Sicurezza
Stangata su bar e ristoranti
di Barbara Antoni
Cosap, aumenti oltre il 100%. E moratoria di tre anni per locali e minimarket
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LUCCA. Stop di tre anni (dal 1º gennaio 2018) alle licenze per attività di ristorazione in genere e forti aumenti - dal cento per cento in su - sul suolo pubblico in centro storico. E non finirà qui. Il Comune ci va giù duro col progetto di rimettere ordine nel suo salotto buono, arginando la crescita a dismisura di pubblici esercizi di ogni tipo, come gelaterie, bar, friggitorie, negozi di vicinato, pizzerie, kebab. Addirittura la nuova moratoria (nuova perché va a proseguire quella vigente, in scadenza a fine 2017) includerà anche i minimarket, proliferati da uno a cinque in centro in nemmeno due anni.
Un provvedimento così incisivo (verrà portato al vaglio del consiglio comunale entro dicembre 2017, per entrare in vigore il 1º gennaio 2018) ha motivi e finalità, come spiega l’assessore al commercio Valentina Mercanti: nasce dalla necessità di preservare il centro storico e le sue tipicità, evitando che finisca per diventare un ristorante a cielo aperto. Ma anche per tutelare le attività consolidate e incentivare nuove residenze. «Sto pensando - dice Mercanti - anche di organizzare un dibattito pubblico su quale città vogliamo: una città sì turistica ma non dei turisti».
STANGATA SULLA COSAP. Nel pacchetto di interventi che l’amministrazione ha presentato ieri alle associazioni dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti, alla presenza dei dirigenti Graziano Angeli (Suap) e Lino Paoli (tributi) con il funzionario del Suap Giuseppe Giovannelli, quello che più salta agli occhi riguarda l’aumento della Cosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, che viene rimodulata su quattro fasce, seguendo il criterio generale che più ci si avvicina alla zona privilegiata del centro più l’aumento cresce. Le zone collocate fuori le Mura urbane invece non subiranno alcun aumento. Nel centro viene piuttosto inserita una nuova categoria, definita A+, corrispondente a piazza San Michele, piazza Napoleone, piazza del Giglio, via Fillungo e piazza Anfiteatro, aree nelle quali si concentrano oltretutto la maggior parte di eventi e manifestazioni, di cui beneficiano in particolare gli operatori del posto. Qui la tariffa giornaliera del suolo pubblico passerà dagli attuali 0,41 euro al metro quadrato a 0,97 (per piazza del Giglio l’aumento sarà bloccato fino alla chiusura del cantiere dell’hotel Universo, per i disagi causati dal cantiere alle attività vicine). La restante parte del centro storico rimarrà suddivisa in zona A e zona B, come in precedenza: la tariffa giornaliera passerà rispettivamente da 0,41 euro al metro quadrato a 0,89 e da 0,28 a 0,56. «Il provvedimento sul suolo pubblico - aggiunge l’assessore Mercanti - scaturisce anche da esigenze di cassa per il Comune. Ma è anche una misura per tutelare l’esistente e i professionisti, ovvero le attività consolidate. Capisco che gli operatori oggi si sentano tartassati ma queste misure ridaranno col tempo valore alle loro attività». C’è poi anche la volontà di fare fronte a un sistema di sicurezza. «Con i tavoli che si allargano e i mercatini, spesso si pone il problema del passaggio dell’ambulanza», sottolinea l’assessore .
SUPER MORATORIA. La proroga della moratoria sui pubblici esercizi e la sua estensione ai ristoranti era annunciata, ma che l’amministrazione applicasse alla fine la durata richiesta da Confcommercio - tre anni, appunto - non era scontato. Come il fatto che la estendesse anche ai minimarket, ormai concorrenti in pieno dei locali. C’è di più pero. L’assessore Mercanti non fa mistero infatti che allo studio c’è un ulteriore blocco da applicare anche ai negozi, a quelli che, nel centro storico, non rispondono ai canoni di tipicità. Come i negozi di souvenir che usano le pareti esterne come vetrina. L’idea, spiega, è di tornare a valorizzare l’essenza di Lucca. «Via Fillungo deve tornare ad essere il corso dello shopping. Non va bene che se un negozio chiude al suo posto si insedi una gelateria. E così i negozi di souvenir: piuttosto occorre valorizzare l’artigianato lucchese - dice Valentina Mercanti -. E poi sono dell’idea che Lucca è un capoluogo oltre che una città d’arte e deve mantenere la sua identità. I tre anni della moratoria - aggiunge - sono anche, in previsione, il tempo necessario a noi per completare il piano delle funzioni, con cui potremo ulteriormente intervenire sul centro storico».
