La manifestazione
il caso
Con la password sottratta chiedono soldi via mail
LUCCA. Rubano la password della posta elettronica per truffare altre persone e cercare di spillare soldi.A cadere nel raggiro telematico stavolta è stato l'Archivio Centro Documentazione di Lucca,...
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LUCCA. Rubano la password della posta elettronica per truffare altre persone e cercare di spillare soldi.
A cadere nel raggiro telematico stavolta è stato l'Archivio Centro Documentazione di Lucca, attivo dal 1973 e con uno sterminato patrimonio costituito da libri, volantini e ciclostilati dal secondo Novecento in poi, relativi sopratutto al movimento operaio e sindacale, ai gruppi politici e antagonisti e alla storia delle lotte delle donne.
I responsabili dell'archivio telematico se ne sono accorti quando hanno ricevuto una telefonata, con la quale una signora chiedeva spiegazioni su una mail ricevuta dal centro di documentazione con le coordinate per l'invio del contante. Da lì sono iniziate le verifiche e, quindi, una segnalazione alla polizia postale dopo il furto dei dati. In sostanza qualcuno utilizzando il nome dell’Archivio, sta inviando mail per chiedere soldi, che ovviamente non sono destinati al centro documentazione, bensì alle tasche di chi è riuscito a impossessarsi della password.
«Invitiamo tutte le persone a diffidare da queste mail che arrivano a nostro nome in cui si chiedono dei soldi – spiegano dal Centro – è una truffa e non è assolutamente vero, si tratta di email fasulle. Chiediamo scusa per il disagio causato dal furto della nostra password da parte di un ladro telematico. Come ci si può difendere? Una volta accertato che c’è qualcuno, chissà dove, che sta usando il nostro account, va immediatamente presentata una segnalazione alla polizia postale, cosa che abbiamo fatto. E poi cambiare password».
Nicola Nucci
A cadere nel raggiro telematico stavolta è stato l'Archivio Centro Documentazione di Lucca, attivo dal 1973 e con uno sterminato patrimonio costituito da libri, volantini e ciclostilati dal secondo Novecento in poi, relativi sopratutto al movimento operaio e sindacale, ai gruppi politici e antagonisti e alla storia delle lotte delle donne.
I responsabili dell'archivio telematico se ne sono accorti quando hanno ricevuto una telefonata, con la quale una signora chiedeva spiegazioni su una mail ricevuta dal centro di documentazione con le coordinate per l'invio del contante. Da lì sono iniziate le verifiche e, quindi, una segnalazione alla polizia postale dopo il furto dei dati. In sostanza qualcuno utilizzando il nome dell’Archivio, sta inviando mail per chiedere soldi, che ovviamente non sono destinati al centro documentazione, bensì alle tasche di chi è riuscito a impossessarsi della password.
«Invitiamo tutte le persone a diffidare da queste mail che arrivano a nostro nome in cui si chiedono dei soldi – spiegano dal Centro – è una truffa e non è assolutamente vero, si tratta di email fasulle. Chiediamo scusa per il disagio causato dal furto della nostra password da parte di un ladro telematico. Come ci si può difendere? Una volta accertato che c’è qualcuno, chissà dove, che sta usando il nostro account, va immediatamente presentata una segnalazione alla polizia postale, cosa che abbiamo fatto. E poi cambiare password».
Nicola Nucci
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