Il Tirreno

Lucca

CONCESSO IL NULLAOSTA PER LA SEPOLTURA  

Per la procura nessun indagato soltanto una tragica fatalità

di Luca Tronchetti
Per la procura nessun indagato soltanto una tragica fatalità

LUCCA. Nessun indagato, nessun sequestro del mezzo agricolo, niente autopsia, ma immediato nullaosta per la sepoltura del bimbo che aveva compiuto 13 mesi lo scorso 8 ottobre. Il segnale della...

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LUCCA. Nessun indagato, nessun sequestro del mezzo agricolo, niente autopsia, ma immediato nullaosta per la sepoltura del bimbo che aveva compiuto 13 mesi lo scorso 8 ottobre. Il segnale della procura è chiaro. Ed è legato al rapporto inviato dai carabinieri della stazione di Lammari che venerdì pomeriggio sono andati sul luogo della tragedia. In quel campo dove il piccino, cadendo dal trattore, si è procurato il gravissimo trauma cranico che ha provocato l’ emorragia cerebrale. Negli atti si evidenzia la fatalità dell’evento e l’assenza di responsabilità del nonno.

I fatti. Dopo pranzo il nonno nonno materno di Francesco Cortopassi, con i due nipoti, il piccino di 13 mesi e il più grande di 6 anni che frequenta la scuola elementare a Gragnano, è andato nel campo di proprietà accanto alla sua casa. Il coltivatore diretto si è messo a sedere sul sedile del trattore, oggetto del desiderio di tutti i bambini, che si trovava in un terreno coltivato. Di fronte all’anziano c’era lo sterzo e in braccio l’uomo teneva il piccolino mentre il più grande era salito dietro a un rimorchio di modeste dimensioni. Un momento di grande gioia, di immensa felicità, di allegria e spensieratezza per nonno e nipotini. È bastato un attimo. Uno strattone improvviso, un movimento brusco del piccino - forse rivolto con lo sguardo all’indietro a cercare il fratello sul rimorchio - è stato sufficiente a sfuggire alla presa delle mani robuste del nonno. Una caduta di testa, senza difesa, da un’altezza non superiore al metro. Un tonfo sordo sul terreno indurito dalla carenza di acqua assente ormai da mesi. Pochi secondi per distruggere un’intera famiglia. Il racconto dei militari si ferma. Poi rimane il grido disperato dell’agricoltore, l’arrivo dell’ambulanza, l’elisoccorso, l’ospedale pediatrico Meyer, la speranza di un miracolo che non si compie.

Nessun reato. Se le testimonianze raccolte dai carabinieri unite allo strazio dei parenti per un destino tanto crudele e malvagio sono queste allora non può esserci l’apertura di un fascicolo, di un’inchiesta per stabilire le responsabilità e iscrivere nel registro degli indagati una o più persone con il reato di omicidio colposo. Il nonno non ha avuto un comportamento di negligenza, imperizia e imprudenza. Non ha guidato il mezzo con il bimbo in braccio, non lo ha messo a sedere sul seggiolino del cingolato senza tenerlo, non ha fatto niente di anomalo rispetto ai normali e amorevoli gesti che un nonno ha nei confronti di un nipotino indifeso. Per il sostituto Lucia Rugani nessun reato. Solo tanto dolore.

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