Toscana
Crisi senza fine nell’edilizia Chiudono altre tre aziende
L’allarme del sindacato Fillea: stop attività per la Lippi Snc, la Zeus e la Mediavalle Garfagnana Presto la fine della cassa integrazione per la divisione edilizia dell’impresa Puccetti
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LUCCA. Dieci anni di crisi hanno devastato il settore edile, cancellato le aziende storiche e messo in ginocchio intere famiglie. E non è ancora finita. Solo negli ultimi giorni - riporta Alessia Giambassi, segretaria provinciale di Fillea Cgil - hanno chiuso i battenti, licenziando tutto il personale, l'impresa Lippi Snc, l'impresa Zeus e la Cooperativa Mediavalle Garfagnana.
L'impresa Puccetti Spa, divisione edilizia, invece, con il mese di ottobre termina la cassa integrazione straordinaria ed è per ora un' incognita il futuro di tutti i dipendenti.
«In mezzo alle macerie di un settore distrutto nel silenzio delle istituzioni e della politica ci chiediamo come Fillea CGIL qual'è il futuro di questo comparto e il destino dei lavoratori edili - scrive Giambassi -. Il settore grida dal 2012 una riforma delle pensioni che permetta alle aziende di investire su lavoratori giovani e soprattutto che permetta a chi lavora da oltre 40 anni di andare in pensione. Il Governo ha risposto con una riforma che per i paletti in essa contenuti limita fortemente la possibilità di accedere alla pensione anticipata. Ma oltre il danno la beffa. Il 70 % delle domande fatte sono state rispedite al mittente con esito negativo».
Le piccole e medie imprese, continua la segretaria della Fille, «le poche rimaste, che lottano tutti i giorni per restare a galla, si devono scontrare, oltre che con i ritardi dei pagamenti da parte dei committenti, oltre che con la stretta creditizia, oltre che con i pochi lavori che di fatto vengono messi in gara, anche con il sorteggio come metodo con il quale si scelgono le imprese da invitare alle gare per importi fino a due milioni di euro. Quale tipo d’investimento deve e può fare un'impresa che sa che potrà concorrere ad una gara solo se il fato lo vorrà? La mancanza di investimenti ha come conseguenza diretta la mancanza di sicurezza e la deregolamentazione del settore.«Nei cantieri prolificano le partite iva, le cooperative di lavoratori autonomi e lavoratori con contratti di ogni tipo. Questo favorisce la concorrenza sleale fra imprese che alla fine pagano i lavoratori in termini di salario e diritti».
E' più di un anno che gli edili sono senza contratto nazionale scaduto da giugno 2016. «La trattativa per il rinnovo è ostacolata da un atteggiamento delle aziende che tendono a rimandare. Ma il tempo è scaduto e se non ci sarà una ipotesi di rinnovo sarà mobilitazione generale del settore. Le nostre richieste riguardano il salario, il diritto al lavoro, la regolarità delle imprese, la lotta al lavoro nero e grigio, l’introduzione del contratto di cantiere: uno strumento utile a tutelare le condizioni di lavoro, la sicurezza e la formazione su rischi di tutti i lavoratori che sono presenti nel cantiere edile».
L'impresa Puccetti Spa, divisione edilizia, invece, con il mese di ottobre termina la cassa integrazione straordinaria ed è per ora un' incognita il futuro di tutti i dipendenti.
«In mezzo alle macerie di un settore distrutto nel silenzio delle istituzioni e della politica ci chiediamo come Fillea CGIL qual'è il futuro di questo comparto e il destino dei lavoratori edili - scrive Giambassi -. Il settore grida dal 2012 una riforma delle pensioni che permetta alle aziende di investire su lavoratori giovani e soprattutto che permetta a chi lavora da oltre 40 anni di andare in pensione. Il Governo ha risposto con una riforma che per i paletti in essa contenuti limita fortemente la possibilità di accedere alla pensione anticipata. Ma oltre il danno la beffa. Il 70 % delle domande fatte sono state rispedite al mittente con esito negativo».
Le piccole e medie imprese, continua la segretaria della Fille, «le poche rimaste, che lottano tutti i giorni per restare a galla, si devono scontrare, oltre che con i ritardi dei pagamenti da parte dei committenti, oltre che con la stretta creditizia, oltre che con i pochi lavori che di fatto vengono messi in gara, anche con il sorteggio come metodo con il quale si scelgono le imprese da invitare alle gare per importi fino a due milioni di euro. Quale tipo d’investimento deve e può fare un'impresa che sa che potrà concorrere ad una gara solo se il fato lo vorrà? La mancanza di investimenti ha come conseguenza diretta la mancanza di sicurezza e la deregolamentazione del settore.«Nei cantieri prolificano le partite iva, le cooperative di lavoratori autonomi e lavoratori con contratti di ogni tipo. Questo favorisce la concorrenza sleale fra imprese che alla fine pagano i lavoratori in termini di salario e diritti».
E' più di un anno che gli edili sono senza contratto nazionale scaduto da giugno 2016. «La trattativa per il rinnovo è ostacolata da un atteggiamento delle aziende che tendono a rimandare. Ma il tempo è scaduto e se non ci sarà una ipotesi di rinnovo sarà mobilitazione generale del settore. Le nostre richieste riguardano il salario, il diritto al lavoro, la regolarità delle imprese, la lotta al lavoro nero e grigio, l’introduzione del contratto di cantiere: uno strumento utile a tutelare le condizioni di lavoro, la sicurezza e la formazione su rischi di tutti i lavoratori che sono presenti nel cantiere edile».
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