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Agenti aggrediti al San Giorgio

Agenti aggrediti al San Giorgio

Ennesimo episodio nel carcere di Lucca, sindacati furibondi

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LUCCA. Ancora un episodio di violenza ai danni degli agenti di polizia penitenziaria del carcere San Giorgio. A denunciare il caso sono i sindacati di categoria.

L’episodio risale al primo pomeriggio di mercoledì, quando un detenuto di origine italiana ha tentato prima di scagliarsi contro un agente in servizio ai cancelli e poi ha colpito con un pugno al volto un assistente capo, costringendolo alle cure del pronto soccorso di San Luca. «Il detenuto, ammesso a svolgere attività lavorativa nell’istituto – si legge in una nota della segreteria regionale dell’Uspp – sembra essere uno dei tanti soggetti critici che oggi circolano nei penitenziari toscani i quali non sono attrezzati per la gestione di elementi cosiddetti di difficile gestione. Da quando ci risulta il penitenziario lucchese è tra quelli che nell’ultimo periodo tali fenomeni si sviluppano con maggiore frequenza. Il personale di polizia penitenziaria da tempo è costretto ad affrontare i propri turni di lavorativi in un luogo che, dopo l’ennesima aggressione, osiamo definire insicuro per chi vi opera».

Sul caso interviene anche il Sappe, Sindacato Autonomo di polizia penitenziaria: «La cosa grave – spiega Pasquale Salemme, segretario Sappe per la Toscana – è che nessun provvedimento viene preso contro questi delinquenti che usano violenza: i responsabili di altri episodi di aggressione ad agenti, per dire, anziché essere trasferiti sono ancora qui, e si fanno quasi vanto di non aver avuto alcuna punizione. Queste tensioni sfiancano il Personale di polizia penitenziaria che ha già prossi problemi operativi».

Donato Capece, segretario generale del Sappe, torna a sollecitare un rapido intervento del ministro della Giustizia e del capo Dap: «Questo di Lucca è l’ennesimo grave evento critico che avviene in un carcere. Il sistema delle carceri non regge più e le responsabilità ricadono su chi ha la responsabilità politica di intervenire, a cominciare dal Ministro Orlando. Servono almeno 8.000 agenti di polizia penitenziaria per fronteggiare le costanti criticità».

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