Proteste
Roberto, dall'amputazione alla gamba alla conquista del Kilimanjaro
L’atleta disabile che si è affermato nel campo del trekking ha raccontato la sua storia a 200 alunni del liceo sportivo "Fermi" di Lucca
LUCCA. «Lo sport cambia e migliora la vita». Quella di tutti, che possono ritrovarsi in queste parole di Roberto Bruzzone a qualsiasi età e in qualunque condizione fisica. Perché in una vita di imprevisti, insegna Roberto, «la sola certezza sei tu». «Persone come Roberto, Emiliano Malagoli (pilota disabile ndr) o Andrea Lanfri (atleta paralimpico lucchese, ndr) e tanti altri come loro – sostiene Donatella Buonriposi, provveditore agli studi di Lucca – sono esempi della forza che lo sport ci può dare. E la loro esperienza ci dimostra come la disabilità possa essere un plus anziché un minus».
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Tutto questo, e molto di più, è stato oggetto dell’iniziativa svolta nella mattina di mercoledì 11 ottobre 2017 nella sala riunioni del polo scientifico tecnico professionale Fermi- Giorgi, dove oltre 200 studenti delle sette classi del liceo sportivo lucchese hanno incontrato Roberto Bruzzone, atleta che dopo la sua disabilità si è affermato nel campo del trekking ed è oggi un volto noto dello sport italiano, nonché testimonial del team “Noi ambasciatori”, progetto supportato dall’azienda di soluzioni ortopediche Ottobock.
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Si tratta di un gruppo di persone con disabilità, con esperienze diverse ma simili per la passione per lo sport e la tenace determinazione nel perseguire i loro obiettivi. Per parlare di questo progetto e, più in generale, della sua esperienza personale, Roberto Bruzzone (di Ovada, in provincia di Alessandria) si è trattenuto per tutta la mattina con i 202 alunni accompagnate dai docenti. Il responsabile dell’ufficio coordinamento educazione fisica dell’Usp di Lucca Claudio Oliva e Marco Pellizzon, responsabile Sviluppo di Ortopedia Michelotti hanno introdotto l’incontro.
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L’atleta piemontese ha lasciato tutti a bocca aperta nel raccontare il calvario che lo ha portato prima all’amputazione di una gamba e poi come è ripartito e si è affermato nel trekking come uno scalatore capace di raggiungere risultati notevoli: dalla conquista del Kilimanjaro al Cammino di Santiago, oppure del Deserto del Namib, dove ha percorso 240 km in 8 giorni affrontando un’escursione termica di ben 67°, dai + 50 di giorno ai -17 di notte.
Le domande degli studenti hanno arricchito il valore di un momento che ha sorpreso lo stesso Bruzzone: «È la prima – dice - volta che ci capita di fare un Experience Day con i ragazzi del liceo. Loro sono il futuro, capiscono il valore di ciò che facciamo, perché oltre allo sport c’è un messaggio sociale: non mollare mai». Durante la giornata è stato presentato il libro “Noi Ambasciatori – La Nostra Avventura”, i cui proventi vanno a beneficio di tre onlus.
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