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Atti sessuali su una bambina, Condannato a 2 anni e mezzo

Atti sessuali su una bambina, Condannato a 2 anni e mezzo

LUCCA. Il rito abbreviato e il risarcimento del danno alla parte lesa lo salvano da una condanna maggiore che probabilmente lo avrebbe condotto in carcere. Ancora un episodio di violenza sessuali ai...

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LUCCA. Il rito abbreviato e il risarcimento del danno alla parte lesa lo salvano da una condanna maggiore che probabilmente lo avrebbe condotto in carcere. Ancora un episodio di violenza sessuali ai danni di una bambina che, all’epoca dei fatti (siamo nel 2013 nella Piana), aveva 11 anni. A commetterlo un vicino di casa sui 40 anni già dipendente di un istituto di credito. In sostanza un insospettabile. Per questo i genitori avevano affidato a lui la loro bambina. Non potevano minimamente pensare quell’impiegato dall’aspetto mite potesse trasformarsi in un orco in grado di molestare sessualmente la loro unica figlia. Ieri mattina di fronte al gup Antonia Aracri il legale dell’imputato ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato presentando gli estremi di un versamento di 60mila euro alla parte civile (la vittima e i suoi genitori). Nei suoi confronti il pm in aula, Salvatore Giannino, aveva chiesto cinque anni di reclusione. Ma in virtù della scelta del rito che presuppone lo sconto di un terzo della pena e dell’azione risarcitoria dell’imputato la condanna per violenza sessuale è scesa a due anni e 6 mesi di reclusione grazie alle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti.

I fatti. L’episodio contestato avvenne nella casa della vittima che vive nella Piana in assenza dei genitori della ragazzina che oggi frequenta le scuole superiori. Quel vicino, che i parenti ritenevano una persona amica, rimanendo solo con la bambina avrebbe compiuto atti sessuali, toccandola nelle parti intime e approfittando delle circostanze del luogo e soprattutto della minorata difesa. La denuncia fu immediata. Quando i genitori, entrambi dipendenti di aziende private, rientrarono a casa e quell’uomo se ne fu andato, la bambina scoppiò in lacrime confidando ciò che era avvenuto. Da lì scattò la denuncia e l’inchiesta venne affidata al sostituto Sara Polino. (l.t.)

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