Il Tirreno

Lucca

Desco 2017, la novità è che si paga il biglietto

di Flavia Barsotti
Desco 2017, la novità è che si paga il biglietto

Finisce l’era dell’ingresso libero alla manifestazione sulle tipicità lucchesi La causa è il taglio di fondi alla Camera di Commercio, ente che l’organizza

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LUCCA. Tutti i sabati e tutte le domeniche, dal 18 novembre al 10 dicembre, torna il Desco – Sapori e Saperi Lucchesi in mostra, con tante novità in arrivo. La location sarà sempre la stessa, il Real Collegio, che, negli ultimi tempi, durante la manifestazione ha accolto oltre 50.000 persone a edizione, ma che, per la prima volta, quest’anno vedrà l’introduzione di un biglietto di ingresso di 3 euro con la possibilità di pacchetti e riduzioni per singoli e per famiglie. I minori di 18 anni e i maggiori di 65 potranno usufruire del prezzo agevolato di 2 euro, mentre l’accesso sarà gratuito per i minori di 12 anni, per i disabili e per l’accompagnatore e, per tutti, dalle 19 fino alle 20. Nell’ultima ora di manifestazione, infatti, prima della chiusura dei portoni, sarà possibile entrare, magari per un aperitivo o per fare la spesa, senza dover sostenere il costo di entrata. Per le famiglie saranno poi disponibili formule convenienti: 6 euro per due adulti e un minore tra i 13 e i 17 anni. Infine, i gruppi costituiti da un minimo di dieci persone fino a un massimo di 25, pagheranno 2 euro a testa. Sarà inoltre possibile usufruire di alcune promozioni speciali: 8 euro a persona per quattro ingressi o 15 euro per abbonamento valido per tutta la durata del Desco. Le famiglie che vorranno cogliere questa occasione, costituite da due adulti e un minore tra i 13 e i 17 anni, potranno accedere al Real Collegio pagando l’importo complessivo di 18 euro per quattro ingressi o 30 euro per l’abbonamento per l’intera manifestazione che sarà aperta, con orario continuato, dalle 10 alle 20 nei giorni: 18-19 novembre, 25-26 novembre, 2-3 dicembre, 8-9-10 dicembre.

«Quest’anno abbiamo inserito l’ingresso con biglietto per motivi prettamente economici – precisa il presidente della Camera di Commercio di Lucca Giorgio Bartoli, che ieri ha ufficializzato la novità insieme a Roberto Camisi, segretario generale della Camera di Commercio e Marinella Berardinetti, dell’ufficio promozione – Non certo perché volevamo portare a reddito la manifestazione, nata come una vetrina del prodotto tipico grazie all’impegno di Provincia, Comune, Azienda di promozione turistica e Camera di Commercio. A causa della cancellazione delle Apt e della riduzione della capacità di spesa di Comune e Provincia, da cinque anni è stata la sola Camera di Commercio a finanziare il Desco con il sostegno della Fondazione Crl e inizialmente della Fondazione Bml».

La riforma del sistema camerale però, che limita alcune funzioni storiche dell’ente e impone il taglio del 50% delle risorse, affidando nuove competenze alla Camera di Commercio, ha imposto questa decisione. «Consideriamo – aggiunge Bartoli – che manifestazioni di simile portata nel territorio nazionale, non hanno il carattere di gratuità come è stato il Desco fino a ora e impongono un biglietto più alto del nostro».

Per riuscire a recuperare più risorse possibili, la Camera di Commercio sta anche operando sul mercato delle sponsorizzazioni. «Le candidature da parte delle aziende per il bando in scadenza il 10 novembre, possono essere di natura finanziaria e tecnica. Chiunque può farsi avanti». Gli interessati possono far pervenire la loro offerta in forma scritta all’indirizzo camera.commercio.lucca@lu.legalmail.camcom.it, secondo la modulistica pubblicata sul sito www.lu.camcom.it . Quest’anno, il numero degli espositori sarà lo stesso della scorsa edizione: 48 stand, di cui 11 nuovi. Di questi, 8 arriveranno da fuori provincia, proponendo prodotti diversi: birra agricola, tartufi, pecorini biologici, liquori toscani, le cialde di Montecatini, i cantuccini di Prato, le marmellate dell’Elba. «Il Desco è un evento amato da tutti che dimostra la qualità del prodotto lucchese e comunque tipico, produce attenzione sulla città e dà la possibilità di avere una vetrina fuori dai mercati tradizionali – conclude Bartoli -. Chiediamo a tutti gli amici di aiutarci a consolidarlo come punto di incontro per la promozione dell’agroalimentare, dell’identità del nostro territorio e dell’intreccio tra i sapori e i saperi che lo caratterizzano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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