Il Tirreno

Lucca

Al Pronto soccorso open space e separé

di Gianni Parrini
Al Pronto soccorso open space e separé

La struttura inadeguata ai nuovi standard: lavori a inizio anno

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LUCCA. Il nuovo Pronto soccorso? È già vecchio. Nel primo trimestre del 2018 via ai lavori per adeguare la struttura: via gli ambulatori per le visite individuali, al loro posto tre open space con un aumento delle postazioni destinate ai pazienti che passano da 11 a 15. A dividerli dei semplici separé.

Il nuovo modello. Il 1° gennaio 2018 è la data stabilita dalla Regione per dare avvio alla rivoluzione organizzativa dei Pronto soccorso. La novità più grande, di cui avevamo già parlato, è relativa all’addio ai colori utilizzati nel triage per indicare criteri di priorità nella cura del paziente, sostituiti da codici numerici: dall'1 per le emergenze, al 5 (per le cosiddette non urgenze. Questa è la novità di maggiore impatto, ma se vogliamo anche la più superficiale. In realtà a modificarsi è tutto l’approccio al percorso dell’emergenza urgenza, ridisegnato su un modello organizzativo che punta a risolvere il problema delle lunghe attese e ad assicurare maggiore attenzione alle persone con delle fragilità.

La sindrome di Benjamin Button. Il diverso approccio concettuale si porta dietro importanti novità nella gestione e organizzazione degli spazi dei Pronto soccorso. Compreso quello del San Luca di Lucca, che nonostante sia tra i più nuovi (inaugurato a metà 2014) soffre della sindrome di Benjamin Button: è nato vecchio e ad appena tre anni dall’apertura si mostra già inadeguato ai nuovi standard basati sul bisogno clinico e la continuità assistenziale. «Serviranno degli interventi strutturali», ha spiegato la direzione sanitaria lunedì in un incontro svoltosi a Pisa, alla presenza dei sindacati. Ma senza dare dettagli. Di cosa si tratta ce lo spiega meglio il dottor Ferdinando Cellai, responsabile dei dipartimenti di emergenza urgenza di tutta l’Asl nord ovest: «Il problema dei nuovi ospedali è sempre lo stesso: nascono vecchi – spiega il dottore – Se tutto va bene, diventano operativi dieci anni dopo la loro progettazione e a quel punto risultano inadeguati alle nuove esigenze medico-sanitarie che nel frattempo hanno fatto passi avanti. Tutto ciò è successo anche a Lucca, nonostante la procedura del project financing abbia consentito di velocizzare l’iter per la realizzazione del San Luca. Il problema riguarda il Pronto soccorso: avevamo già pensato di fare alcune modifiche, un po’ come accaduto al Versilia e all’ospedale di Livorno, poi la Regione ha varato il nuovo modello organizzativo e le due esigenze si sono sposate».

Tre open space. I lavori dovevano svolgersi prima della fine dell’anno: un po’ per evitare il picco influenzale che porta molti pazienti al San Luca, un po’ per favorire l’avvio del nuovo approccio, ma ci sono stati dei problemi tecnici per cui slitteremo al primo trimestre del 2018. «Poco male – dice Cellai – partiremo lo stesso nonostante l’attuale conformazione della struttura non sia ottimale. Dei lavori si occuperà il concessionario. La novità principale è una: attualmente al pronto soccorso abbiamo tanti piccoli ambulatori, in cui il medico riceve un paziente alla volta. Il nuovo modello prevede tre open space: uno per le emergenze (che in pratica c’è già), uno per le situazioni di media complessità e uno per la bassa complessità. Queste aree conterranno più pazienti contemporaneamente, divisi da separé (cosa che al Versilia ha creato più di un malumore, ndr). Dovremo buttare giù le pareti che al momento separano i piccoli ambulatori l’uno dall’altro. Con i nuovi spazi aumentano le postazioni destinate ai pazienti: da 11 passano a 15. In questo modo gli utenti saranno ricevuti dal medico in numero maggiore e più velocemente. Durante i lavori il Pronto soccorso rimarrà comunque aperto cercando di ridurre al minimo i disagi».

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