoro. Coinvolgere, far sentire la politica come qualcosa di utile, un patrimonio da usare, credo che sia la sfida più difficile che mi aspetta».
Renziano? «All’ultimo congresso ho votato per Matteo Renzi - risponde Bonturi -. E credo che il suo governo verrà rivalutato: l’esito del referendum vi ha gettato un’ombra negativa. Sono nel Pd quasi dalla fondazione e mi sento informato di diverse storie del partito, ma senza essere inquadrato in nessuna. Sono per l’inclusione e l’ascolto e ritengo questa mia caratteristica un valore. Mi sento oltre le divisioni e dialogherò anche con i fuoriusciti, cercando di riannodare i fili».
Segretario, capogruppo, consigliere provinciale: la sovrapposizione di cariche per Bonturi potrebbe essere agli sgoccioli. «Da valutare» la ricandidatura alle provinciali del 17 dicembre. E anche sulla leadership del gruppo consiliare Pd si tornerà presto tornare a discutere per un possibile avvicendamento.
Intanto il Pd si avvicina all’ultimo atto del percorso congressuale: la riunione dell’assemblea territoriale di domani alle 10 sempre nella sala Tobino di Palazzo Ducale che, oltre alla nomina ufficiale del nuovo segretario Mario Puppa, impegnerà i delegati dei circoli nell’elezione del presidente dell’assemblea territoriale, del tesoriere e della direzione.
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