Sicurezza
Ripartono i lavori alle Docce Basse
Il Comune di Bagni ha affidato l’incarico per l’antico stabilimento termale
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BAGNI DI LUCCA. Ripartono i lavori per completare il restauro dello stabilimento termale Docce Basse, o Bagno Rosso, a Ponte a Serraglio, sopra il complesso del Villaggio Globale, che in passato si era detto interessato a prendere la gestione della struttura per ampliare le sue attività.
Nelle settimane passate il Comune ha deciso di affidare un incarico esterno per la direzione dei lavori, in precedenza affidata al geometra del Comune Fabio Di Bert, andato in pensione. L’incarico è stato affidato all’ingegnere Francesco Bresciani, dello studio tecnico Vitelli, Vecci e Bresciani di Lucca, per un compenso di 3.250 euro più Iva. Nello stabilimento delle Docce Basse c’erano sorgenti da 42° a 46°, ora in disuso, dove, nel tardo Medioevo, si curavano con docce le patologie, il che per l’epoca costituiva una novità assoluta. Qui Falloppio scoprì il funzionamento delle tube che portano il suo nome. Una leggenda narra che… “se vuoi che la tua donna resti pregna mandala al Bagno e tu non ci vegna”, mentre la sorgente denominata “Disperata” era così chiamata perché curasse quelle patologie che altrimenti avrebbero portato alla morte certa. Il complesso sorge sulla montagna termale (il “panettone” che fa scendere le acque delle 45 sorgenti, di undici diversi tipi, verso Ponte a Serraglio da un lato e la Villa dall’altro) sopra il Villaggio Globale.
Nel recupero partito nel 2010 era stata spesa una somma ingente per una struttura peraltro priva di area per la sosta e con accesso problematico. L’opera era rimasta a metà e l’amministrazione precedente aveva ipotizzato un bando che concedesse a un privato l’utilizzo e la gestione del complesso, in cambio del completamento dei lavori. Il progetto del 2010, per un importo di 805. 000 euro in parte arrivati dal ministero delle Infrastrutture, prevedeva il completamento del restauro, e la giunta Donati aveva deciso l’affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori di riuso dello stabilimento termale con un contratto di appalto con la ditta Ad Restauri & Costruzioni Srl di Napoli. La direzione dei lavori era stata affidata al geometra Di Bert, coadiuvato dal personale del settore lavori pubblici e dall’architetto Nicola Marcucci, direttore operativo per la sola parte architettonica. Di Bert aveva redatto cinque stati di avanzamento dei lavori per un importo totale di 582. 625 euro. Il pensionamento del geometra ha indotto ora l’amministrazione a nominare un nuovo direttore dei lavori per la conclusione dell’appalto. Poiché viene ritenuto che il personale comunale assegnato all’area tecnica sia impossibilitato a svolgere l’incarico «per le ulteriori molteplici mansioni assegnate che non consentono una presenza e un impegno costante sul cantiere», l’amministrazione ha deciso di dare l’incarico con affidamento diretto a un professionista esterno.
Emanuela Ambrogi
Nelle settimane passate il Comune ha deciso di affidare un incarico esterno per la direzione dei lavori, in precedenza affidata al geometra del Comune Fabio Di Bert, andato in pensione. L’incarico è stato affidato all’ingegnere Francesco Bresciani, dello studio tecnico Vitelli, Vecci e Bresciani di Lucca, per un compenso di 3.250 euro più Iva. Nello stabilimento delle Docce Basse c’erano sorgenti da 42° a 46°, ora in disuso, dove, nel tardo Medioevo, si curavano con docce le patologie, il che per l’epoca costituiva una novità assoluta. Qui Falloppio scoprì il funzionamento delle tube che portano il suo nome. Una leggenda narra che… “se vuoi che la tua donna resti pregna mandala al Bagno e tu non ci vegna”, mentre la sorgente denominata “Disperata” era così chiamata perché curasse quelle patologie che altrimenti avrebbero portato alla morte certa. Il complesso sorge sulla montagna termale (il “panettone” che fa scendere le acque delle 45 sorgenti, di undici diversi tipi, verso Ponte a Serraglio da un lato e la Villa dall’altro) sopra il Villaggio Globale.
Nel recupero partito nel 2010 era stata spesa una somma ingente per una struttura peraltro priva di area per la sosta e con accesso problematico. L’opera era rimasta a metà e l’amministrazione precedente aveva ipotizzato un bando che concedesse a un privato l’utilizzo e la gestione del complesso, in cambio del completamento dei lavori. Il progetto del 2010, per un importo di 805. 000 euro in parte arrivati dal ministero delle Infrastrutture, prevedeva il completamento del restauro, e la giunta Donati aveva deciso l’affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori di riuso dello stabilimento termale con un contratto di appalto con la ditta Ad Restauri & Costruzioni Srl di Napoli. La direzione dei lavori era stata affidata al geometra Di Bert, coadiuvato dal personale del settore lavori pubblici e dall’architetto Nicola Marcucci, direttore operativo per la sola parte architettonica. Di Bert aveva redatto cinque stati di avanzamento dei lavori per un importo totale di 582. 625 euro. Il pensionamento del geometra ha indotto ora l’amministrazione a nominare un nuovo direttore dei lavori per la conclusione dell’appalto. Poiché viene ritenuto che il personale comunale assegnato all’area tecnica sia impossibilitato a svolgere l’incarico «per le ulteriori molteplici mansioni assegnate che non consentono una presenza e un impegno costante sul cantiere», l’amministrazione ha deciso di dare l’incarico con affidamento diretto a un professionista esterno.
Emanuela Ambrogi
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