Il dolore
Controlli e multe per i ciclisti “invisibili” di notte
di Nicola Bellanova
In molti (soprattutto profughi) non usano capi rifrangenti Il sindaco Giannini annuncia una stretta sulla sicurezza
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FABBRICHE DI VERGEMOLI. Pugno duro e controlli contro chi mette a rischio la propria e altrui sicurezza. Dopo le segnalazioni relative ai ciclisti, quasi esclusivamente richiedenti asilo, che non usano i giubbotti riflettenti ad alta visibilità e sempre più spesso non rispettano il codice della strada, il sindaco Michele Giannini ha deciso di fare rispettare la legge ed evitare conseguenze potenzialmente drammatiche per i ciclisti o per gli automobilisti che circolano sul territorio comunale.
In sintonia con il comandante Gianluigi Bernardi del corpo di polizia locale dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, le strade del territorio di Fabbriche di Vergemoli saranno oggetto di posti di controllo mirati alla sera: il mancato utilizzo del giubbotto o delle bretelle riflettenti nei casi previsti comporterà una sanzione da un minimo di 24 euro a un massimo di 98 euro, così come previsto dal codice della strada. L’obbligo per i ciclisti di indossare capi riflettenti ad alta visibilità è tassativo fuori dai centri abitati, da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, e sempre quando circolano in galleria.
«Una serie di segnalazioni in cui sono riportate situazioni di pericolo create dal mancato uso del giubbotto salvavita, soprattutto da parte dei richiedenti asilo, evidenziano un problema che deve essere risolto – dice il sindaco Giannini – nelle nostre strade il traffico di velocipedi è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, soprattutto per la presenza di richiedenti asilo politico e di profughi che si spostano usando le bici. Ho già scritto a tutte le strutture presenti sul territorio che ospitano profughi, richiedendo loro di ottemperare alle prescrizioni del codice della strada».
Certo, il controllo è difficile, ma non mancano gli esempi positivi: «Sono a conoscenza di strutture che, oltre al giacchetto, hanno consegnato anche i caschetti per coloro che vanno in bicicletta, ma troppo spesso chi va in bicicletta se ne infischia. In questo modo passa oltretutto un segnale completamente sbagliato, e cioè che si può non rispettare la legge tanto non succede nulla. Sono certo che dopo che verranno fatte le prime multe, e mi assicurerò personalmente che vengano pagate dovessi richiedere anche l’interessamento della prefettura, tutti rispetteranno di più questo obbligo, richiedenti asilo in primis visto che una singola sanzione equivale quasi a un mese di pocket money. Siamo uno dei pochi comuni dotati di Piano di sicurezza stradale, pertanto ribadisco non intendo tollerare questo comportamento. Le strade verranno controllate dai vigili urbani e gli eventuali trasgressori dovranno pagare una sanzione; a questo punto l’unica maniera per fare rispettare il codice della strada. Un doveroso ringraziamento lo devo ai vigili dell’Unione della Garfagnana e al comandante Bernardi, per la loro professionalità e disponibilità senza i quali questi ulteriori servizi serali non si sarebbero mai potuti realizzare».
In sintonia con il comandante Gianluigi Bernardi del corpo di polizia locale dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, le strade del territorio di Fabbriche di Vergemoli saranno oggetto di posti di controllo mirati alla sera: il mancato utilizzo del giubbotto o delle bretelle riflettenti nei casi previsti comporterà una sanzione da un minimo di 24 euro a un massimo di 98 euro, così come previsto dal codice della strada. L’obbligo per i ciclisti di indossare capi riflettenti ad alta visibilità è tassativo fuori dai centri abitati, da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, e sempre quando circolano in galleria.
«Una serie di segnalazioni in cui sono riportate situazioni di pericolo create dal mancato uso del giubbotto salvavita, soprattutto da parte dei richiedenti asilo, evidenziano un problema che deve essere risolto – dice il sindaco Giannini – nelle nostre strade il traffico di velocipedi è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, soprattutto per la presenza di richiedenti asilo politico e di profughi che si spostano usando le bici. Ho già scritto a tutte le strutture presenti sul territorio che ospitano profughi, richiedendo loro di ottemperare alle prescrizioni del codice della strada».
Certo, il controllo è difficile, ma non mancano gli esempi positivi: «Sono a conoscenza di strutture che, oltre al giacchetto, hanno consegnato anche i caschetti per coloro che vanno in bicicletta, ma troppo spesso chi va in bicicletta se ne infischia. In questo modo passa oltretutto un segnale completamente sbagliato, e cioè che si può non rispettare la legge tanto non succede nulla. Sono certo che dopo che verranno fatte le prime multe, e mi assicurerò personalmente che vengano pagate dovessi richiedere anche l’interessamento della prefettura, tutti rispetteranno di più questo obbligo, richiedenti asilo in primis visto che una singola sanzione equivale quasi a un mese di pocket money. Siamo uno dei pochi comuni dotati di Piano di sicurezza stradale, pertanto ribadisco non intendo tollerare questo comportamento. Le strade verranno controllate dai vigili urbani e gli eventuali trasgressori dovranno pagare una sanzione; a questo punto l’unica maniera per fare rispettare il codice della strada. Un doveroso ringraziamento lo devo ai vigili dell’Unione della Garfagnana e al comandante Bernardi, per la loro professionalità e disponibilità senza i quali questi ulteriori servizi serali non si sarebbero mai potuti realizzare».
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