Il Tirreno

Lucca

«Ciao Francesco, angelo del Signore»

di Marco Tirinnanzi
«Ciao Francesco, angelo del Signore»

Commozione e lacrime nella chiesa di Gragnano per le esequie  del piccolo, deceduto dopo una caduta accidentale dal trattore

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CAPANNORI. Il cielo terso, imperturbabile, dentro una calda giornata che sembra intimare all'autunno di aspettare ancora un po’. Invece gli animi delle quasi 200 persone raccolte dentro e fuori la chiesa di Gragnano sono listati a lutto per l'ultimo saluto al piccolo Francesco, morto sabato 21 ottobre al Meyer, dopo un calvario lungo 12 ore. Fatale la caduta dalle braccia di nonno Giovanni, che lo reggeva sul suo trattore nell'abitazione di famiglia, in via di San Gennaro. Ad accompagnare il feretro del bimbo all'interno della chiesa una folla di concittadini commossa, mesta. Il padre di Francesco, Andrea Cortopassi, con gli occhi bagnati dalle lacrime, ma stoico nella sua compostezza, guidava il corteo, e dietro di lui, la moglie, Laura Pasquinelli, vigile e al contempo assente, quasi vestita soltanto di dolore. Le panche all'interno gremite, tanta gente in piedi: c'è chi ha trovato posto intorno al pulpito, altri invece in fondo e ai lati dell'altare, ma tutti con lo sguardo vitreo, quello di una comunità che ancora non sa darsi pace. In prima fila la famiglia Cortopassi quasi al completo, con i nonni, paterni e materni, stretti al loro fianco.

Mancava, comprensibile, il figlio di 6 anni, la cui scuola, una prima elementare, ha voluto far sentire la propria vicinanza: davanti al sagrato c'erano decine di palloncini bianchi, candidi, come Francesco. La funzione è iniziata alle 15 e Don Emilio Citti, il parroco di Gragnano, ha citato il vangelo secondo Matteo: «Ti rendo lode Signore, perché così hai deciso nella tua benevolenza: prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita», e ha ricordato il piccolo Francesco come «un angelo del Signore, che ha richiamato all'attenzione dei grandi l'importanza della tenerezza». Un'omelia struggente in cui ha prevalso l'immagine tenera, ma straziante, del momento in cui la madre, Laura, ha salutato per l'ultima volta il figlio. «Ieri Francesco non era all'obitorio – ha detto con un filo di voce il parroco -, ma in una stanza vicino alla parrocchia per ricevere l'ultimo saluto dai parenti e da tutta la comunità. Vedere sua mamma al suo fianco mi ha riportato alla mente l'immagine della Madonna, stretta a suo figlio. L'8 dicembre scorso, il giorno dell'Immacolata, ho battezzato io Francesco: adesso è in cielo, e il suo sguardo si posa su di noi, colmo di dolcezza». La messa funebre del piccolo è corsa via rapida, tanta era ancora l'incredulità per la morte di Francesco. Alle 16 la piccola bara bianca si è come aperta una breccia all'esterno: un applauso i palloncini liberati in cielo, le lacrime strozzate in gola.

Anche il sindaco di Capannori, Luca Menesini, ha voluto esprimere, in forma privata, il suo personale cordoglio alla famiglia Cortopassi. Dopo essere stato caricato a bordo del carro funebre, il piccolo è stato scortato, nel silenzio più assordante, al cimitero di Gragnano. Persino i vigili urbani, impegnati nello smistare il deflusso delle auto, sembravano farsi da parte, per lasciare spazio alla commozione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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