FRA SODDISFAZIONE E BORDATA. «Tre anni era la durata che avevamo chiesto per la moratoria - afferma il presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini -, e siamo stati noi a chiederla anche per i minimarket: consideriamo un nostro successo il provvedimento del Comune. Ci aspettavamo un ritocco sulla Cosap, ma la sua entità ci spiazza fortemente: le nuove tariffe sono troppo alte». Martini rinvia a domani una riflessione più argomentata, che sarà contenuta in una nota ufficiale dell’associazione. Intanto però rilancia. «Se dobbiamo farci carico di questo aumento - dice - allora propongo di rivedere le strutture dei dehor, facendo in modo di prevedere tipologie che consentano agli esercenti di utilizzarle tutto l’anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un provvedimento così incisivo (verrà portato al vaglio del consiglio comunale entro dicembre 2017, per entrare in vigore il 1º gennaio 2018) ha motivi e finalità, come spiega l’assessore al commercio Valentina Mercanti: nasce dalla necessità di preservare il centro storico e le sue tipicità, evitando che finisca per diventare un ristorante a cielo aperto. Ma anche per tutelare le attività consolidate e incentivare nuove residenze. «Sto pensando - dice Mercanti - anche di organizzare un dibattito pubblico su quale città vogliamo: una città sì turistica ma non dei turisti».
STANGATA SULLA COSAP. Nel pacchetto di interventi che l’amministrazione ha presentato ieri alle associazioni dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti, alla presenza dei dirigenti Graziano Angeli (Suap) e Lino Paoli (tributi) con il funzionario del Suap Giuseppe Giovannelli, quello che più salta agli occhi riguarda l’aumento della Cosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, che viene rimodulata su quattro fasce, seguendo il criterio generale che più ci si avvicina alla zona privilegiata del centro più l’aumento cresce. Le zone collocate fuori le Mura urbane invece non subiranno alcun aumento. Nel centro viene piuttosto inserita una nuova categoria, definita A+, corrispondente a piazza San Michele, piazza Napoleone, piazza del Giglio, via Fillungo e piazza Anfiteatro, aree nelle quali si concentrano oltretutto la maggior parte di eventi e manifestazioni, di cui beneficiano in particolare gli operatori del posto. Qui la tariffa giornaliera del suolo pubblico passerà dagli attuali 0,41 euro al metro quadrato a 0,97 (per piazza del Giglio l’aumento sarà bloccato fino alla chiusura del cantiere dell’hotel Universo, per i disagi causati dal cantiere alle attività vicine). La restante parte del centro storico rimarrà suddivisa in zona A e zona B, come in precedenza: la tariffa giornaliera passerà rispettivamente da 0,41 euro al metro quadrato a 0,89 e da 0,28 a 0,56. «Il provvedimento sul suolo pubblico - aggiunge l’assessore Mercanti - scaturisce anche da esigenze di cassa per il Comune. Ma è anche una misura per tutelare l’esistente e i professionisti, ovvero le attività consolidate. Capisco che gli operatori oggi si sentano tartassati ma queste misure ridaranno col tempo valore alle loro attività». C’è poi anche la volontà di fare fronte a un sistema di sicurezza. «Con i tavoli che si allargano e i mercatini, spesso si pone il problema del passaggio dell’ambulanza», sottolinea l’assessore .
SUPER MORATORIA. La proroga della moratoria sui pubblici esercizi e la sua estensione ai ristoranti era annunciata, ma che l’amministrazione applicasse alla fine la durata richiesta da Confcommercio - tre anni, appunto - non era scontato. Come il fatto che la estendesse anche ai minimarket, ormai concorrenti in pieno dei locali. C’è di più pero. L’assessore Mercanti non fa mistero infatti che allo studio c’è un ulteriore blocco da applicare anche ai negozi, a quelli che, nel centro storico, non rispondono ai canoni di tipicità. Come i negozi di souvenir che usano le pareti esterne come vetrina. L’idea, spiega, è di tornare a valorizzare l’essenza di Lucca. «Via Fillungo deve tornare ad essere il corso dello shopping. Non va bene che se un negozio chiude al suo posto si insedi una gelateria. E così i negozi di souvenir: piuttosto occorre valorizzare l’artigianato lucchese - dice Valentina Mercanti -. E poi sono dell’idea che Lucca è un capoluogo oltre che una città d’arte e deve mantenere la sua identità. I tre anni della moratoria - aggiunge - sono anche, in previsione, il tempo necessario a noi per completare il piano delle funzioni, con cui potremo ulteriormente intervenire sul centro storico».
FRA SODDISFAZIONE E BORDATA. «Tre anni era la durata che avevamo chiesto per la moratoria - afferma il presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini -, e siamo stati noi a chiederla anche per i minimarket: consideriamo un nostro successo il provvedimento del Comune. Ci aspettavamo un ritocco sulla Cosap, ma la sua entità ci spiazza fortemente: le nuove tariffe sono troppo alte». Martini rinvia a domani una riflessione più argomentata, che sarà contenuta in una nota ufficiale dell’associazione. Intanto però rilancia. «Se dobbiamo farci carico di questo aumento - dice - allora propongo di rivedere le strutture dei dehor, facendo in modo di prevedere tipologie che consentano agli esercenti di utilizzarle tutto l’anno».
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