La manifestazione
La casa dei Comics pronta nel 2020 ecco il progetto Expo
di Gianni Parrini
Durante la rassegna saranno annunciate importanti novità Le anticipazioni sul progetto che riguarda la ex Lorenzini
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LUCCA. È un piccolo neo nel corpo colorato della Lucca formato Comics. Una presenza-assenza di cui si preferiva tacere, per non sottolineare una lacuna nella città che del fumetto è diventata simbolo nazionale e internazionale. Stavolta le cose andranno diversamente: ci sono importanti che riguardano la “casa del fumetto” e verranno annunciate durante i prossimi Comics. Qualcosa siamo già in grado di anticipare, sulla base del progetto che l’amministrazione ha presentato al Mibact per avere nuovi fondi: chiostro coperto, foresteria, giardino con collinette e peschi giapponesi, scuola per fumettisti, biblioteche e sale espositive per rendere fruibile il patrimonio di tavole e libri che Lucca Comics ha raccolto in 50 anni. Una partita importante per la città di Lucca, portata avanti in prima battuta dall’assessore Serena Mammini.
Storia e risorse. Chiuso da tre anni ma mai realmente legato alla mostra mercato, il museo di piazza San Romano tornerà a vivere (ma non prima del 2020) con nuovi spazi e funzioni diversificate. L’idea è farne un hub, ovvero un dispositivo capace di mettere in comunicazione il pubblico degli appassionati, degli artisti e degli editori. I soldi ci sono, le idee anche, manca il progetto esecutivo per l’allestimento (ma l’iter della gara, probabilmente a inviti, è in corso). Partiamo dal principio, ovvero dal nome: la nuova struttura non dovrà vivere nel passato, bensì proiettarsi nel presente e soprattutto nel futuro. Per questo si chiamerà expo e non museo. I fondi ci sono e non sono pochi: siamo oltre i 7 milioni di euro, di cui 5,2 derivanti dalla rimodulazione degli ex Piuss, altri 2 arrivano da un recente stanziamento del Mibact.
Il progetto. L’Expo si sviluppa attorno a una hall centrale, corredata da biglietteria e desk informazioni, su cui si affacciano e interfacciano le aree dedicate alle esposizioni (permanenti e temporanee), sala eventi/proiezioni, sale lettura e biblioteche. Si prevede inoltre uno spazio autori, un’area di lavoro attrezzata e corredata ad una foresteria che permetterà di ospitare dai tre ai sei ospiti contemporaneamente. Il progetto prevede anche una caffetteria con bookshop accessibile senza biglietto.
Gli step. Il tutto è diviso in tre lotti: il primo è cofinanziato da Regione (2,9 milioni) e Comune (2,3 milioni). A seguito della rivisitazione dei progetti ex Piuss, che inizialmente prevedevano la realizzazione di un asilo nido e di un centro congressi, i fondi sono raddoppiati: da 2,4 milioni a 5,2. L’area di intervento del primo lotto tocca, per intenderci, l’edificio in cui sorgeva il vecchio museo. Il progetto preliminare prevede un restauro conservativo della facciata esterna. Le novità sono all’interno: le aree al piano terra verranno adibite a locali di servizio, mentre al primo piano ci sarà l’area per le esposizioni permanenti; l’ala che guarda via dei Tabacchi sarà adibita a sala per eventi e proiezioni, mentre quella che affaccia sul piazzale interno della ex Lorenzini sarà riservata alle mostre temporanee. Una parte interessante del progetto è relativa al chiostro interno: sarà dotato di una copertura trasparente che lo trasformerà in una sorta di hall centrale del museo. Anche la pavimentazione verrà rifatta.
