Attenzione
Niente certificati fino al 10 marzo
di Gianni Parrini
Dopo la riunione al Fermi i dirigenti uniformano i comportamenti Buonriposi: «Fino a quella data niente documentazione»
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LUCCA. Vaccini e scuola, passa la linea morbida: niente documentazione fino al 10 marzo. La riunione convocata d’urgenza dal provveditore per ieri pomeriggio al Fermi, si è conclusa con una fumata bianca. I dirigenti scolastici della provincia, che fino a ora si erano mossi in maniera diversa tra loro, hanno deciso uniformare le loro condotte, fissando alcuni paletti.
Fino al 10 marzo le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione attestante che l’alunno è in regola con le vaccinazioni. «L’autocertificazione? Non è necessaria, ma chi vuole può presentarla – spiega il provveditore Donatella Buonriposi –. Entro il 31 ottobre, dunque non ci sono obblighi da assolvere. La data importante, quella entro cui tutti dovranno essere a posto con i documenti è il 10 marzo».
Dunque, passa la linea già adottata a inizio settembre per gli alunni da 0 a 6 anni che frequentano nidi e materne. Niente documentazione, con i controlli demandati all’Asl, come previsto dall’accordo regionale del 24 agosto. Una linea soft da cui alcuni dirigenti scolastici (ad esempio a Montecarlo, Lammari, al Comprensivo 4 di Lucca e in alcune scuole della Garfagnana e della Versilia) si sono discostati, preferendo attenersi a quanto previsto dalla circolare ministeriale del 1º settembre, che impegnava le famiglie a presentare la documentazione o anche una semplice autocertificazione entro il 10 settembre. Un irrigidimento che ha portato all’esclusione da scuola di almeno un paio di bambini, le cui famiglie non hanno presentato né la documentazione o né l’autocertificazione. I casi di cui si ha notizia sono avvenuti in Lucchesia e in Versilia. «Non si è entrati nello specifico delle singole situazioni – spiega il provveditore Donatella Buonriposi – Di certo c’erano posizioni diverse dato che alcuni dirigenti si sentivano maggiormente tutelati nel seguire i dettami della circolare. Con il faccia a faccia di oggi contiamo di aver superato le difformità. Abbiamo stabilito di attenerci all’accordo regionale del 24 agosto: non chiederemo alcuna documentazione alle famiglie fin quando l’Asl non avrà completato i controlli sugli elenchi iscritti ricevuti dalle scuole. Anche la circolare del 1° settembre indica come ultima data per mettersi in regola il 10 marzo. Per quel giorno tutte le famiglie dovranno certificare la loro situazione». Per ora non serve neppure l’autocertificazione: «Abbiamo deciso di non chiederla – prosegue Buonriposi – Mi auguro che stavolta non ci sia qualche dirigente che fa di testa propria, ma tenderei ad escluderlo visto che la decisione presa nella riunione di oggi ha ottenuto l’unanimità. Come ho convinto i presidi fautori della linea dura? Non è stato difficile. Purtroppo quando entra in vigore una nuova normativa c’è sempre un po’ di confusione».
A questo punto l’unica incertezza è legata al pronunciamento del Garante della privacy: entro il 20 ottobre dovrà dire se l’Asl ha o non ha facoltà di rimandare gli elenchi alle scuole per dire chi è in regola e chi non lo è. Di fatto, per i ragazzi da 6 a 16 anni (quelli di elementari, medie e superiori) è un problema secondario. Trattandosi di scuola dell’obbligo il non essere a posto con i vaccini non costituisce motivo di esclusione dalle classi (come invece è avvenuto per nidi e materne). Qualora le famiglie non dovessero mettersi in regola entro il 10 marzo, sarà l’Asl a comminare una multa da 100 a 500 euro. Le scuole, dunque, saranno escluse dal circuito del controllo e di conseguenza il flusso di dati in uscita dall’azienda sanitaria non è indispensabile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Fino al 10 marzo le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione attestante che l’alunno è in regola con le vaccinazioni. «L’autocertificazione? Non è necessaria, ma chi vuole può presentarla – spiega il provveditore Donatella Buonriposi –. Entro il 31 ottobre, dunque non ci sono obblighi da assolvere. La data importante, quella entro cui tutti dovranno essere a posto con i documenti è il 10 marzo».
Dunque, passa la linea già adottata a inizio settembre per gli alunni da 0 a 6 anni che frequentano nidi e materne. Niente documentazione, con i controlli demandati all’Asl, come previsto dall’accordo regionale del 24 agosto. Una linea soft da cui alcuni dirigenti scolastici (ad esempio a Montecarlo, Lammari, al Comprensivo 4 di Lucca e in alcune scuole della Garfagnana e della Versilia) si sono discostati, preferendo attenersi a quanto previsto dalla circolare ministeriale del 1º settembre, che impegnava le famiglie a presentare la documentazione o anche una semplice autocertificazione entro il 10 settembre. Un irrigidimento che ha portato all’esclusione da scuola di almeno un paio di bambini, le cui famiglie non hanno presentato né la documentazione o né l’autocertificazione. I casi di cui si ha notizia sono avvenuti in Lucchesia e in Versilia. «Non si è entrati nello specifico delle singole situazioni – spiega il provveditore Donatella Buonriposi – Di certo c’erano posizioni diverse dato che alcuni dirigenti si sentivano maggiormente tutelati nel seguire i dettami della circolare. Con il faccia a faccia di oggi contiamo di aver superato le difformità. Abbiamo stabilito di attenerci all’accordo regionale del 24 agosto: non chiederemo alcuna documentazione alle famiglie fin quando l’Asl non avrà completato i controlli sugli elenchi iscritti ricevuti dalle scuole. Anche la circolare del 1° settembre indica come ultima data per mettersi in regola il 10 marzo. Per quel giorno tutte le famiglie dovranno certificare la loro situazione». Per ora non serve neppure l’autocertificazione: «Abbiamo deciso di non chiederla – prosegue Buonriposi – Mi auguro che stavolta non ci sia qualche dirigente che fa di testa propria, ma tenderei ad escluderlo visto che la decisione presa nella riunione di oggi ha ottenuto l’unanimità. Come ho convinto i presidi fautori della linea dura? Non è stato difficile. Purtroppo quando entra in vigore una nuova normativa c’è sempre un po’ di confusione».
A questo punto l’unica incertezza è legata al pronunciamento del Garante della privacy: entro il 20 ottobre dovrà dire se l’Asl ha o non ha facoltà di rimandare gli elenchi alle scuole per dire chi è in regola e chi non lo è. Di fatto, per i ragazzi da 6 a 16 anni (quelli di elementari, medie e superiori) è un problema secondario. Trattandosi di scuola dell’obbligo il non essere a posto con i vaccini non costituisce motivo di esclusione dalle classi (come invece è avvenuto per nidi e materne). Qualora le famiglie non dovessero mettersi in regola entro il 10 marzo, sarà l’Asl a comminare una multa da 100 a 500 euro. Le scuole, dunque, saranno escluse dal circuito del controllo e di conseguenza il flusso di dati in uscita dall’azienda sanitaria non è indispensabile.
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