Il Tirreno

Lucca

TENTA UN FURTO NEL COMPITESE  

Torna in carcere dopo una condanna per tentata rapina

di Luca Tronchetti
Torna in carcere dopo una condanna per tentata rapina

Ismaele Lebbiati era già stato finito nei guai nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri su una banda di sinti  

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LUCCA. Non è bastata una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per una tentata rapina impropria nell’ambito dell’inchiesta denominata «Non stop» su una gang di nomadi di etnia sinti. Ismaele Lebbiati, 20 anni, è stato pizzicato di nuovo dai carabinieri mentre tentava di commettere un furto in una casa. Poco è importato al giovane di essere sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. A tradirlo è stata una telecamera del sistema di video sorveglianza della casa scelta per il furto. Dalle immagini i militari di Pieve di Compito hanno potuto riconoscere Ismaele Lebbiati e quindi hanno inviato un’informativa alla procura che ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il furto non andò a buon fine perché l’ottimo sistema d’allarme entrato in funzione costrinse il malfattore ad allontanarsi a gambe levate dopo aver danneggiato il portone d’ingresso dell’abitazione.

Precedenti specifici. Ismaele Lebbiati era finito in carcere - al termine dell’indagine diretta dal pm Aldo Ingangi - assieme a Clei Satori e Domenico Tarantino in quanto facente parte della banda dei sinti che agiva nel campo nomadi di Maggiano che nei mesi a cavallo tra il settembre 2015 e il marzo 2016 aveva messo a segno furti in abitazioni e in altri luoghi pubblici. Azioni criminose culminate con gli arresti scattati poco dopo la rapina al gioielliere di Nave, Aldebrando Pecchia. Tra le «imprese» di Lebbiati c’è anche la rapina impropria avvenuta nell’aprile 2016 ai danni di una donna di origine slava avvenuta a Cerasomma. Ismaele Lebbiati e un altro malvivente rimasto ignoto erano in moto. Con una scusa chiesero informazioni all’automobilista facendole abbassare il finestrino. Uno dei due aprì lo sportello lato passeggero e afferrò la borsetta che era sul sedile. La donna reagì cercando di fermare i ladri aggrappandosi ai lacci della borsa, ma a quel punto venne colpita (prognosi 7 giorni) riuscendo però a mettere in fuga gli scippatori e riconoscendo Ismaele Lebbiati come uno dei due borseggiatori. Il gip in quell’occasione gli concesse i domiciliari.

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