Attenzione
A Campus si studia il turismo nelle ville
Anche Gaddo Della Gherardesca fra i promotori del nuovo corso
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LUCCA. Si arricchisce la proposta formativa della Fondazione Campus. A lanciare il nuovo corso Ifts “Lo spirito del Luogo”, riservato a 24 studenti, gratuito e finanziato dalla Regione Toscana, anche Gaddo Della Gherardesca, presidente dell'Adsi, associazione dimore storiche italiane. Accanto a lui, Vittoria Colonna di Stigliano, presidente dell'associazione ville e dei palazzi lucchesi, parte attiva in questa nuova offerta della Fondazione, che inizia martedì 24 ottobre.
«Daremo una mano al Campus, e lo affiancheremo per offrire agli studenti una preparazione sulla parte più pratica - spiega la rappresentante dell'associazione lucchese -:i ragazzi visiteranno i nostri luoghi e saranno loro, con la creatività di cui dispongono a generare un nuovo percorso economico. La cultura da sempre va a braccetto con il comparto turistico: sono i giovani che devono far veicolare un'idea nuova di turismo, ben canalizzato, in grado di valorizzare le eccellenze del nostro territorio».
Per la professoressa Enrica Lemmi, coordinatrice dell'area turismo del Campus, la soddisfazione per l'ennesimo progetto rivolto agli studenti, che vedrà la nascita di una nuova figura professionale. «L'offerta adesso è ancora più ampia. I ragazzi che verranno selezionati frequenteranno lezioni in aula e stage curriculari dalla durata complessiva di 800 ore. Al superamento dell'esame finale agli studenti verrà rilasciata la qualifica di “tecnici” per la valorizzazione e promozione di ville e dimore storiche del territorio’ e potranno quindi operare nella progettazione di itinerari turistici integrati, nell’organizzazione di eventi, nell’animazione locale e nella commercializzazione turistica».
Un’occasione invece, per il conte, per fare il punto su quelle che sono le peculiarità italiane del settore turistico da tornare a valorizzare. «La passione ha subito un calo enorme nel nostro paese, dobbiamo ritrovare un po' di quell'ardore che ci ha sempre contraddistinto - afferma -. L'Italia è per ogni artista una seconda madre. Dobbiamo essere in grado di competere su ciò che per noi è più congeniale: è necessario fuggire dalla tenaglia del provincialismo, e scegliere i valori che ci contraddistinguono. In cucina rincorriamo la Francia e i suoi chef, ma noi siamo italiani e i nostri cuochi sanno cos'è il sapore. Puntiamo su questo. E oltre alle idee, servono le risorse per credere nei progetti». Uno sguardo poi a cosa significa vivere, oggi, in una dimora storica. «Sono abitazioni che si legano indissolubilmente alla storia - prosegue Della Gherardesca -:in Italia siamo 4500 soci, possessori di beni vincolati dal ministero dei beni culturali. Possiamo soltanto restaurarle e prodigarci per una manutenzione che deve essere obbligatoria. Abbiamo l'obbligo morale di valorizzarle queste dimore, perchè sono un tassello importante del mosaico che compone il turismo nel Belpaese e voi, che siete il futuro, alla fine di questo percorso sarete in grado di renderle un tesoro invidiabile».
Marco Tirinnanzi
«Daremo una mano al Campus, e lo affiancheremo per offrire agli studenti una preparazione sulla parte più pratica - spiega la rappresentante dell'associazione lucchese -:i ragazzi visiteranno i nostri luoghi e saranno loro, con la creatività di cui dispongono a generare un nuovo percorso economico. La cultura da sempre va a braccetto con il comparto turistico: sono i giovani che devono far veicolare un'idea nuova di turismo, ben canalizzato, in grado di valorizzare le eccellenze del nostro territorio».
Per la professoressa Enrica Lemmi, coordinatrice dell'area turismo del Campus, la soddisfazione per l'ennesimo progetto rivolto agli studenti, che vedrà la nascita di una nuova figura professionale. «L'offerta adesso è ancora più ampia. I ragazzi che verranno selezionati frequenteranno lezioni in aula e stage curriculari dalla durata complessiva di 800 ore. Al superamento dell'esame finale agli studenti verrà rilasciata la qualifica di “tecnici” per la valorizzazione e promozione di ville e dimore storiche del territorio’ e potranno quindi operare nella progettazione di itinerari turistici integrati, nell’organizzazione di eventi, nell’animazione locale e nella commercializzazione turistica».
Un’occasione invece, per il conte, per fare il punto su quelle che sono le peculiarità italiane del settore turistico da tornare a valorizzare. «La passione ha subito un calo enorme nel nostro paese, dobbiamo ritrovare un po' di quell'ardore che ci ha sempre contraddistinto - afferma -. L'Italia è per ogni artista una seconda madre. Dobbiamo essere in grado di competere su ciò che per noi è più congeniale: è necessario fuggire dalla tenaglia del provincialismo, e scegliere i valori che ci contraddistinguono. In cucina rincorriamo la Francia e i suoi chef, ma noi siamo italiani e i nostri cuochi sanno cos'è il sapore. Puntiamo su questo. E oltre alle idee, servono le risorse per credere nei progetti». Uno sguardo poi a cosa significa vivere, oggi, in una dimora storica. «Sono abitazioni che si legano indissolubilmente alla storia - prosegue Della Gherardesca -:in Italia siamo 4500 soci, possessori di beni vincolati dal ministero dei beni culturali. Possiamo soltanto restaurarle e prodigarci per una manutenzione che deve essere obbligatoria. Abbiamo l'obbligo morale di valorizzarle queste dimore, perchè sono un tassello importante del mosaico che compone il turismo nel Belpaese e voi, che siete il futuro, alla fine di questo percorso sarete in grado di renderle un tesoro invidiabile».
Marco Tirinnanzi
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