Il Tirreno

Lucca

Enac e associazioni al tavolo per il futuro dell’aeroporto

di Nicola Nucci
Enac e associazioni al tavolo per il futuro dell’aeroporto

L’ente cerca un soggetto capace di garantire la pronta operatività dello scalo. Una soluzione ponte in attesa della gara per l’affidamento della gestione 

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CAPANNORI. Oggi a Pisa è in programma una riunione tra Enac e le associazioni che operano sull'aeroporto di Tassignano interessate alla gestione provvisoria dell'infrastruttura. In attesa della gara indetta dall'ente nazionale per l'aviazione civile per l'affidamento totale dello scalo di Capannori. L'obiettivo è riaprire l'aeroporto il prima possibile. Un primo esame della situazione con riguardo anche alle prospettive future della più importante infrastruttura del territorio. La conferma arriva dalla direzione di Enac: «Abbiamo dato mandato alla direzione aeroportuale toscana – spiega Fabio Marchiandi della direzione centrale economia e vigilanza aeroporti dell'ente a Roma – di verificare se c'è un soggetto che possa garantire l'operatività dello scalo di Capannori, quindi i servizi essenziali dell'aviazione generale».

Una prassi in questi casi. «Se sarà trovato un accordo inizierà una fase di gestione ordinaria prima della gara per affidamento della concessione di gestione totale dell'aeroporto. I tempi? Non saranno brevi, abbiamo già quattro gare pendenti, ma faremo il possibile per garantire una continuità dell'infrastruttura».

Tempi dicevamo lunghi per la gara, probabilmente non prima del 2019. Un'infrastruttura strategica che assicura al territorio anche servizi primari come la protezione civile e il servizio di soccorso e anti incendio. Nell'area aeroportuale operano realtà come lo stesso Aeroclub, l'associazione volevelistico toscana e l'associazione paracadutisti con le scuole di volo e altre attività sportive aeronautiche, oltre alla società che si occupa della manutenzione degli elicotteri e il bar. In questi giorni, insomma, si proverà a garantire una continuità dell'aeroporto che si stende su un'area di 87 ettari. Capannori non è il primo caso in Italia di scali aeroportuali civili in crisi.

Scali dove possono operare voli privati che non hanno finalità commerciali. Niente voli di linea per intenderci, data anche la conformazione della pista (in passato si era discusso anche su un possibile allungamento). In primo piano anche la questione occupazionale degli otto dipendenti dell'aeroporto della ex società di gestione e delle stesse associazioni che operano nell'avioscalo e del personale del bar. Tutelare i lavoratori dopo la decisione del tribunale di Lucca che non ha omologato la richiesta di concordato dichiarando il fallimento della società, è una priorità per il sindaco Luca Menesini. Nessuna limitazione nell'area per i militari dell'esercito che continueranno a svolgere lanci ed esercitazioni.

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