Il Tirreno

Lucca

«Ridate a San Martino la vecchia melodia»

di Michele Citarella
«Ridate a San Martino la vecchia melodia»

L’appello alla curia della neonata Associazione campanari lucchesi. «Dopo i lavori di restauro persa la capacità di emettere il suono»

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LUCCA. Le campane del duomo di San Martino? Dopo i lavori del recupero. A lamentarsene è l aneonata Associazione campanari lucchesi. Un gruppo di volontari, appassionati dell’arte di suonare a mano le campane, deciso a mantenere viva la tradizione del rintocco del bronzo che svetta sui campanili della lucchesia.

La sede del gruppo è a Sant’Anna, nei pressi della chiesa parrocchiale, ma il suo operato si estende per tutto il territorio diocesano e provinciale. Gli allenamenti e il lavoro fisico dei cinquantotto attuali soci (di ogni arco di età, dai minorenni ai pensionati) sono utili per dare un tocco d’arte e di poesia nelle occasioni di festa al posto dei più freddi rintocchi elettrici.  Altro intento del variegato ed entusiasta gruppo è, appunto, quello di restituire valore artistico e storico ai campanili della lucchesia e alle loro campane. All’Associazione Campanari Lucchesi stanno molto a cuore le campane del duomo di San Martino che – spiegano gli esperti del gruppo – dopo gli ultimi lavori di restauro hanno perso capacità di emettere il suono della melodia tipica lucchese causa modifiche sostanziali alla struttura.

«Bastano pochi accorgimenti tecnici per ripristinare l’originale suono e speriamo che anche la curia possa – sensibilizzati dalla nostra passione e dai nostri studi – avere un occhio di riguardo per tutelare questo ulteriore patrimonio artistico».  Un appello in piena regola, che si sposa con un’altra battaglia del gruppo di campanari lucchesi. Sull’esempio delle diocesi di Bologna e Ferrara si propone un regolamento capace di combattere l’elettrificazione selvaggia a vantaggio di una conciliazione tra moderne necessità e antiche tradizioni che preservano suoni e accordi nostrani. Non solo la presenza di campanari: Lucca è stata anche sede di importanti ditte di fonditori di campane quali furono il Magni (aveva le sue officine a S. Concordio) e il Lera (Borgo Giannotti) che hanno servito diocesi di tutta Italia. Proprio per dare nuova vita alla tradizione delle suonate a festa delle campane che ha caratterizzato Lucca per diversi secoli che i membri dell’Associazione Campanari di Lucca si annunciano pronti al dialogo con tutte le istituzioni interessate.


 

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