La manifestazione
Incidenti stradali Lucca maglia nera
Siamo secondi in Toscana per numero di sinistri e feriti
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LUCCA. Lucca città del garbo, ma non al volante dove la disattenzione e il mancato rispetto del codice della strada sono elementi predominanti. Con 1.878 episodi registrati nel 2016 la nostra provincia è seconda in Toscana per numero d’incidenti e feriti. Terza per gli scontri mortali. Il trend è in calo solo per i morti (32 contro 45), mentre incidenti e feriti sono praticamente gli stessi del 2015. Il venerdì è il momento peggiore per mettersi in macchina, mentre la fascia oraria più a rischio è quella compresa tra le 10 e le 13 del mattino. A rivelarlo è il rapporto annuale Aci-Istat, diffuso in questi giorni da Aci Lucca. Il Comune capoluogo è secondo solo a Firenze, avendo superato Pisa (1787 incidenti) e Livorno (1741). Guida distratta, mancato rispetto dei segnali e della distanza e velocità eccessiva sono le cause principali dell’elevato – ma in linea con il 2015 – numero di incidenti stradali a Lucca. «I dati nazionali – commenta il direttore di Aci Lucca, Luca Sangiorgio – che evidenziano un calo degli incidenti mortali, hanno una corrispondenza con quanto avvenuto lo scorso anno in provincia di Lucca. I morti, infatti, decrescono a Lucca, passando dai 45, registrati nel 2015, ai 32 del 2016; analogamente calano anche i feriti, passati da 2544 a 2532. E anche il numero complessivo degli incidenti avvenuto sull’intero territorio provinciale è rimasto invariato: 1878 sinistri, gli stessi del 2015».
I dati. Il Comune di Lucca si conferma in testa alla classifica per numero di incidenti, con un leggero aumento rispetto al 2015 (da 520 a 556), seguito da Viareggio e da Camaiore che invece registrano una lieve flessione (rispettivamente da 342 del 2015 ai 325 del 2016 e da 246 a 223). I mesi estivi si confermano i più pericolosi: tra giugno e settembre, infatti, sono 791 gli incidenti stradali avvenuti nella provincia di Lucca, di cui 227 solo a luglio. Da quest’anno, il rapporto Aci-Istat fornisce un dato in più: il giorno e la fascia oraria con maggior frequenza di sinistri. Si tratta del venerdì, mentre il momento della giornata in cui avvengono più incidenti è la mattina, tra le 10 e le 13. 277 incidenti, invece, sono quelli registrati di sabato, che è anche il giorno della settimana in cui il rapporto Aci-Istat evidenzia un’impennata nel numero dei feriti, che raggiungono quota 391.
Le cause. Purtroppo sono sempre le stesse: mancato rispetto dei segnali stradali (35%) e della distanza di sicurezza (19%) e guida distratta (19%). Comportamenti dannosi e scorretti che, ancora una volta, si sono concentrati sulle strade urbane (12,65 per cento di tasso di mortalità e 9,62 di indice di gravità): 1107 gli incidenti che hanno causato 14 morti e 1441 feriti. Infine, sono gli uomini la categoria più colpita: 23 uomini sono morti nel 2016 (16 conducenti; 2 passeggeri e 5 pedoni), di cui 11 di età superiore a 65 anni, contro 9 donne. Stesso trend anche tra i feriti: 1.412 uomini contro 1112 donne, ma la fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e 54 anni (563 vittime). «La sicurezza stradale – prosegue il direttore Sangiorgio – è un obbligo che dobbiamo ottemperare per noi stessi e anche per tutti gli altri utenti della strada. L’attenzione, quando si è alla guida, deve essere massima. Dalle statistiche, infatti, si vede come in prevalenza gli incidenti avvenuti nella nostra provincia siano causati da distrazione. Dobbiamo assimilare il più possibile l’educazione stradale: via il telefono, sguardo fisso sulla strada e sensi all’erta».
I dati. Il Comune di Lucca si conferma in testa alla classifica per numero di incidenti, con un leggero aumento rispetto al 2015 (da 520 a 556), seguito da Viareggio e da Camaiore che invece registrano una lieve flessione (rispettivamente da 342 del 2015 ai 325 del 2016 e da 246 a 223). I mesi estivi si confermano i più pericolosi: tra giugno e settembre, infatti, sono 791 gli incidenti stradali avvenuti nella provincia di Lucca, di cui 227 solo a luglio. Da quest’anno, il rapporto Aci-Istat fornisce un dato in più: il giorno e la fascia oraria con maggior frequenza di sinistri. Si tratta del venerdì, mentre il momento della giornata in cui avvengono più incidenti è la mattina, tra le 10 e le 13. 277 incidenti, invece, sono quelli registrati di sabato, che è anche il giorno della settimana in cui il rapporto Aci-Istat evidenzia un’impennata nel numero dei feriti, che raggiungono quota 391.
Le cause. Purtroppo sono sempre le stesse: mancato rispetto dei segnali stradali (35%) e della distanza di sicurezza (19%) e guida distratta (19%). Comportamenti dannosi e scorretti che, ancora una volta, si sono concentrati sulle strade urbane (12,65 per cento di tasso di mortalità e 9,62 di indice di gravità): 1107 gli incidenti che hanno causato 14 morti e 1441 feriti. Infine, sono gli uomini la categoria più colpita: 23 uomini sono morti nel 2016 (16 conducenti; 2 passeggeri e 5 pedoni), di cui 11 di età superiore a 65 anni, contro 9 donne. Stesso trend anche tra i feriti: 1.412 uomini contro 1112 donne, ma la fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e 54 anni (563 vittime). «La sicurezza stradale – prosegue il direttore Sangiorgio – è un obbligo che dobbiamo ottemperare per noi stessi e anche per tutti gli altri utenti della strada. L’attenzione, quando si è alla guida, deve essere massima. Dalle statistiche, infatti, si vede come in prevalenza gli incidenti avvenuti nella nostra provincia siano causati da distrazione. Dobbiamo assimilare il più possibile l’educazione stradale: via il telefono, sguardo fisso sulla strada e sensi all’erta».
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