Sicurezza
l’ex consigliere Massoni
«Avioscalo: un crac annunciato frutto della testardaggine»
CAPANNORI. «Il fallimento dell’aeroporto di Tassignano era ampiamente annunciato e la sua inutile e costosa sopravvivenza di questi ultimi anni è dovuta soltanto alla testardaggine delle ultime...
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CAPANNORI. «Il fallimento dell’aeroporto di Tassignano era ampiamente annunciato e la sua inutile e costosa sopravvivenza di questi ultimi anni è dovuta soltanto alla testardaggine delle ultime amministrazioni comunali di Capannori, quella a guida Del Ghingaro e quella dell’attuale sindaco Menesini. Non si sa quanto sia costato ai cittadini capannoresi l’aeroporto di Tassignano dal gennaio 2011, quando Del Ghingaro e la sua maggioranza si accollarono il 90% di questa società. Due milioni di euro o forse anche di più: ce lo diranno i liquidatori, ma ormai il danno è stato fatto e sarà una ben misera consolazione»: l’ex consigliere provinciale Giovanni Massoni interviene sulla vicenda dell’aeroporto, invitando tutti i soggetti coinvolti a chiedere scusa, sottolineando come, invece, a Capannori si continui a perseguire la politica dei “progetti faraonici”.
«Appare molto strano – riprende Massoni – che in tutti questi anni la Corte dei Conti, di fronte alle continue iniezioni di danaro pubblico in un ente bollito e senza futuro (come dimostra la sua storia di mezzo secolo) non sia mai intervenuta. Ed è ancora più strano che gli attuali amministratori, nonostante i risultati fallimentari di progetti faraonici del recente passato (vedi il polo tecnologico, il nido ultra tech di Lammari, palazzo Boccella e lo stesso aeroporto) persistano nella solita politica fatta di sprechi e di immagine (l’ultimo esempio la nuova piazza da tre milioni di euro) invece di affrontare i problemi veri della gente di Capannori. L’unico che ha avuto il coraggio di fare autocritica è stato l’amministratore unico dell’aeroporto Eugenio Baronti. Gli altri non hanno detto una sola parola: Del Ghingaro è impegnato a svendere (non per colpa sua questa volta) il patrimonio del comune di Viareggio e Menesini ad accompagnare l’agonia di una provincia senza mezzi e senza progetti. Ma potrebbero trovare almeno il tempo di chiedere scusa ai capannoresi?».
«Appare molto strano – riprende Massoni – che in tutti questi anni la Corte dei Conti, di fronte alle continue iniezioni di danaro pubblico in un ente bollito e senza futuro (come dimostra la sua storia di mezzo secolo) non sia mai intervenuta. Ed è ancora più strano che gli attuali amministratori, nonostante i risultati fallimentari di progetti faraonici del recente passato (vedi il polo tecnologico, il nido ultra tech di Lammari, palazzo Boccella e lo stesso aeroporto) persistano nella solita politica fatta di sprechi e di immagine (l’ultimo esempio la nuova piazza da tre milioni di euro) invece di affrontare i problemi veri della gente di Capannori. L’unico che ha avuto il coraggio di fare autocritica è stato l’amministratore unico dell’aeroporto Eugenio Baronti. Gli altri non hanno detto una sola parola: Del Ghingaro è impegnato a svendere (non per colpa sua questa volta) il patrimonio del comune di Viareggio e Menesini ad accompagnare l’agonia di una provincia senza mezzi e senza progetti. Ma potrebbero trovare almeno il tempo di chiedere scusa ai capannoresi?».
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