Il Tirreno

Lucca

Il piccolo Francesco è volato in cielo

di Barbara Antoni
Il piccolo Francesco è volato in cielo

«Era un bimbo gioioso. È stato amatissimo nella sua breve vita» 

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LUCCA. Sono silenti la casetta dei giochi col tetto rosso e lo scivolino verde e arancio nel giardino della villetta padronale in via San Gennaro. Per una tragica sovrapposizione del destino, intorno ai giochi non ci sono bimbi che ridono ma solo adulti che piangono, con gli occhiali neri e i volti provati, le mani nei capelli.

Francesco, il piccolo di casa, tredici mesi appena, non ce l’ha fatta: la caduta avvenuta nel primo pomeriggio di venerdì 20 ottobre gli è stata fatale: il suo cuoricino ha smesso di battere ieri, 21 ottobre, alle 6,30 del mattino, mentre era ricoverato in un lettino del reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Una tragedia senza fine, un dolore davanti a cui le parole sono povere, non ne esistono per descriverlo.

«Francesco era un bimbo gioioso. Per quello che è stata la sua breve vita, è stato amato, amatissimo da quanti sono stati intorno a lui. Scriva questo: non riusciamo a dire altro». Nel vialino che conduce alla villetta che è stata la culla di Francesco, è un parente dei genitori a pronunciare queste parole, prima di congedarsi, garbatamente. Intanto le auto arrivano una dopo l’altra dirette alla casa: quanti conoscevano Francesco e sono vicini alla sua mamma Laura Pasquinelli, al suo papà Andrea Cortopassi, al suo fratellino di sei anni e ai nonni vengono a partecipare il loro affetto.

Sono le 13 di un sabato d’autunno, col sole che inonda la campagna di Gragnano, nel Capannorese. Sotto il sole, però, i brividi: la notizia della morte del piccolo si è diffusa rapidamente, lasciando tutti senza parole.

Perché tutti hanno sperato che Francesco si salvasse, fino all’ultimo. L’hanno sperato anche i vicini, che venerdì poco prima delle 14 hanno sentito prima urla provenire dalla villetta e poi hanno visto atterrare l’elisoccorso Pegaso vicino all’abitazione dei Cortopassi. Prima sorpresi poi terrorizzati, apprendendo del tragico incidente accaduto nel terreno dietro la casa. Lì, il nonno, seduto su un trattore di piccola taglia, completamente fermo, teneva Francesco tra le braccia. Stringeva il piccolo nell’aria tiepida di ottobre, approfittando del momento migliore della giornata. Accanto anche il fratellino maggiore. È accaduto tutto in una frazione di secondo, una tragica fatalità: il nonno si è voltato per guardare l’altro nipote e il piccolo gli è scivolato dalle braccia, finendo sulla terra indurita dalla lunga assenza di pioggia. Ha battuto la testa. Il nonno ha urlato, fortissimo, chiedendo aiuto. Francesco giaceva a terra, aveva perso conoscenza.

Sono stati immediati i soccorsi dell’equipaggio giunto a bordo di un’ambulanza inviata dal 118. Francesco era in arresto cardiaco: è intervenuto il medico dell’emergenza urgenza, praticandogli un massaggio. Ha insistito, finché il cuoricino ha ripreso a battere: a quel punto il bimbo è stato caricato a bordo del Pegaso, subito decollato in direzione del Meyer.

Giunto all’ospedale pediatrico fiorentino, il piccolo è stato stabilizzato. Le condizioni rimanevano però gravissime. Purtroppo nella nottata fra venerdì e sabato il quadro clinico è precipitato e alle 6,30 è sopravvenuta la morte.

C’è solo il dolore in questo momento. Il dolore che rende muta la villetta, i giochi dei bimbi, la bella campagna di Gragnano, la sua comunità. Che si stringe intorno a Laura, 37 anni, interprete presso un’azienda, e al marito Andrea, di 38, operaio, che distrugge i nonni del piccolo, i parenti della famiglia e gli amici. I funerali del bimbo si svolgeranno nel pomeriggio di martedì 24 ottobre alle 15, nella chiesa di Gragnano, officiati dal parroco, monsignor Emilio Citti. .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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