Il secondo lotto, in pèarte finanziato con i 2 milioni del Mibact, intende ampliare l’area di intervento rispetto a quella originariamente prevista dal Piuss: si andranno a toccare altre parti dell’ex Caserma Lorenzini. L’ala che guarda piazza San Romano e che interseca il vecchio ingresso del museo, verrà adibita a “spazio autori”. Sarà un’area di lavoro attrezzata e corredata di foresteria per alloggiare dai tre ai sei ospiti. L’edificio subito dietro, che si immerge nel piazzale interno, verrà adibito a caffetteria con bookshop: sarà accessibile anche senza biglietto. L’area esterna (che nell’attesa ospiterà un parcheggio) verrà riqualificata a giardino con peschi giapponesi e collinette. Sarà attrezzata per eventi all’aperto. Il terzo lotto, infine, è destinato all’allestimento. Servono 1,4 milioni, che andranno trovati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Storia e risorse. Chiuso da tre anni ma mai realmente legato alla mostra mercato, il museo di piazza San Romano tornerà a vivere (ma non prima del 2020) con nuovi spazi e funzioni diversificate. L’idea è farne un hub, ovvero un dispositivo capace di mettere in comunicazione il pubblico degli appassionati, degli artisti e degli editori. I soldi ci sono, le idee anche, manca il progetto esecutivo per l’allestimento (ma l’iter della gara, probabilmente a inviti, è in corso). Partiamo dal principio, ovvero dal nome: la nuova struttura non dovrà vivere nel passato, bensì proiettarsi nel presente e soprattutto nel futuro. Per questo si chiamerà expo e non museo. I fondi ci sono e non sono pochi: siamo oltre i 7 milioni di euro, di cui 5,2 derivanti dalla rimodulazione degli ex Piuss, altri 2 arrivano da un recente stanziamento del Mibact.
Il progetto. L’Expo si sviluppa attorno a una hall centrale, corredata da biglietteria e desk informazioni, su cui si affacciano e interfacciano le aree dedicate alle esposizioni (permanenti e temporanee), sala eventi/proiezioni, sale lettura e biblioteche. Si prevede inoltre uno spazio autori, un’area di lavoro attrezzata e corredata ad una foresteria che permetterà di ospitare dai tre ai sei ospiti contemporaneamente. Il progetto prevede anche una caffetteria con bookshop accessibile senza biglietto.
Gli step. Il tutto è diviso in tre lotti: il primo è cofinanziato da Regione (2,9 milioni) e Comune (2,3 milioni). A seguito della rivisitazione dei progetti ex Piuss, che inizialmente prevedevano la realizzazione di un asilo nido e di un centro congressi, i fondi sono raddoppiati: da 2,4 milioni a 5,2. L’area di intervento del primo lotto tocca, per intenderci, l’edificio in cui sorgeva il vecchio museo. Il progetto preliminare prevede un restauro conservativo della facciata esterna. Le novità sono all’interno: le aree al piano terra verranno adibite a locali di servizio, mentre al primo piano ci sarà l’area per le esposizioni permanenti; l’ala che guarda via dei Tabacchi sarà adibita a sala per eventi e proiezioni, mentre quella che affaccia sul piazzale interno della ex Lorenzini sarà riservata alle mostre temporanee. Una parte interessante del progetto è relativa al chiostro interno: sarà dotato di una copertura trasparente che lo trasformerà in una sorta di hall centrale del museo. Anche la pavimentazione verrà rifatta.
Il secondo lotto, in pèarte finanziato con i 2 milioni del Mibact, intende ampliare l’area di intervento rispetto a quella originariamente prevista dal Piuss: si andranno a toccare altre parti dell’ex Caserma Lorenzini. L’ala che guarda piazza San Romano e che interseca il vecchio ingresso del museo, verrà adibita a “spazio autori”. Sarà un’area di lavoro attrezzata e corredata di foresteria per alloggiare dai tre ai sei ospiti. L’edificio subito dietro, che si immerge nel piazzale interno, verrà adibito a caffetteria con bookshop: sarà accessibile anche senza biglietto. L’area esterna (che nell’attesa ospiterà un parcheggio) verrà riqualificata a giardino con peschi giapponesi e collinette. Sarà attrezzata per eventi all’aperto. Il terzo lotto, infine, è destinato all’allestimento. Servono 1,4 milioni, che andranno trovati.
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