Sicurezza
gli interventi
Il caso finirà in consiglio regionale
Due interrogazioni da parte di Donzelli (FdI) e Mugnai (Forza Italia)
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CAPANNORI . Prosegue la polemica politica sul caso aeroporto. La questione approda anche in Regione. Lo fa con due interrogazioni. Una del consigliere Giovanni Donzelli (FdI), che chiede «delucidazioni sul finanziamento della Regione: le parole del sindaco Menesini erano vere oppure non è mai stato paventato alcun minimo interesse regionale per l'aeroporto di Capannori?». L’altra del capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai per chiedere che fine abbia fatto il più volte citato milione di euro stanziato per lo sviluppo di un centro dell’innovazione all’aeroporto e quali sono i soci privati che sarebbero stati individuati con l’avviso pubblico. Sul caso interviene anche il commissario provinciale della Lega Toscana Ilaria Quilici, che parla di cronaca di un disastro annunciato” («Già da alcuni anni, bilanci alla mano era nota la perdita di esercizio dell'ente e si è cercato inutilmente di rattoppare con vari finanziamenti e ricapitalizzazioni elargiti nel tempo dal Comune di Capannori»).
C’è poi il nuovo intervento delle opposizioni in consiglio comunale, che in una lunga nota accusano il sindaco Menesini di volersi trincerare dietro la questione dei dipendenti: «È ridicolo che tenti fra le righe di dire che il deficit della società ha origini molto lontane. Il centrosinistra amministra Capannori “solo“ da 13 anni e mezzo e ci vuole proprio un bel coraggio a sostenere che i guai provengano da gestioni precedenti. Perché il Comune aveva scommesso sull'acquisto del 90% delle azioni, (che in precedenza erano pubbliche solo per il 20%) senza un serio piano industriale, sapendo che ogni esercizio di bilancio sarebbe stato in perdita? E anche il rilancio di cui il sindaco si vanta: perché lo ha collegato a un piano di ripresa, in cui il nuovo socio privato (trovato per la verità dopo alcuni tentativi di gara quanto meno strani) sarebbe giunto a salvare tutto in cosa consisteva? Perché poi, nessuno ha mai detto con trasparenza a quanto ammontava il debito della società, ben definito dal tribunale in oltre due milioni e mezzo di euro, cifra a dir poco stratosferica? Di fronte a questa cifra il sindaco continua a sostenere che avrebbe risolto tutto con il versamento di un altro contributo (ovviamente di soldi pubblici) di circa 300 mila euro e altrettanti versati daSigma, trascurando quindi la restante parte del debito pari a circa due milioni di euro».
C’è poi il nuovo intervento delle opposizioni in consiglio comunale, che in una lunga nota accusano il sindaco Menesini di volersi trincerare dietro la questione dei dipendenti: «È ridicolo che tenti fra le righe di dire che il deficit della società ha origini molto lontane. Il centrosinistra amministra Capannori “solo“ da 13 anni e mezzo e ci vuole proprio un bel coraggio a sostenere che i guai provengano da gestioni precedenti. Perché il Comune aveva scommesso sull'acquisto del 90% delle azioni, (che in precedenza erano pubbliche solo per il 20%) senza un serio piano industriale, sapendo che ogni esercizio di bilancio sarebbe stato in perdita? E anche il rilancio di cui il sindaco si vanta: perché lo ha collegato a un piano di ripresa, in cui il nuovo socio privato (trovato per la verità dopo alcuni tentativi di gara quanto meno strani) sarebbe giunto a salvare tutto in cosa consisteva? Perché poi, nessuno ha mai detto con trasparenza a quanto ammontava il debito della società, ben definito dal tribunale in oltre due milioni e mezzo di euro, cifra a dir poco stratosferica? Di fronte a questa cifra il sindaco continua a sostenere che avrebbe risolto tutto con il versamento di un altro contributo (ovviamente di soldi pubblici) di circa 300 mila euro e altrettanti versati daSigma, trascurando quindi la restante parte del debito pari a circa due milioni di euro».
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