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Hiv, un abbraccio per combattere la discriminazione

Hiv, un abbraccio per combattere la discriminazione

L’iniziativa è prevista sabato pomeriggio in via Fillungo  Bonturi: «Solo con la prevenzione si combatte il contagio»

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LUCCA. L'Hiv non ha volto: può assumere le fattezze di un medico, di un'amica, a volte anche di un padre e di una madre.

La “maschera” che indosseranno le tre persone sieropositive che si faranno abbracciare e doneranno profilattici alla città, sabato dalle ore 15 alle ore 19 in via Fillungo, davanti alla chiesa di San Cristoforo, serve a far passare questo messaggio: il virus colpisce senza distinzione, non è relegato alla sfera omosessuale.

E il pregiudizio, che nasce da chi ammette di averlo contratto, ti costringe in un cono d'ombra.

«L'abbraccio è un gesto necessario, che viene compiuto tutti i giorni - spiega il consigliere comunale Daniele Bianucci - e sabato abbiamo intenzione di regalarne parecchi. Stringere a sé qualcuno ha un significato profondo, e noi lo vogliamo fare per spezzare e combattere una preclusione che colpisce chi ha contratto il virus. Serve il lavoro di tutti, delle associazioni, delle amministrazioni, per far si che chi è sieropositivo smetta di essere vittima di discriminazione. Nasce tutto da una scarsa informazione e una ancor più carente conoscenza dell'argomento. In passato, l'Hiv era visto come una condanna a morte. Per fortuna adesso non è così, ma questo ha portato ad abbassare la guardia: iniziamo con un abbraccio, un gesto concreto per sensibilizzare tutta la cittadinanza».

L’iniziativa “Gesti quotidiani: abbracciami”, s'inserisce in un più ampio ventaglio di manifestazioni che continueranno ben oltre il primo dicembre, giornata mondiale contro l'Aids.

«Un'esperienza collaborativa tra provincia, comune e associazioni che si ripete dopo l'esperimento dell'anno passato - afferma Renato Bonturi, consigliere provinciale con delega alle politiche giovanili -. È necessario parlarne, ed è soprattutto la prevenzione che aiuta a combattere il contagio. Questi eventi poi sono una parte della grande attenzione che vogliamo riservare ad un tema così complesso».

Una prova di solidarietà per Lucca, per testare i suoi cittadini, e capire quanto ne sanno di Hiv.

«Vi aspettiamo, vi invitiamo sabato pomeriggio in via Fillungo - spiega Maria Cristina Tognetti dell'associazione nazionale per la lotta all'Aids Versilia - e speriamo che Lucca ci sorprenda ancora una volta in termini di vicinanza. Un abbraccio non è un rischio, il rischio è non avere un rapporto protetto, non utilizzare il profilattico. Chi ha contratto il virus è visto come un untore. Invece sono proprio i sieropositivi che più hanno bisogno di un abbraccio».

Marco Tirinnanzi

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